Cassazione Penale, Sentenza n. 25583/2023 del 14/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza per tre motivi principali: 1) vizio di motivazione e insufficienza probatoria in ordine alla responsabilità, lamentando l'assenza della prova del numero esatto di cessioni e delle quantità cedute; 2) difetto di motivazione sull'aumento per continuazione (contestando la quantificazione dell'aumento nonostante non fosse stato applicato il minimo); 3) decorso della prescrizione, poiché i fatti sarebbero risaliti al più tardi a febbraio 2005.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e non confrontato con la motivazione della Corte d'appello, che si era basata sulle plurime chiamate in causa e sulle autocensure di terzi concordi con il quadro accusatorio (fornitura aggregata di circa 400 grammi di cocaina da febbraio 2004 a febbraio 2005). Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la Corte territoriale ha motivato adeguatamente l'aumento per continuazione richiamando la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite Cesarano e Pizzone), la durata delle condotte e la caratura organizzativa, quantificando l'aumento in 2 anni e 4 mesi e pervenendo alla pena definitiva di 26 anni di reclusione. Il terzo motivo sulla prescrizione è stato respinto in quanto il reato ex art. 73 DPR 309/1990 ha un termine prescrizionale lungo, ulteriormente prolungato dalla recidiva reiterata specifica infra-quinquennale. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Norma sostanziale contestata (traffico/detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti); comporta un lungo termine prescrizionale e, in presenza di recidiva reiterata, ulteriore protrazione del termine
art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
Richiamata quale riferimento al reato più grave preso a base per il calcolo della pena nelle precedenti sentenze; usata nella determinazione della pena complessiva
Norma richiamata per gli aumenti obbligatori della pena in presenza di specifiche circostanze (aumento della pena base indicato nelle sentenze pregresse)
Sezioni Unite, sentenza n. 35852 del 22/02/2018 (Cesarano)
Principio di diritto relativo alla determinazione degli aumenti per continuazione fra sentenze emesse con rito ordinario e con rito abbreviato; la Corte d'appello vi ha fatto riferimento per il ricalcolo degli aumenti
Sezioni Unite, sentenza n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)
Ulteriore principio interpretativo sulle modalità di quantificazione dell'aumento per continuazione, richiamato dalla Corte territoriale a sostegno della motivazione
Prevede l'onere per il ricorrente delle spese del procedimento in caso di ricorso dichiarato inammissibile o infondato; applicato dalla Corte per le spese di cassazione
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione alla quantificazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle Ammende quando non risulti dolo o colpa grave nella proposizione del ricorso
Concetto giuridico: recidiva reiterata, specifica e infra-quinquennale
Elemento aggravante che allunga i termini di prescrizione e incide sul calcolo della pena; la Corte ha ritenuto che la presenza di tale recidiva abbia impedito la configurazione della prescrizione
Massime di principio
- Un motivo di cassazione generico che non si confronta punto per punto con la motivazione della sentenza impugnata è spesso inammissibile o destinato al rigetto.
- La mancanza di indicazione precisa delle singole quantità cedute può essere irrilevante se l'imputazione riguarda una fornitura aggregata nel tempo e se è corroborata da plurime dichiarazioni concordanti e sentenze di condanna di terzi.
- Per la quantificazione dell'aumento per continuazione è necessario applicare i principi stabiliti dalle Sezioni Unite; la Corte valuta la caratura criminale, la durata delle condotte e il contesto organizzato per determinare l'entità dell'aumento.
- I reati in materia di stupefacenti (art. 73 DPR 309/1990) hanno termini prescrizionali lunghi e possono essere ulteriormente allungati dalla recidiva reiterata, rendendo spesso infondati i motivi basati sulla prescrizione se la recidiva è accertata.
- La presentazione di un ricorso manifestamente infondato può comportare l'assorbimento delle spese processuali e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle Ammende, salvo che non emergano dolo o grave colpa nella proposizione del ricorso.
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