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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35830/2024 del 24/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra la condanna relativa a un tentato furto commesso il 27/10/2019 (sentenza Corte d'appello di Bologna 11/01/2023, divenuta irrevocabile il 13/09/2023) e due sentenze precedenti già unificate: a) condanna della Corte d'appello di Bologna del 13/04/2021 (passata in giudicato il 28/07/2021) per furti commessi il 21-22/08/2020; b) sentenza del GUP del Tribunale di Modena del 16/07/2021 (passata in giudicato il 16/03/2022) per associazione a delinquere (art. 416 c.p.) e numerosi episodi di concorso in furto e tentato furto commessi da aprile ad agosto 2020. L'istanza sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso fondato su omogeneità delle violazioni, prossimità temporale e identità del movente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha confermato la decisione della Corte d'appello di Bologna che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva ritenuto non sussistente l'unità di disegno criminoso tra i fatti: la sentenza ha motivato che sussistono differenze di contesto (il tentato furto del 2019 non era connesso all'attività dell'associazione a delinquere emersa nei fatti del 2020), un apprezzabile intervallo temporale tra gli episodi, diversa composizione soggettiva e mancanza di elementi specifici che dimostrino la preventiva e unitaria ideazione dei reati. Si è ribadito che la mera tendenza o abitualità a delinquere non è sufficiente a provare la continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Richiesto e interpretato come principio che exige l'anticipata e unitaria ideazione di più violazioni: la continuazione presuppone che, al momento del primo fatto, siano già previste nella mente del reo le caratteristiche essenziali dei successivi reati; ciò va dimostrato tramite indici esteriori significativi (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modus operandi, partecipazione degli stessi soggetti).

  • art. 671, comma 1, cod. proc. pen.

    Utilizzato quale riferimento procedurale per la valutazione di unificazione/riconoscimento del vincolo continuativo in sede di esecuzione: la norma è stata applicata con l'interpretazione che la verifica della continuazione richiede prove specifiche e circostanziate e non può fondarsi su valutazioni generiche o sulla sola tendenza del condannato.

Massime di principio

  • Il vincolo della continuazione richiede la prova di un'anticipata e unitaria ideazione (disegno criminoso) dei reati: non basta la mera somiglianza delle condotte o la reiterazione di reati.
  • Gli indicatori rilevanti sono: omogeneità delle violazioni e del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, costante compartecipazione degli stessi soggetti e l'esistenza di una progettualità comune già al momento del primo episodio.
  • Un ampio intervallo temporale, contesti diversi (p. es. reati commessi nell'ambito di un'associazione rispetto a un atto isolato) e differente compagine soggettiva ostano al riconoscimento della continuazione se non accompagnati da ulteriori elementi probatori specifici.
  • La semplice abitualità o propensione a delinquere (recidiva, ripetizione di furti) non integra di per sé l'elemento intellettivo della continuazione (l'unità di ideazione).
  • In sede di esecuzione si applicano gli stessi criteri sostanziali del processo di cognizione: il giudice deve compiere una valutazione motivata e basata su indicatori concreti; la Corte di cassazione non sostituisce il giudizio motivato del giudice di merito riconsiderando i fatti senza vizio di diritto.
  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione è opportuno che la difesa produca elementi concreti e specifici (es. prove di pianificazione, comunicazioni tra soggetti, costante partecipazione degli stessi coautori, immediatezza temporale) piuttosto che deduzioni generiche.

Testo integrale

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