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Sentenza

Sentenza del 07/06/2023 n. 1747 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Puglia

La deducibilità delle spese di sponsorizzazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia contestava la deducibilità e la detraibilità IVA di costi per sponsorizzazioni per complessivi €29.000 documentati da 7 fatture emesse da una A.S.D. per il periodo d'imposta 2012. Il contribuente eccepiva vizi procedurali dell'atto e, nel merito, l'infondatezza del recupero sostenendo che le somme erano spese di pubblicità deducibili ai sensi dell'art. 90, comma 8, L. 289/2002. Il primo giudice (CTP) aveva accolto il ricorso ritenendo provata la natura pubblicitaria sulla base di contratto e documentazione allegata. L'Ufficio ha proposto appello sostenendo che mancavano requisiti sostanziali e formali richiesti dall'art. 109 TUIR e dalla giurisprudenza, in particolare la prova dell'effettiva esecuzione delle prestazioni promozionali, la certezza della scrittura, la congruità e l'inerenza rispetto all'attività dell'impresa e la prova dei pagamenti.

La decisione

La Corte d'appello ha riformato la sentenza di primo grado e ha rigettato il ricorso del contribuente. Ha ritenuto carente la prova dell'adempimento degli obblighi contrattuali da parte dell'ASD (mancanza di prove chiare e circostanziate: foto/video datati e riferibili agli eventi, evidenze di esposizione dei cartelloni, utilizzo delle maglie nei match, ecc.). Ha inoltre considerato incongruo l'ammontare (€29.000 per circa 13 giornate sportive) rispetto alla dimensione e all'attività locale della tabaccheria e ha rilevato l'assenza di documentazione certa sui pagamenti in contanti. Alla luce della mancanza del requisito fondamentale dell'effettiva attività promozionale e di elementi di incongruità e insufficiente prova dei pagamenti, la deducibilità è stata negata. Il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese processuali per entrambi i gradi.

Norme richiamate

  • art. 90, comma 8, Legge n. 289/2002

    presunzione assoluta sulla natura pubblicitaria delle erogazioni a favore delle ASD entro il limite di €200.000 annui

    La norma introduce una presunzione legale assoluta che qualifica come spese di pubblicità le somme erogate alle ASD se ricorrono i requisiti previsti; tuttavia tale presunzione opera solo se sono dimostrati tutti i requisiti sostanziali (soggetto sponsorizzato ASD, rispetto del limite, finalità promozionale, effettiva attività promozionale)

  • art. 109 TUIR

    Richiama i requisiti generali di deducibilità delle spese di impresa (inerenza, certezza della documentazione, rilevanza ai fini fiscali); la Corte ha rilevato che oltre alla fatturazione occorrono elementi formali e sostanziali che provino l'effettiva prestazione pubblicitaria

  • Circolare n. 21/E/2003 (Agenzia delle Entrate)

    Espone i criteri applicativi della presunzione prevista dall'art. 90 co.8 L.289/02 e la documentazione idonea a comprovare la natura pubblicitaria delle erogazioni a favore delle ASD

  • Sentenza Corte di Cassazione n. 14232/2017

    Richiamata per i quattro requisiti necessari ai fini della presunzione assoluta (ASD, limite €200.000, finalità promozionale, effettiva attività promozionale)

  • Normativa antiriciclaggio / limite pagamenti in contanti

    limite massimo previso all'epoca pari a €1.000

    La verifica delle modalità di pagamento è rilevante: pagamenti tracciabili (bonifici) rafforzano la prova; pagamenti in contanti e in misura frazionata senza prova possono indebolire la credibilità della transazione e la prova dell'effettivo trasferimento

Massime di principio

  • Per beneficiare della presunzione di pubblicità prevista dall'art. 90 co.8 L.289/02 occorrono tutti e quattro i requisiti: ASD sponsorizzata, importo entro €200.000 annui, finalità di promozione dell'immagine/prodotti dello sponsor, e soprattutto prova dell'effettiva attività promozionale.
  • La mera esistenza di fatture e di un contratto non datato o privo di data certa non è in generale sufficiente: il contribuente deve dimostrare l'esecuzione delle prestazioni (prove datate e riconoscibili: foto/video con riferimento spazio-temporale, programmi/locandine correlate esplicitamente al contratto, screenshots del sito con data, report dell'esposizione di cartellonistica, ecc.).
  • I pagamenti tracciabili (bonifici, altri mezzi tracciabili) consolidano la prova della spesa; pagamenti in contanti frazionati, specialmente se non documentati, rendono più debole la posizione del contribuente rispetto all'onere probatorio.
  • La congruità e l'inerenza della spesa possono essere valutate anche in relazione alla dimensione dell'impresa, all'area territoriale di operatività e all'effettiva ricaduta promozionale: spese elevatissime rispetto al fatturato o al mercato locale possono essere messe in dubbio dall'Amministrazione.
  • La presunzione prevista è 'assoluta' solo se tutti i requisiti sono dimostrati; in mancanza di prova completa l'Amministrazione può disconoscere la deducibilità e riqualificare la spesa.
  • Per ridurre il rischio di contestazioni: stipulare contratti chiari e datati, indicare in modo dettagliato obblighi, luoghi, date e modalità di esposizione; conservare documentazione fotografica/video datata e documentalmente collegata agli eventi; preferire pagamenti tracciabili e conservare evidenze bancarie.

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