Cassazione Penale, Sentenza n. 6054/2025 del 13/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha rigettato il reclamo contro il decreto ministeriale che ha prorogato l'applicazione del regime detentivo differenziato ex art. 41-bis. Il ricorrente deduce violazione e erronea applicazione di norme procedurali e sostanziali (art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.; art. 125 cod. proc. pen.) per carenza motivazionale e per omissione di acquisizioni istruttorie richieste dalla difesa, sostenendo che il Tribunale non avrebbe adeguatamente verificato l'attualità della pericolosità e la permanenza dei collegamenti del detenuto con l'organizzazione criminale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse effettuato una corretta e logica verifica della persistenza degli elementi indicativi della capacità di collegamento di Madonia con la criminalità organizzata, fondando la proroga sulle sentenze di condanna che ne attestano il ruolo apicale, sulle operazioni di polizia recenti, sulla persistenza dell'operatività del sodalizio e sull'assenza di elementi di dissociazione. La Corte ha inoltre chiarito che, ai fini della proroga 41-bis, non è richiesta la certezza della sussistenza dei collegamenti ma la loro ragionevole probabilità sulla base dei dati disponibili; le acquisizioni richieste dalla difesa non sarebbero state idonee a mutare il giudizio complessivo valutato sinergicamente. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 41-bis ord. pen. (I. 26 luglio 1975, n. 354)
i provvedimenti applicativi del regime di detenzione differenziato sono prorogabili ... quando "risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l'associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno"
La Corte conferma che per la proroga è sufficiente la ragionevole probabilità della persistenza di collegamenti; non è richiesta la prova certa. Il controllo giudiziario di legittimità comprende la verifica della adeguatezza e coerenza della motivazione circa tale persistenza.
art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.
Il ricorso per cassazione è limitato a motivi di violazione di legge. La Corte precisa che in tale ambito rientra anche il vizio per mancanza di motivazione quando questa sia meramente apparente o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità.
Riferimento alla disciplina dell'istruttoria e dei mezzi di prova: la Corte valuta se il rifiuto del giudice di merito di compiere acquisizioni istruttorie fosse illegittimo alla luce delle ragioni indicate; qui ha ritenuto che le acquisizioni richieste non avrebbero mutato la decisione.
art. 2, legge 23 dicembre 2002, n. 279; art. 2, comma 25, lett. d), legge 15 luglio 2009, n. 94
Norme novellatrici dell'art. 41-bis richiamate per definire la disciplina della proroga e i relativi presupposti; usate per interpretare la portata del controllo giudiziario sulla motivazione del decreto ministeriale.
art. 41-bis, comma 2-sexies (novellato)
Limita il sindacato della Corte di Cassazione alle violazioni di legge sull'ordinanza del Tribunale di sorveglianza, indicando i soggetti legittimati a proporre ricorso per cassazione (tra cui il detenuto e il difensore).
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- Il sindacato della Corte di Cassazione su ordinanze 41-bis è limitato a violazioni di legge e a vizi della motivazione: non è sindacato di merito.
- La motivazione del Tribunale deve avere requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità; sarà censurabile se meramente apparente o priva dei necessari passaggi argomentativi.
- Per la proroga del regime 41-bis non è necessaria la prova certa della persistenza dei collegamenti con l'organizzazione: è sufficiente che tale persistenza sia ragionevolmente probabile sulla base dei dati acquisiti.
- Le informazioni e le prove vanno valutate nel loro complesso e in modo sinergico; singole acquisizioni, dichiarazioni o ordinanze non necessariamente spostano il giudizio se inserite nell'insieme degli elementi valutati.
- La richiesta di acquisizioni istruttorie aggiuntive dalla difesa può essere respinta se il giudice ritiene che esse non avrebbero inciso sulla decisione finale, purché tale valutazione sia esplicitata e logicamente motivata.
- Il decreto ministeriale di proroga non deve necessariamente essere motivato per relationem al precedente ma deve comunque fornire adeguata motivazione in ordine alla persistenza del pericolo per ordine e sicurezza.
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