Cassazione Penale, Sentenza n. 49154/2022 del 27/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti erano stati condannati per i reati indicati agli artt. 81 cpv., 624, 625 nn. 2 e 7 c.p. De Marco ha impugnato in cassazione deducendo: (1) violazione dell'art. 192 c.p.p., sostenendo che la condanna si fondava su meri elementi indiziari e non su prova certa della sua partecipazione al fatto; (2) mancata e manifesta illogicità della motivazione in ordine al mancato riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulle aggravanti contestate.
La decisione
Per Pellegrino Leonardo: annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e declarazione di estinzione del reato per morte dell'imputato (il certificato di morte ha dimostrato il decesso successivo alla sentenza di appello). Per De Marco Anna Maria: il ricorso è stato dichiarato inammissibile per essere manifestamente infondato o per motivi non deducibili in sede di legittimità; la Corte ha ritenuto che le censure proposte comportassero una vietata riletura del merito e del compendio probatorio e che il giudizio di bilanciamento tra attenuanti e aggravanti sia rimesso al giudice di merito se congruamente motivato. De Marco è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Indica la continuazione/recidiva o più fattispecie; citata come parte della qualificazione del reato contestato.
Norma sul reato di furto/illecito patrimoniale; utilizzata per indicare la fattispecie di base contestata agli imputati.
Elenca le aggravanti applicate al fatto, che hanno inciso sul regime sanzionatorio e sul bilanciamento con le attenuanti.
Regola l'onere della prova e i criteri di valutazione degli elementi probatori; il ricorrente ha invocato una violazione sostenendo insufficienza probatoria, ma la Cassazione ha ritenuto che la censura implichi una rilettura del merito non consentita in sede di legittimità.
Prevede l'estinzione del reato per morte dell'imputato; la Corte lo ha applicato annullando la sentenza per la posizione di Pellegrino.
art. 606, lett. e) c.p.p. (richiamato nella giurisprudenza)
Riguarda i motivi di impugnazione in cassazione; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che limita il sindacato in sede di legittimità, impedendo la mera riformulazione dei fatti e delle valutazioni di merito.
Individua i criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia adeguatamente utilizzato tali criteri nel bilanciamento tra aggravanti e attenuanti.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non può svolgere una 'rilettura' degli elementi di fatto: le contestazioni che si risolvono nella richiesta di diversa valutazione delle prove sono inammissibili in sede di legittimità.
- La valutazione del peso delle circostanze attenuanti rispetto alle aggravanti (bilanciamento) è esercizio discrezionale del giudice di merito e, se congruamente motivata, è insindacabile in Cassazione.
- La morte dell'imputato estingue il reato ai sensi dell'art. 150 c.p., con annullamento senza rinvio della sentenza rispetto alla posizione del deceduto.
- Le doglianze sulla insufficienza probatoria devono essere formulate in modo da sollevare vizi di diritto o vizî motivazionali specifici, non semplicemente una diversa valutazione delle risultanze processuali.
- Il rigetto del ricorso comporta normalmente condanne alle spese e, se previsto, sanzioni pecuniarie come il versamento alla Cassa delle ammende.
Testo integrale
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