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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24305/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione contro la sentenza di revisione che aveva respinto l'istanza di revisione della sentenza di condanna per calunnia. Il difensore deduceva manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione della Corte di Appello: in particolare si contestava che le deposizioni dei testi Aldo Alessio e Daniel Isufi, giudicate "confermative della versione difensiva", non sarebbero state valutate come idonee a intaccare il quadro probatorio su cui si fondò la condanna; si censurava la valutazione differenziata dell'attendibilità dei testi (esaltando discrepanze della difesa ma giustificando l'errore del querelante), la ritenuta superfluità della perizia grafologica e il mancato esame delle dichiarazioni di Luca Bonalunni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua e non viziata la motivazione della Corte di Appello che aveva comunque ammesso alcune prove nuove ma le aveva ritenute inaffidabili e insufficienti a scardinare il giudicato. La Corte ha valutato che le versioni difensive sopravvenute erano tra loro discordanti e non coerenti con gli elementi già acquisiti; ha ricordato il principio secondo cui la prova "nuova" deve essere prima certificata affidabile e solo dopo comparata con il compendio probatorio definitivo per verificare se possa generare ragionevole dubbio. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali nonché al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 368 cod. pen.

    ... perché, in concorso con Florio Pasquale Natale, presentava, dinanzi alla Stazione dei Carabinieri di Gorgonzola, una denuncia di smarrimento dell'assegno n. 3203182291 ...

    Individua il reato (calunnia) per cui Bonalunni era stato condannato; la sentenza ricostruisce i fatti alla luce di questa norma.

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Richiamato come norma procedurale che ha autorizzato la trasmissione della requisitoria scritta del Procuratore generale (PG) alla Corte di Cassazione; utilizzata per rilevare la posizione del PG sulla inammissibilità del ricorso.

  • art. 631 c.p.p.

    Norma sulla revisione della sentenza definitiva: la Corte richiama il principio che la prova nuova deve, in termini di ragionevole sicurezza, incidere sul compendio probatorio originario e poter sovvertire la condanna o produrre il ragionevole dubbio richiesto per l'assoluzione.

  • art. 530 c.p.p.

    Richiamato per estensione: l'art. 631 include le formule assolutorie indicate all'art. 530, comprese quelle fondate sul principio "in dubio pro reo", confermando che la revisione può condurre anche a assoluzioni basate sul ragionevole dubbio.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che autorizza la condanna al pagamento di somme alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso infondato; qui applicata per comminare Euro 3.000 al ricorrente.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione di una condanna la "prova nuova" deve essere prima valutata come affidabile in sé; solo se ritenuta credibile può essere comparata con il patrimonio probatorio che ha formato il giudicato.
  • Se le prove nuove sono tra loro discordanti o contraddittorie, la loro mera esistenza non impone l'accoglimento della revisione: l'incoerenza interna riduce la loro efficacia scardinatrice del giudicato.
  • Il giudice della revisione ha il potere/dovere di confrontare le nuove acquisizioni con le prove già acquisite, ma tale confronto è un giudizio di merito sorretto da motivazione; quando questa è congrua non è sindacabile in Cassazione.
  • La semplice incompatibilità apparente tra nuove deposizioni e precedenti non è sufficiente: occorre che, valutate come affidabili, le nuove prove conducano a ritenere il precedente compendio probatorio non più idoneo a sostenere la condanna oltre ogni ragionevole dubbio.
  • Richieste strumentali o speculative di accertamenti (es. perizia grafologica) possono essere ritenute superflue se le nuove prove non raggiungono il livello di affidabilità richiesto.
  • La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione globale della prova quando la motivazione dello stesso è logica, completa e priva di vizi: il sindacato è limitato ai vizi di diritto e di logicità della motivazione.

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