Salta al contenuto
ordinanza_civile_lavoro

Cassazione Civile, Ordinanza n. 09550/2026 del 14/04/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati per molti anni con una docente di religione, dall'anno scolastico 1999/2000 all'anno 2020/2021. In primo grado le domande della docente dirette a far accertare l'illegittimità dell'abusiva successione dei contratti erano state respinte; in appello, invece, la Corte territoriale ha dichiarato cessata la materia del contendere ritenendo che l'avvio, dal gennaio 2024, di procedure concorsuali straordinarie e ordinarie per l'assunzione a tempo indeterminato dei docenti di religione avesse natura riparatrice del danno da precarizzazione. La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: (1) violazione dell'art. 36 d.lgs. n. 165/2001, della clausola 5 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE e dell'art. 32 l. n. 183/2010, sostenendo che il concorso non aveva sanato l'abuso perché mancava un effetto diretto e immediato di stabilizzazione e che la mera partecipazione alla procedura non bastava; (2) nullità della sentenza per motivazione apparente/perplessa e violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. e dell'art. 111 Cost., perché la Corte d'appello avrebbe richiamato i precedenti di legittimità in modo solo apparente, senza verificare l'effettiva idoneità sanante delle procedure; (3) violazione dell'art. 101 c.p.c. per avere la Corte deciso sulla base di allegazioni e documenti depositati tardivamente dal Ministero, senza rispettare il contraddittorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso, dichiarando assorbito il terzo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Ancona in diversa composizione, demandando al giudice di rinvio anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto erronea la decisione di merito perché non poteva considerarsi automaticamente sanato l'illecito da abuso del termine solo per l'avvio di procedure di stabilizzazione; occorre invece verificare in concreto la struttura delle procedure, la loro effettiva portata selettiva o meno, la vicinanza temporale della stabilizzazione e l'eventuale rilevanza della nuova formulazione dell'art. 36 d.lgs. n. 165/2001 introdotta nel 2024.

Norme richiamate

  • art. 36 d.lgs. n. 165/2001

    La nuova disciplina e la sua eventuale applicazione ratione temporis o in assoluto dovranno essere valutate dal giudice di rinvio; non è sufficiente il solo avvio della procedura di stabilizzazione per ritenere sanato l'illecito da reiterazione abusiva dei contratti a termine.

  • clausola 5 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE

    Va letta nel senso che la sanatoria dell'abuso richiede misure effettivamente riparatorie e non una mera iniziativa concorsuale astrattamente destinata all'assunzione.

  • art. 32 Legge n. 183/2010

    Richiamato nel contesto della domanda risarcitoria da abuso del termine.

  • art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.

    La motivazione non può essere solo apparente o perplessa; deve consentire di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice.

  • art. 111 Cost.

    La decisione deve essere sorretta da motivazione effettiva e comprensibile, quale presidio del giusto processo.

  • art. 101 c.p.c.

    Il giudice non può fondare la decisione su elementi introdotti tardivamente senza assicurare il pieno contraddittorio tra le parti.

  • art. 1-bis del d.l. n. 216 del 2019

    È richiamato come base normativa delle procedure di stabilizzazione, ma non contiene una previsione cogente che consenta di ritenere in automatico sanato l'illecito.

  • art. 12, comma 1, del d.l. n. 131 del 2024

    Ha introdotto una nuova formulazione dell'art. 36 d.lgs. n. 165/2001 la cui rilevanza dovrà essere vagliata dal giudice del rinvio.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative all'abuso nella reiterazione di contratti a termine nel settore scolastico, l'avvio di una procedura di stabilizzazione non sana automaticamente l'illecito: occorre verificare se la procedura abbia una effettiva capacità riparatoria del danno da precarizzazione.
  • La sanatoria dell'abuso richiede una misura con concreta idoneità stabilizzante, valutata in base alla struttura del bando o del procedimento: se la procedura conserva un automatismo di immissione in ruolo con mere priorità tra candidati, essa può essere idonea a rimuovere il pregiudizio; se invece è marcatamente selettiva, può non esserlo.
  • La valutazione dell'effetto sanante deve considerare anche il tempo di attuazione della stabilizzazione: se l'immissione in ruolo interviene dopo un periodo eccessivo di ulteriore precarietà, il danno può aggravarsi e la procedura può perdere efficacia riparatoria.
  • Una sentenza che si limiti a richiamare precedenti favorevoli senza verificare in concreto la natura della procedura di stabilizzazione e la posizione del lavoratore rispetto ad essa incorre in motivazione apparente o comunque insufficiente sul punto decisivo.
  • Il giudice del rinvio deve accertare in fatto l'assetto concreto delle procedure e le circostanze della partecipazione del lavoratore, per poi verificare se residui un diritto al risarcimento del danno da abuso del termine.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.