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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2638/2025 del 22/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la decisione della Corte d'Appello di Palermo che aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione della contravvenzione ex art. 707 cod.pen. e confermato la responsabilità per il delitto di ricettazione (art. 648 cod.pen.) rimodulando le pene. Tumbarello lamenta vizio di motivazione circa la riconducibilità del dolo (sostenendo l'incompatibilità del dolo eventuale con la fattispecie) e l'omessa motivazione sul diniego delle attenuanti generiche. Palumbo contesta la mancata applicazione dell'attenuante speciale di cui al comma 4 dell'art. 648 cod.pen. e la possibile applicazione dell'art. 131-bis cod.pen. (esclusione della punibilità). Salvo deduce violazione di legge sulla sua identificazione quale conducente del veicolo provento di furto (affidabilità del teste e documenti a bordo), il mancato riconoscimento dell'attenuante per particolare tenuità, il diniego delle attenuanti generiche, la sproporzione della pena e, infine, l'omessa pronuncia sulla richiesta di concessione di pene sostitutive formulata via PEC il 20/3/2024 (richiamando artt. 545bis cod.proc.pen. e 20bis cod.pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Tumbarello Felice Marcello e di Palumbo Antonino per genericità e manifesta infondatezza, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di una somma di euro tremila. Ha ritenuto infondate le doglianze sulla configurabilità del dolo eventuale nella ricettazione e ha confermato la valutazione di merito riguardo all'assenza degli estremi per la causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis e per l'attenuante di particolare tenuità in relazione al valore della cosa e alla personalità dell'imputato. Quanto al ricorso di Salvo Vincenzo, la Cassazione ha accolto parzialmente il motivo relativo all'omessa valutazione della richiesta di pene sostitutive (presentata via PEC), annullando la sentenza impugnata nei soli termini della valutazione delle pene sostitutive e rinviando ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo per nuovo giudizio su quel punto; il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'affermazione di responsabilità è resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 611 cod.proc.pen.

    Consente la trattazione con contraddittorio cartolare; applicato nel procedimento alla luce della novella introdotta dal D.Lgs. n.150/2022 per la trattazione senza udienza orale

  • D.Lgs. n.150/2022

    Ha novellato l'art. 611 cod.proc.pen. autorizzando, tra l'altro, la trattazione con contraddittorio cartolare; la Corte ha proceduto in tale forma

  • art. 707 cod.pen.

    Contravvenzione contestata ai ricorrenti, la cui estinzione per prescrizione è stata dichiarata dalla Corte territoriale e riconfermata implicitamente dalla Corte di Cassazione

  • art. 648 cod.pen.

    Norma sulla ricettazione; la Cassazione conferma che l'elemento psicologico della ricettazione può essere integrato anche dal dolo eventuale quando l'agente abbia rappresentato la concreta possibilità che la cosa provenisse da delitto e abbia accettato il rischio

  • art. 131-bis cod.pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, non ricorressero i requisiti necessari in ragione del valore non esiguo della cosa e della personalità processuale degli imputati

  • art. 545bis cod.proc.pen.

    Norma procedurale pertinente alle istanze sul trattamento sanzionatorio e sulle pene sostitutive; la mancata decisione sul tema da parte della Corte territoriale (nonostante la presentazione via PEC) è stata ritenuta vizio rilevante

  • art. 20bis cod.pen.

    Richiamato in relazione alla richiesta di pene sostitutive; la mancata pronuncia in merito ha determinato l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio

  • Giurisprudenza (Sez. U, n.12433 del 26/11/2009 e altre)

    Citata per confermare il principio secondo cui il dolo eventuale può integrare l'elemento psicologico della ricettazione quando sussista rappresentazione e accettazione del rischio che la cosa derivi da reato

Massime di principio

  • Nella ricettazione (art. 648 cod.pen.) il dolo può essere anche dolo eventuale: è sufficiente che l'agente abbia rappresentato la concreta possibilità che la cosa provenisse da reato e abbia accettato tale rischio
  • L'attenuante della particolare tenuità nei reati di ricettazione va valutata complessivamente: valore economico della cosa, modalità della condotta e personalità dell'imputato (precedenti) sono elementi rilevanti; un valore non esiguo o precedenti ostativi possono escluderla
  • Il mero stato di incensuratezza o il comportamento processuale positivo non sono automaticamente rilevanti per ottenere le attenuanti generiche; occorrono elementi positivi e specifici valutabili dal giudice
  • Le decisioni di merito sui fatti e sulla valutazione della prova sono difficilmente rimesse in discussione in Cassazione se le doglianze sono generiche o tendono a una semplice rivalutazione del compendio probatorio senza specifici profili di violazione di legge
  • La Corte d'appello deve espressamente decidere sulle istanze processuali sostanziali (es. richiesta di pene sostitutive) anche se presentate via PEC; l'omessa pronuncia su tali richieste può costituire motivo di annullamento e rinvio

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