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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2593/2025 del 22/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che aveva confermato le condanne per reati ambientali e per il crollo di un costone stradale. Contestano: a) l'attribuzione a Picentino della qualifica di "amministratore di fatto" della Carpa Costruzioni s.r.l. (sostenendo che la sua presenza fosse giustificata dalla nomina a custode giudiziale); b) la configurazione e la prescrizione del reato continuato di gestione illecita di rifiuti (art. 256 e 260 d.lgs. n. 152/2006), deducendo che i fatti contestati fossero anteriori al dies a quo o estinti dalla prescrizione e che la normativa intervenuta non fosse applicabile retroattivamente in pejus; c) l'insufficienza delle prove in relazione alla responsabilità della Rizzo per il crollo (assenza di operaie/mezzi sul posto, affidamento dei lavori a terzi, inattendibilità di dichiarazioni); d) per Marchesano, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen..

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ritenendo che le doglianze siano in gran parte generiche e dirette a ottenere una rivalutazione fattuale preclusa in sede di legittimità, ovvero manifestamente infondate. Ha confermato la valutazione del merito: la presenza costante dei ricorrenti nei luoghi, il possesso esclusivo delle chiavi da parte di Picentino e la qualifica di legale rappresentante di Rizzo giustificano la qualificazione di amministratore di fatto e la responsabilità per la gestione illecita e per la colpa nella vigilanza. Ha ritenuto non sussistente la prescrizione per il reato continuato di gestione illecita di rifiuti, anche alla luce della legge n. 136/2010 che ha raddoppiato i termini prescrizionali per tali reati; ha inoltre confermato che la consulenza di parte non prevale sulla motivata valutazione tecnica del giudice di merito. Esiti economici: condanna dei ricorrenti alle spese processuali, al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e al rifusione di Euro 3.686,00 in favore della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 2639 cod. civ.

    concetto di amministratore di fatto

    La Corte ha valorizzato la nozione di amministratore di fatto come esercizio continuativo e significativo di poteri gestori anche se non assoluto; presenza costante e possesso delle chiavi sono indici utili per la qualifica

  • artt. 113, 426, 433, 449 cod. pen.

    delitti connessi al crollo e ai lavori abusivi

    Applicati per la responsabilità in relazione al crollo del costone e alle opere abusive: la responsabilità del titolare/committente può fondarsi su elementi sintomatici di compartecipazione (presenza, vigilanza, inosservanza di provvedimenti)

  • art. 110 cod. pen.

    concorso di persone nel reato

    La Corte ha ritenuto provato il concorso di persone sulla base del quadro indiziario e della continuità organizzativa dell'attività illecita

  • artt. 256 e 260 d.lgs. n. 152/2006

    gestione illecita di rifiuti; traffico illecito di rifiuti

    Rilevati come fattispecie di reato abituale; la responsabilità è stata riconosciuta sulla base della gestione continuativa e organizzata di discariche e smaltimenti illeciti

  • legge n. 136/2010

    modifica termini prescrizionali per reati ambientali

    Ha determinato il raddoppio dei termini prescrizionali per i reati indicati; la Corte ha ritenuto applicabile la normativa al periodo sopraggiunto, escludendo la prescrizione

  • art. 452-quaterdecies cod. pen. (nuova formulazione dell'art. 260 d.lgs. 152/2006)

    La fattispecie di traffico illecito di rifiuti è stata ricordata nella sua evoluzione normativa; la Corte conferma che si tratta di reato abituale che si consuma con la cessazione dell'attività

  • art. 62-bis cod. pen.

    circostanze attenuanti generiche

    La valutazione delle attenuanti generiche è giudizio di fatto non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione che rifiuta le attenuanti per la protrazione dell'illecito

  • art. 606 cod. proc. pen.

    motivi di ricorso in Cassazione

    Richiesta di specificità dei motivi che non può limitarsi a una generica richiesta di rivalutazione dei fatti; la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi generici

  • art. 616 cod. proc. pen.

    conseguenze economiche della declaratoria di inammissibilità

    La declaratoria di inammissibilità comporta l'onere delle spese e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende, disposta dalla Corte

  • art. 51, comma 3-bis cod. proc. pen.

    norme che includono reati ambientali per il raddoppio della prescrizione

    Richiamata per spiegare l'effetto della legge n. 136/2010 sui termini prescrizionali dei reati ambientali

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita una rivalutazione del merito o degli elementi di fatto: i motivi devono essere specifici e di diritto, non ricostruzioni alternative dei fatti
  • La qualifica di "amministratore di fatto" si fonda su elementi di continuità e di signifcativo esercizio di poteri gestori: presenza costante, controllo dei luoghi e possesso esclusivo di mezzi/chiavi sono indici rilevanti
  • I reati di gestione illecita e traffico illecito di rifiuti sono considerati reati abituali; per la prescrizione si prende a riferimento la cessazione dell'attività organizzata e le modifiche normative (es. legge 136/2010) possono prolungare i termini prescrizionali
  • La responsabilità del proprietario/committente per opere abusive o per danni derivanti da lavori affidati a terzi può derivare dalla colpa in vigilando se non vi sono adeguati controlli e misure di sicurezza
  • Le valutazioni tecniche di merito e la scelta tra consulenze (c.t.u. del giudice) e perizie di parte sono sindacabili in Cassazione solo se insussistenti o illogiche; altrimenti restano insindacabili
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche è un apprezzamento di fatto del giudice dell'impugnazione e della cognizione, difficilmente riformabile in Cassazione se motivato
  • La parte resistente (PM e parte civile) può ottenere condanne alle spese e somme alla Cassa delle ammende se il ricorso è dichiarato inammissibile, salvo responsabilità per dolo o colpa grave nella proposizione del ricorso

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