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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01562/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello deducendo un unico motivo di vizio di motivazione sia in relazione all'affermazione di responsabilità sia in relazione al trattamento sanzionatorio. Quanto al merito della responsabilità, ha contestato la valutazione della prova che aveva condotto a ritenere la detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio. Quanto alla pena, ha censurato la conferma della quantificazione operata dal primo giudice, ritenendola non adeguatamente motivata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze sulla responsabilità mirassero in realtà a ottenere una rivalutazione del compendio istruttorio, preclusa in sede di legittimità, a fronte di una motivazione di merito ritenuta adeguata e логica, fondata sul quantitativo di stupefacente detenuto, sulle modalità del rinvenimento, sulla presenza di un block notes con cifre e nomi e sul rinvenimento di una somma rilevante di denaro in banconote di piccolo taglio. Anche la censura sul trattamento sanzionatorio è stata reputata infondata, poiché la Corte territoriale aveva confermato la pena già determinata dal primo giudice come congrua alla luce dei numerosi precedenti penali e aveva evidenziato che la recidiva contestata non era stata in concreto considerata ai fini della determinazione della pena. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile con condanna alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. 309/1990

    La finalità di spaccio è stata desunta da indici fattuali quali il quantitativo di sostanza detenuta, le modalità del rinvenimento, appunti con nomi e cifre e disponibilità di denaro in tagli minuti.

  • art. 606 c.p.p.

    Il vizio di motivazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio in sede di legittimità quando la sentenza impugnata presenti motivazione adeguata e non manifestamente illogica.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il vizio di motivazione non consente una rivalutazione del merito né un nuovo esame delle risultanze istruttorie, se la motivazione della decisione impugnata è congrua, logica e non manifestamente illogica.
  • La finalità di spaccio può essere desunta da un insieme di indici fattuali convergenti, quali la quantità della sostanza, le modalità del rinvenimento, la presenza di appunti con nominativi e importi e il possesso di denaro frazionato in piccoli tagli.
  • La censura sul trattamento sanzionatorio è inammissibile se non si confronta specificamente con la motivazione della sentenza impugnata e si risolve in una doglianza generica.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, quando non possa escludersi la colpa nella proposizione dell'impugnazione, anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale

Testo integrale

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