Cassazione Penale, Sentenza n. 16344/2024 del 18/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) censura per inosservanza/erronea applicazione di norme e carenza di motivazione sul rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato all'audizione delle persone offese e all'acquisizione di indagini difensive; 2) censura di carenza di motivazione e errata applicazione dell'art. 628 c.p. in relazione ai capi di imputazione C e D, sostenendo che la condotta dell'imputato fosse limitata alla sola presenza e non alla partecipazione alla rapina; 3) censura per mancata applicazione delle pene sostitutive introdotte dall'art. 20-bis c.p. (cd. riforma Cartabia), lamentando l'omessa valutazione della loro applicabilità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sul primo motivo ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito: la richiesta di abbreviato condizionato era volta a sostituire e non ad integrare il materiale probatorio esistente, e la verifica va fatta con riferimento alla situazione al momento della richiesta, non ex post. Sul secondo motivo la Cassazione ha escluso ogni illegittimità di legge richiamando il divieto di riesame del merito in sede di legittimità e rilevando l'esistenza di una 'doppia conforme'. Sul terzo motivo ha rilevato che non risulta nel fascicolo una richiesta formulata dall'imputato in appello per l'applicazione delle pene sostitutive; pertanto il giudice d'appello non era tenuto a pronunciarsi. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma relativa al reato di rapina; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito circa la responsabilità per rapina, senza rilevare violazioni di legge di competenza della Cassazione
Prevede le pene sostitutive introdotte dalla cd. riforma Cartabia; la Corte ha interpretato che l'applicabilità richiede una istanza dell'imputato in appello (o comunque entro l'udienza di discussione), sicché l'omessa richiesta esclude il dovere del giudice d'appello di pronunciarsi d'ufficio
Norma che dispone l'onere delle spese processuali in caso di inammissibilità e consente la condanna a somme per la cassa delle ammende; la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e a euro 3.000,00
Limita i motivi di ricorso in cassazione alla triade di fattispecie ammissibili; la Corte ha richiamato il divieto di riesaminare il merito e la preclusione di una terza valutazione dei fatti
Richiamato in relazione al trattamento del ricorso con contraddittorio scritto; la Corte ha agito nel rispetto del procedimento previsto
Massime di principio
- Richiesta di giudizio abbreviato condizionato: deve essere valutata sulla base della situazione probatoria esistente al momento della richiesta; il giudice ammette l'integrazione solo se la nuova prova è effettivamente integrativa e indispensabile per la decisione, non se mira a sostituire o sovvertire il materiale già acquisito
- In cassazione è precluso il riesame del merito: non è possibile ottenere una terza valutazione dei fatti salvo i casi tassativi di vizio di motivazione previsti dall'art. 606 c.p.p.; argomentazioni che ripropongono una diversa lettura probatoria senza dedurre un vizio di diritto sono inammissibili
- Pene sostitutive (art. 20-bis c.p.): perché il giudice d'appello sia obbligato a esprimersi sull'applicabilità delle nuove misure, l'imputato deve formulare espressa richiesta in appello o comunque entro l'udienza di discussione; la mancata istanza comporta la rinuncia a lamentarne la mancata applicazione in sede di legittimità
- Doppia conforme: quando giudici di primo e secondo grado adottano valutazioni conformi sulla responsabilità, la presunzione di correttezza probatoria è rafforzata e la Cassazione è meno incline ad accogliere contestazioni basate su una diversa ricostruzione dei fatti
- Strategia difensiva pratica: conservare nel ricorso e negli atti di appello richieste chiare e formali per misure processuali o penali nuove (es. applicazione di art. 20-bis), documentare l'indispensabilità delle integrazioni probatorie al momento della richiesta e non basarsi su valutazioni ex post
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