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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25597/2022 del 31/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

L'amministrazione finanziaria aveva contestato alla società la compensazione di un credito d'imposta per accise sul gasolio maturato nell'anno 2011, ritenendola effettuata oltre il termine dell'anno solare previsto dall'art. 4, comma 3, del d.P.R. n. 277 del 2000, nel testo applicabile ratione temporis. La Commissione tributaria regionale aveva invece ritenuto che, per effetto della novella introdotta dal d.l. n. 1 del 2012, non fosse maturata alcuna decadenza e che la compensazione fosse legittima. Con il ricorso per cassazione l'amministrazione ha denunciato, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., la violazione dell'art. 61 del d.l. n. 1 del 2012, del d.P.R. n. 277 del 2000 e dell'art. 3 della l. n. 212 del 2000, sostenendo che la disciplina sopravvenuta non potesse applicarsi retroattivamente ai crediti maturati nel 2011 e che il termine per compensare fosse perentorio.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, ha deciso nel merito rigettando l'originario ricorso della società contribuente. Ha inoltre compensato integralmente tra le parti le spese di tutti i gradi di lite, valorizzando il recente consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale sulla non retroattività della disciplina sopravvenuta.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Norma sul motivo di ricorso per cassazione utilizzata per denunciare la violazione di legge.

  • art. 61 del d.l. n. 1 del 2012

    La modifica dell'art. 4, comma 3, del d.P.R. n. 277 del 2000 non ha natura di interpretazione autentica e non è applicabile retroattivamente ai crediti maturati prima della sua entrata in vigore.

  • d.P.R. n. 277 del 2000, art. 4, comma 3

    Il termine per la compensabilità del credito di imposta per accise sul gasolio è ricostruito come termine perentorio, sancito a pena di decadenza.

  • art. 3 della l. n. 212 del 2000

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno del divieto di applicazione retroattiva di disposizioni tributarie sfavorevoli o comunque non qualificabili come interpretative.

  • d.l. n. 1 del 2012

    La novella che estende il termine di compensabilità al 31 dicembre dell'anno successivo opera solo per il futuro, dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla sua entrata in vigore.

  • l. n. 27 del 2012

    Legge di conversione del d.l. n. 1 del 2012, senza incidere sulla natura non retroattiva della modifica.

Massime di principio

  • La modifica normativa che estende il termine per fruire di un'agevolazione fiscale non è retroattiva se il legislatore non la qualifica espressamente come interpretazione autentica e se non esiste una precedente incertezza interpretativa da comporre.
  • In materia di crediti d'imposta per accise sul gasolio, il termine per la compensazione previsto dalla disciplina applicabile ratione temporis deve essere considerato perentorio e opera a pena di decadenza, anche in mancanza di un'espressa formula normativa in tal senso.
  • Quando il credito d'imposta è stato maturato in un determinato periodo d'imposta e il termine per la compensazione è spirato secondo la disciplina allora vigente, la successiva estensione legislativa del termine non consente di riaprire la facoltà ormai consumata.
  • Se la questione è definibile sulla base di un principio di diritto già consolidato e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può cassare la decisione impugnata e decidere nel merito rigettando il ricorso introduttivo originario.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiDecadenzaNullità

Testo integrale

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