Cassazione Penale, Sentenza n. 8307/2022 del 10/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che aveva ritenuto un unico reato continuato (art. 73, co. 5 T.U. Stup.) per plurimi episodi di cessione e detenzione di marijuana, aggravati dal porto di un coltello, e confermato la condanna per il reato previsto dalla legge n.110/1975. I motivi di ricorso in Cassazione contestano: (1) la mancata declaratoria di estinzione per prescrizione della contravvenzione (art.129 c.p.p.), (2) la qualificazione della detenzione come destinata allo spaccio (art.73 T.U. Stup.), (3) la valutazione del rapporto fra aggravanti e attenuanti (art.69 e art.133 c.p.), (4) errori nel calcolo della pena e violazione del divieto di reformatio in peius in sede di ricalcolo, e (5) il rigetto della causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha dichiarato estinto per prescrizione il reato indicato come capo C (commesso il 10.1.2014) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a quel capo. Gli altri motivi sono stati ritenuti inammissibili o infondati: la Corte ha confermato la valutazione di merito circa la destinazione allo spaccio della sostanza ritrovata addosso all'imputato, la congruità del bilanciamento fra aggravanti e attenuanti e la mancata applicazione della particolare tenuità. Inoltre la Cassazione ha rideterminato la pena, escludendo il capo estinto, fissando il trattamento sanzionatorio in mesi 5 giorni 10 di reclusione ed euro 1.600,00 di multa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per il resto.
Norme richiamate
art. 129 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che il reato contravvenzionale (capo C, fatto 10.1.2014) fosse estinto per prescrizione, applicando il regime delle interruzioni e il termine massimo di prescrizione per le contravvenzioni (cinque anni)
art. 73, co. 5 T.U. Stup.
La norma è stata applicata per la qualificazione dei fatti come detenzione e cessione illecita di stupefacenti; la Corte d'appello ha ritenuto che le caratteristiche della sostanza e il confezionamento, con cessioni accertate in flagranza, giustificassero la destinazione allo spaccio
art. 4 legge n. 110/1975
Riferita al porto/possesso di arma: la presenza del coltello è stata valutata come aggravante rilevante ai fini della determinazione della pena
art. 69 cod. pen.
Richiamato in tema di concorso tra circostanze attenuanti e aggravanti: la Corte di merito ha esercitato il suo potere di bilanciamento, ritenuto congruente e non sindacabile in Cassazione se motivato e non manifestamente illogico
art. 62-bis cod. pen.
Norma citata nel quadro delle circostanze personali e della determinazione della pena; la Corte ha valorizzato la personalità e la recidiva dell'imputato ai fini della determinazione della pena
art. 81, cpv. cod. pen.
Richiamato nel contesto del calcolo della pena e della continuazione tra reati; la Corte ha applicato principi di diritto consolidati sulla riformulazione della pena quando muta la struttura del reato continuato
art. 133 cod. pen.
Utilizzato come riferimento per i parametri da considerare nel bilanciamento tra attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto di aver fornito motivazione sufficiente anche se non analitica
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto delle norme processuali connesse alla definizione del processo e degli effetti quando si discute di riti e riduzioni per il rito abbreviato
art. 546, co. 2 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione all'effetto della riduzione di pena per il rito abbreviato nella determinazione del trattamento sanzionatorio finale
art. 131-bis cod. pen.
La causa di non punibilità per particolare tenuità è stata ritenuta non applicabile: la Corte d'appello ha motivato che le circostanze (luogo centrale, pluralità di dosi confezionate, possesso di arma, precedenti) escludevano la tenuità
Massime di principio
- La prescrizione delle contravvenzioni ha un termine massimo di cinque anni: occorre calcolare le sospensioni e le interruzioni per verificare se il termine sia decorso; se estinto il reato va annullata la condanna senza rinvio
- La valutazione sulla destinazione allo spaccio (uso personale vs cessione) spetta ai giudici di merito: caratteristiche come confezionamento in dosi, corrispondenza con la sostanza ceduta in flagranza e cessioni accertate possono legittimare la conclusione di destinazione allo spaccio
- Il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti è esercizio riservato al giudice di merito e la Corte di Cassazione interviene solo se la motivazione è assente, contraddittoria o manifestamente illogica
- Se, a seguito di revisione, cambia la struttura del reato continuato, il giudice può rideterminare la pena (anche modificando gli addendi) purché non sia aumentata complessivamente la sanzione (divieto di reformatio in peius)
- La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede un'apprezzamento motivato: la mera enunciazione non è sufficiente e fattori come pluralità di dosi, luogo e precedenti possono escluderla
- La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del materiale probatorio: le censure che chiedono una rinnovata valutazione dei fatti sono inammissibili salvo vizi gravi della motivazione
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