Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8330/2022 del 10/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Entrambi i ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 09/02/2021 che aveva confermato le condanne pronunciate in abbreviato per fatti di corruzione e abuso d'ufficio. Zigliani contestava la qualificazione delle condotte come corruzione sostenendo che i soggetti pagati non avessero competenze tali da influire sugli accertamenti fiscali, chiedendo la riqualificazione in traffico di influenze (art. 346-bis) e l'applicazione dell'attenuante di cui all'art. 114 c.p. Bassi impugnava la riqualificazione della sua condotta in abuso d'ufficio (art. 323 c.p.) e contestava la condanna per accessi abusivi a sistemi informatici (art. 615-ter c.p.), nonché il diniego delle attenuanti generiche e l'impossibilità di chiedere la messa alla prova dopo la riqualificazione.

La decisione

Per Zigliani: ricorso dichiarato infondato; la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui la corruzione si consuma con l'accordo e la percezione della somma e che è sufficiente che i pubblici ufficiali appartengano al medesimo ufficio e possano esercitare un'influenza sull'iter degli accertamenti. Per Bassi: ricorso parzialmente fondato; la Cassazione ha rigettato le doglianze sulla qualificazione (art. 323) e sulle attenuanti, ma ha annullato la sentenza limitatamente al capo 24 (accessi abusivi al sistema informatico ai sensi dell'art. 615-ter) rinviando alla Corte d'appello di Brescia per rivalutare se gli accessi siano stati effettuati per finalità estranee alle funzioni e nel rispetto dei limiti d'uso del sistema.

Norme richiamate

  • art. 319 c.p. (corruzione propria)

    La corruzione si consuma con l'accordo e la ricezione dell'indebita retribuzione; non è necessario che l'atto contrario ai doveri d'ufficio sia materialmente compiuto; è sufficiente che il pubblico ufficiale appartenga all'ufficio in cui ricade l'atto e possa esercitare una qualche forma di ingerenza

  • art. 346-bis c.p. (traffico di influenze illecite)

    Si distingue dalla corruzione: rileva quale fattispecie autonoma solo quando il soggetto pagato è privo di potere funzionale e la condotta è meramente propedeutica; nel caso concreto la Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie di corruzione anziché il 346-bis

  • art. 323 c.p. (abuso d'ufficio)

    Il reato richiede dolo intenzionale con doppia ingiustizia (condotta e evento); la riqualificazione da corruzione a abuso è compatibile quando emerge che l'atto è stato posto in essere per procurare un vantaggio patrimoniale e tale vantaggio era l'obiettivo dell'agente

  • art. 615-ter c.p. (accesso abusivo a sistema informatico)

    Punisce anche l'accesso lecito ma effettuato per finalità estranee o violando limiti imposti; per il pubblico ufficiale occorre verificare se l'accesso, pur effettuato con utenza autorizzata, sia stato usato per scopi ontologicamente estranei alle funzioni e quindi abusivi

  • art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto)

    La Corte ha valutato che l'apporto del ricorrente non fosse di minima entità e ha motivato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità

  • art. 114 c.p.p. (attenuanti generiche nel rito abbreviato)

    La valutazione circa l'applicabilità delle attenuanti è di merito e insindacabile in Cassazione salvo vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto congrua la decisione del giudice di merito

  • art. 606 lett. e c.p.p. (limiti del sindacato di Cassazione)

    art. 606, lett. e, cod. proc. pen.

    La Cassazione non può sindacare l'apprezzamento del materiale probatorio se non per questioni rilevanti di diritto; molti motivi di Zigliani sono stati ritenuti inammissibili perché attengono alla valutazione di fatto

  • art. 464-bis c.p.p. (messa alla prova)

    art. 464-bis cod. proc. pen.

    La modifica dell'imputazione in sede di giudizio non estende automaticamente i termini per richiedere la messa alla prova; la Corte ha richiamato indirizzi che escludono remissioni in termini per riqualificazioni operate dal giudice

Massime di principio

  • La corruzione si configura già con l'accordo e la percezione (o promessa) della somma: non è necessario che l'atto contrario ai doveri d'ufficio sia concretamente posto in essere.
  • La distinzione tra corruzione e traffico di influenze dipende dal potere funzionale del soggetto pagato: se colui che riceve il denaro appartiene allo stesso ufficio e può esercitare un'ingiereza, anche di fatto, la fattispecie è riconducibile alla corruzione; il 346-bis opera solo quando il soggetto è del tutto privo di potere funzionale.
  • Per l'art. 615-ter c.p., l'accesso autorizzato a una banca dati può essere illecito se utilizzato per finalità ontologicamente estranee o in violazione dei limiti di utilizzo; in caso di pubblici ufficiali occorre provare che l'accesso è stato svolto per scopi estranei alle funzioni.
  • La concessione delle attenuanti generiche è un giudizio di fatto del giudice di merito e in Cassazione è sindacabile solo se la motivazione è contraddittoria o mancante rispetto agli elementi di legge.
  • La riqualificazione dell'imputazione in sede di giudizio non consente automaticamente la remissione dei termini per chiedere la messa alla prova: l'eventuale possibilità andava tempestivamente dedotta; in generale l'errore del PM nelle indagini e la successiva riqualificazione giudiziale non producono di per sé un diritto alla messa alla prova tardiva.
  • In apprezzamenti sulla sussistenza dell'elemento soggettivo e sui limiti di accesso ai sistemi informatici, l'onere di dimostrare che gli accessi erano estranei alle funzioni grava sull'accusa; la Corte di merito deve esaminare le regole concrete d'uso dell'utenza e i limiti operativi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.