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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22620/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi per cassazione proposti dai due imputati avverso la parziale riforma della sentenza di primo grado: per Zouabi dedotte violazioni in relazione all'aggravante della destrezza (capo 8), al diniego delle circostanze attenuanti generiche e alla motivazione degli aumenti per il riconoscimento della continuazione; per Banu dedotte violazioni relative alla mancanza della condizione di procedibilità (capo B), all'esclusione dell'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen., alla sussistenza dell'aggravante della destrezza (capo 8), al concorso nel furto del capo 10, al diniego delle attenuanti generiche e alla motivazione sui maggiorazioni per continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Per ciascun motivo la Corte ha ritenuto le censure manifestamente infondate: in particolare ha confermato la corretta applicazione della giurisprudenza di legittimità sulla destrezza (richiamando orientamenti di Sezioni Unite e di questa Corte), ha ritenuto congrua la motivazione del diniego delle attenuanti generiche con riferimento a plurimi episodi, precedenti e assenza di resipiscenza, ha ritenuto adeguata la motivazione sul calcolo degli aumenti per continuazione alla luce della giurisprudenza di Sezioni Unite (proporzionalità e motivazione correlata all'entità degli aumenti), e ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis per Banu alla luce della documentata abitualità e dei precedenti. Conseguenze: i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625 comma 1 n.4 cod. pen.

    L'aggravante della destrezza si configura non solo con eccezionale abilità ma anche quando l'agente sfrutta situazioni favorevoli per eludere la vigilanza; secondo la giurisprudenza richiamata è necessario che la condotta sia caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza idonee a sorprendere o eludere la sorveglianza

  • art. 624 cod. pen. e art. 624-bis cod. pen.

    Il reato originariamente contestato come furto aggravato può essere riqualificato nella meno grave fattispecie del furto semplice se le condizioni aggravanti non risultano sussistenti; la Corte d'appello ha operato tale riqualificazione pur mantenendo altre aggravanti autonome quando accertate

  • art. 62 n.4 cod. pen.

    Riconoscimento della circostanza attenuante specifica in rapporto a un episodio (furto di cui al capo B) come valutata dalla Corte territoriale

  • art. 131-bis cod. pen.

    L'esclusione della non punibilità per particolare tenuità è motivata dalla Corte con riferimento alla non occasionalità e all'abitualità delle condotte e ai precedenti: per applicare l'art. 131-bis è necessario valutare natura, numero e data dei precedenti e l'effettiva tenuità dell'offesa

  • art. 81 cod. pen.

    Nel calcolo della pena complessiva per continuazione deve essere rispettato il rapporto di proporzione tra le pene e i limiti previsti dall'art. 81; la motivazione deve consentire la verifica della proporzionalità

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti: il giudice di merito può motivare il suo giudizio richiamando gli elementi ritenuti decisivi senza necessità di disamina esaustiva di tutti gli elementi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere di versamento alla Cassa delle Ammende a carico di chi propone ricorso manifestamente infondato o inammissibile; la Corte ha fissato l'importo a 3.000 euro considerando le ragioni di inammissibilità

  • d. lgs. n.159/11 art. 76 terzo comma

    La sentenza di merito aveva assolto i ricorrenti da questa specifica contestazione; norma richiamata nel compendio dei capi originari

Massime di principio

  • L'aggravante della destrezza non richiede per forza una abilità eccezionale: è sufficiente che l'agente abbia posto in essere una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la vigilanza della vittima; la presenza della persona offesa che nota l'autore non esclude automaticamente la destrezza se l'azione è rapidissima e idonea a eludere la reazione
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare e motivare il diniego delle attenuanti generiche: non è necessaria un'analitica disamina di tutte le circostanze, ma è sufficiente l'indicazione degli elementi ritenuti decisivi (pregressa condotta, pluralità di episodi, assenza di resipiscenza, gravità)
  • Per l'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. occorre una verifica concreta di occasionalità del fatto e dei precedenti dell'imputato; se emergono precedenti e una pluralità di reati può essere legittimo escludere il beneficio
  • In caso di continuazione il giudice deve calcolare e motivare distintamente gli aumenti per i reati satellite; l'intensità della motivazione richiesta è proporzionale all'entità degli aumenti e deve consentire la verifica della proporzionalità tra le pene
  • La cd. doppia conforme (richiamo e adesione della sentenza di appello alla motivazione di primo grado) può costituire un unico corpo motivazionale leggibile congiuntamente e limitare la censura in corte di legittimità se la motivazione originale risulta congrua
  • Le doglianze in cassazione che non si confrontano con la giurisprudenza di legittimità o con le motivazioni della sentenza impugnata sono frequentemente ritenute manifestamente infondate o inammissibili
  • La contestazione del concorso nel reato richiede elementi probatori specifici; la mera presenza congiunta degli imputati nei momenti precedenti non è necessariamente insufficiente se il giudice di merito valuta congruamente la partecipazione

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