Cassazione Civile, Sentenza n. 18241/2024 del 03/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente chiedeva la declaratoria di nullita o la condanna per atto illecito in relazione a una condotta fognaria installata nel 1997 sotto aree di sua proprieta esclusiva e la rimozione della stessa con ripristino del giardino soprastante (actio negatoria servitutis). I condomini convenuti avevano chiesto invece di essere riconosciuti legittimati a usare il tracciato come servitu di scarico o, alternativamente, avevano dedotto che le aree in contestazione rientrassero nella comunione supercondominiale tra i tre edifici, essendo destinate alluso comune nei regolamenti condominiali. Il Tribunale di Savona aveva accolto la domanda della ricorrente; la Corte dAppello di Genova ha riformato ritenendo che le aree contestate facessero parte di un porticato e di aree a verde di natura supercondominiale, per cui lutilizzazione ivi posta in essere dai condomini non costituiva uso in re aliena e la domanda negatoria doveva esser rigettata. In cassazione la ricorrente ha dedotto plurime censure di violazione di norme processuali e sostanziali e di errata interpretazione dei regolamenti e degli atti di deposito; la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo la motivazione della Corte dAppello sufficiente, coerente con la giurisprudenza sul supercondominio e non affetta da vizio di logicita o insufficienza, e ha confermato che non compete alla Cassazione riesaminare valutazioni di fatto e alternative interpretazioni negoziali.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima la ricostruzione della Corte dAppello secondo cui il porticato perimetrale e le aree a verde contigue costituiscono bene in supercondominio, essendo destinati alluso comune dai regolamenti, e che lutilizzazione della condotta fognaria non integrava un diritto di servitu in re aliena. E stato affermato che non è ammessa in sede di legittimità una rivalutazione dei fatti o una mera contrapposizione di interpretazioni negoziali alternative. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio di cassazione, liquidate in Euro 3.500, oltre accessori e rimborso spese alle parti controricorrenti.
Norme richiamate
Usi della cosa comune disciplinati dallart. 1102: una comproprieta puo usare la cosa nei limiti della comunione; la Corte ha ritenuto che luso dellarea da parte dei condomini rientri nei limiti della comunione.
Norme sul condominio negli edifici richiamate per confrontare l'istituto del supercondominio; la Corte ha richiamato che esistono cespiti comune a piu condomini che assumono natura pro quota.
Regola sulla prova in materia di servitu; la Corte ha ritenuto non determinante la censura sul onere probatorio posto che si è esclusa la natura di servitu in re aliena configurando la comunione.
Principi di interpretazione dei negozi giuridici; la Corte ha osservato che la ricorrente non ha specificato i canoni concreti violati e non puo limitarsi a proporre uninterpretazione alternativa del regolamento condominiale.
Richiamato nel contesto della proprieta e dei modi di acquisto; utilizzato nella censura riguardante comunioni distinte, ma la Corte ha ritenuto che la destinazione di fatto puo creare supercondominio ipso iure.
artt. 1130, 1131, 1138 c.c.
Richiamati nella discussione sui regolamenti e sulle attribuzioni delle parti comuni; la Corte ha confermato che i regolamenti possono essere utili per dimostrare la destinazione delle aree al servizio di piu edifici.
Regola sulla prova delle allegazioni; la Corte ha valutato il tema alla luce della natura comune riconosciuta alle aree, con conseguente diverso regime probatorio.
Richiamati in connessione con la vigenza degli atti negoziali e del loro contenuto probatorio; la Corte ha ritenuto non decisive le contestazioni formali sul deposito dei regolamenti rispetto alla valutazione di fatto sul vincolo di destinazione.
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4, 5
Criteri di cassazione per violazione di norme di diritto, motivazione e omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha esaminato i motivi di cassazione alla luce di questi specifici numeri e li ha rigettati come infondati o inammissibili.
artt. 112, 115, 345 c.p.c.
Richiamati nella censura sulla nullita del procedimento; la Corte ha ritenuto infondate le censure processuali dedotte dalla ricorrente.
Richiamato nella discussione sulle formalita del trasferimento e della prova dellorigine della proprieta; la Corte non ha ritenuto che ne derivasse un diritto distinto a favore della ricorrente.
D.P.R.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Richiamato ai fini delleventuale versamento del contributo unificato aggiuntivo in ragione del tenore della pronuncia; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento.
Costituzione
Richiamati dalla ricorrente nella censura di violazione dei diritti fondamentali al giusto processo; la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente e le garanzie rispettate.
Massime di principio
- Il supercondominio può formarsi ipso iure per destinazione di fatto: non è necessario un atto costitutivo formale se beni o impianti sono destinati a servizio di piu edifici costituiti in condomini.
- Se le aree contestate risultano destinate alluso comune nei regolamenti condominiali e partecipano alla stessa funzione del porticato, la loro utilizzazione rientra nel regime della comunione e non si qualifica come servitu in re aliena.
- In sede di cassazione non è consentito chiedere la riconsiderazione delle valutazioni di fatto del giudice di merito o proporre una semplice interpretazione alternativa di clausole contrattuali senza indicare in che modo specifico sia stata violata la regola di diritto.
- Lonere della prova varia a seconda della qualificazione giuridica del bene: se il cespite è riconosciuto comunione, il comproprietario che lo usa non deve dimostrare oltre il proprio diritto di comunione nei limiti dellart. 1102 c.c.; se invece si richiede una servitu, spetta al richiedente provarne lesistenza.
- Una riserva di proprieta operata in atti originari deve essere chiara e specifica per prevalere sulla valutazione di fatto che attribuisce ai beni natura supercondominiale; formule vaghe possono non impedire il riconoscimento del supercondominio.
- Questioni relative allinterpretazione di regolamenti e verbali di deposito sono, in primo luogo, questioni di fatto e di valutazione probatoria riservate al giudice di merito; in cassazione occorre dimostrare errore di diritto o illogicita manifesta nella motivazione.
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