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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11902/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che, dopo il proscioglimento per remissione di querela relativo a uno dei capi di imputazione, aveva rideterminato il trattamento sanzionatorio in continuazione: in particolare, una contravvenzione che in primo grado era stata trattata come reato satellite con aumento di un mese è divenuta reato base con pena di 8 mesi di arresto e 2.000 euro di ammenda. Con il primo motivo deduceva l'illegittima mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; con il secondo lamentava una asserita reformatio in peius in appello per effetto della diversa strutturazione della continuazione e dell'aumento di pena applicato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile per difetto di specificità, perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva escluso l'art. 131-bis c.p. valorizzando la rilevante offensività della condotta, consistita nel portare fuori dall'abitazione una accetta. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché non viola il divieto di reformatio in peius la decisione del giudice di appello che, mutata la struttura del reato continuato o la qualificazione del fatto più grave, applichi per uno dei fatti un aumento maggiore rispetto a quello stabilito in primo grado, purché la pena complessiva non risulti più grave. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una concreta verifica della offensività; il ricorso che non si confronta con la motivazione di merito che esclude il beneficio è inammissibile per difetto di specificità.

  • art. 597 c.p.p.

    Il divieto di reformatio in peius non è violato quando, in appello, mutando la struttura del reato continuato o la qualificazione del fatto più grave, venga aumentata la pena per uno dei fatti unificati, purché non risulti complessivamente irrogata una pena maggiore.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione che denuncia il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto deve confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata; deduzioni generiche e astratte integrano inammissibilità per difetto di specificità.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando la condotta presenti un apprezzabile grado di offensività, valutato in concreto in relazione alle modalità del fatto e all'oggetto materiale della condotta.
  • Nel reato continuato, la modifica in appello della struttura del fatto-reato o della qualificazione del reato più grave può comportare la rideterminazione degli aumenti di pena per i singoli episodi senza violare il divieto di reformatio in peius, se la pena finale non peggiora complessivamente.
  • Il divieto di reformatio in peius tutela l'entità complessiva del trattamento sanzionatorio, non la singola componente dell'aumento per ciascun fatto unificato dalla continuazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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