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Sentenza

Sentenza n. 1422/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'ottemperanza alla sentenza n. 532/2024 pubbl. il 24/01/2024 del Tribunale del Lavoro di Napoli

Giustizia amministrativa202503263

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale del Lavoro di Napoli che aveva accertato il diritto al beneficio della carta elettronica del docente per tre anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza del Tribunale del Lavoro di Napoli, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto a usufruire del beneficio economico annuo di 500 euro mediante la carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 1.500 euro. Ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato da parte dell’amministrazione, nonostante la rituale notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha chiesto l’ordine di pagamento, gli accessori di legge e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia, nonché la condanna al pagamento di astreintes.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto ammissibile l’azione di ottemperanza proposta ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., relativa a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, rilevando il rispetto dei termini processuali, la rituale notificazione del titolo in data 23 aprile 2024 e il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. In mancanza di prova dell’adempimento, ha dichiarato l’obbligo dell’amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Poiché il termine stabilito per la fruizione del beneficio è ormai decorso, ha precisato che l’amministrazione deve erogarne il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo, non potendo beneficiare della propria inerzia. Il TAR ha nominato sin d’ora commissario ad acta un dirigente della DGOSV, senza compenso e con facoltà di delega, attribuendogli anche il compito di provvedere agli stanziamenti, all’impegno, alla liquidazione, all’ordinazione e al pagamento della spesa. L’esaurimento dei fondi o la mancanza di cassa non sono stati ritenuti impedimenti legittimi all’esecuzione del giudicato. È stata invece respinta la richiesta di astreintes, ritenuta non equa nel caso concreto. L’amministrazione è stata condannata alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    Consente di agire in ottemperanza dinanzi al giudice amministrativo per ottenere l’adempimento, da parte della pubblica amministrazione, degli obblighi derivanti da una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il termine per la proposizione dell’azione di ottemperanza è stato ritenuto rispettato.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Sono stati ritenuti rispettati i termini processuali applicabili al rito camerale dell’ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione e, nel caso concreto, conferma l’attualità dell’inadempimento amministrativo.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Fondamento del beneficio economico della carta elettronica del docente per l’aggiornamento e la formazione del personale docente.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è esperibile dinanzi al giudice amministrativo per ottenere l’attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga a una pubblica amministrazione un obbligo di conformazione riferito al caso deciso.
  • Quando l’amministrazione non dimostri di aver adempiuto al giudicato, il giudice dell’ottemperanza può ordinare l’esecuzione integrale entro un termine determinato e nominare contestualmente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Se il termine temporale fissato dal giudice per la fruizione di un beneficio pecuniario è decorso per fatto imputabile all’inerzia dell’amministrazione, l’obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore monetario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo.
  • L’esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la carenza di disponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittimo impedimento all’esecuzione di un giudicato pecuniario; il commissario ad acta deve adottare le iniziative contabili e finanziarie necessarie a rendere possibile il pagamento.
  • La nomina del commissario ad acta non comporta automaticamente l’applicazione di astreintes, la cui irrogazione richiede una valutazione di equità e adeguatezza riferita alle circostanze concrete.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietà

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