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Sentenza

Sentenza n. 33/2026 - Trento, Sezione 1

per l'annullamento 1) dell'ordinanza dell'Unione Comuni dell'Alta Anaunia – Comune di Romeno n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, di prot. UCAA -OMISSIS-, d.d. -OMISSIS- avente ad oggetto l'Acquisizione opere abusive – impianti viticoli, a seguito di accertamento di inottemperanza alle Ordinanze del -OMISSIS- prot. UCAA n. -OMISSIS- e -OMISSIS- – del -OMISSIS- prot. -OMISSIS- -OMISSIS-, in località Castellazzo sulle pp.ff. 772/2, 773/2, 798/1, in C.C. Romeno (art. 132 L.P. n. 1/2008 e art. 31 comma 4 del d.P.R. 380/01), notificata al signor -OMISSIS- in pari data e, successivamente, a mezzo di raccomandata postale a -OMISSIS-; 2) di ogni alto atto presupposto, connesso e consequenziale, incluso il verbale di accertamento redatto dal personale dell'ufficio tecnico datato -OMISSIS- prot. -OMISSIS-, e le ordinanze-ingiunzioni del -OMISSIS- e del -OMISSIS- di cui al punto 1), dell'atto esecutivo del -OMISSIS-, di prot. -OMISSIS-, nonché ogni atto eventualmente non cognito.

Giustizia amministrativa202500036

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Trento, Sez. UnicaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dei terreni sui quali erano stati realizzati impianti viticoli vietati, nonché atti presupposti e consequenziali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni comunali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza con cui il Comune, accertata l'inottemperanza a precedenti ordinanze di rimessione in pristino, ha disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle particelle interessate dagli impianti viticoli. Il primo motivo deduceva violazione dei principi di collaborazione, buona fede, partecipazione e motivazione, contraddittorietà tra le precedenti ordinanze-ingiunzioni e l'ordinanza acquisitiva, lesione dell'affidamento e del diritto di difesa, nonché incompetenza dell'organo emanante e violazione della disciplina provinciale e dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. I ricorrenti sostenevano che le precedenti ordinanze avessero prospettato una sanzione pecuniaria o comunque diversa dall'acquisizione, impedendo loro di difendersi adeguatamente. Con il secondo motivo hanno riproposto la tesi secondo cui gli impianti viticoli costituivano un mero mutamento di coltura e un'attività edilizia libera, non soggetta a titolo abilitativo né vietata dall'art. 45-bis delle norme di attuazione del PRG. Con il terzo motivo, proposto in subordine, hanno contestato l'estensione dell'acquisizione a una superficie maggiore rispetto a quella occupata dagli impianti, lamentando l'assenza di previo frazionamento e di una precisa delimitazione dell'area acquisenda.

La decisione

Il Tribunale ha preliminarmente dichiarato inammissibili le censure rivolte contro le ordinanze-ingiunzioni già esaminate nei precedenti giudizi, in applicazione del principio del ne bis in idem, e contro il verbale di accertamento, ritenuto atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività. Ha ritenuto inammissibile anche l'impugnazione dell'atto esecutivo, comunque non espressamente gravato e meramente ricognitivo ed esecutivo di atti ormai definitivi. Nel merito ha respinto tutti i motivi. L'ordinanza acquisitiva costituisce l'esito vincolato dell'inottemperanza agli ordini di demolizione divenuti definitivi; non richiede una nuova autonoma ponderazione dell'interesse pubblico, né può fondare un legittimo affidamento la precedente indicazione di una diversa disposizione normativa quando i presupposti di fatto e la natura della sanzione risultano chiari. L'erroneo o incompleto richiamo normativo non determina l'illegittimità dell'atto se la motivazione consente di individuare il potere esercitato e i suoi presupposti. Gli impianti viticoli erano vietati dall'art. 45-bis delle NTA del PRG: anche gli interventi di edilizia libera devono rispettare gli strumenti urbanistici e la tutela paesaggistica e, se tali prescrizioni sono violate, sono considerati realizzati in assenza di titolo. Quanto alla competenza, l'acquisizione rientra nelle funzioni gestorie dell'ufficio competente in materia urbanistico-edilizia; lo Statuto comunale attribuiva inoltre al Sindaco il potere di adottare ordinanze e sanzioni non riservate al Segretario. Infine, l'acquisizione poteva riguardare l'intera superficie delle particelle: il frazionamento non costituisce presupposto indefettibile e l'art. 129, comma 3, L.P. n. 1/2008 consente l'acquisizione dell'area di sedime e di quella necessaria per accessi, distanze e standard. Il ricorso è stato respinto, con condanna solidale dei ricorrenti alle spese, liquidate in euro 2.500,00 oltre accessori e oneri di legge in favore di ciascuna amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 45-bis NTA del PRG del Comune di Romeno

    La tutela di dette zone si attua attraverso il divieto di attivare colture agricole di carattere intensivo... È vietata altresì la realizzazione di palificate di qualsiasi tipo e materiale salvo quelle in legno per supporto di linee elettriche o di telecomunicazione.

    La disposizione introduce un vincolo urbanistico-paesaggistico direttamente applicabile alle aree agricole di particolare pregio e vieta le palificazioni a sostegno degli impianti viticoli oggetto di causa.

  • art. 78 L.P. Trento n. 15/2015

    Quest'articolo individua gli interventi liberi... eseguiti nel rispetto degli strumenti di pianificazione e di ogni altra normativa e disciplina relativa alla loro realizzazione.

    L'attività edilizia libera non è esente dal rispetto degli strumenti urbanistici e dei vincoli paesaggistici; la violazione di tali prescrizioni comporta la qualificazione dell'intervento come realizzato in assenza del titolo abilitativo.

  • art. 78, comma 4-bis, L.P. Trento n. 15/2015

    In caso di violazione di quest'articolo, fatta eccezione per le opere precarie, gli interventi si considerano realizzati in assenza del titolo abilitativo edilizio.

    La violazione delle condizioni cui è subordinata l'edilizia libera determina l'abusività dell'intervento.

  • art. 129, commi 1, 2 e 3, L.P. Trento n. 1/2008

    L'acquisizione [comprende] l'area di sedime e quella necessaria ad assicurare l'accesso e le distanze dai confini e, se necessario, ad assicurare il rispetto degli standard per parcheggi.

    L'inottemperanza all'ordine di rimessione in pristino consente l'acquisizione gratuita dell'area di sedime e delle superfici ulteriori necessarie secondo i parametri urbanistici indicati dalla norma.

  • art. 132, comma 2, L.P. Trento n. 1/2008

    L'acquisizione dell'opera abusiva e del terreno di pertinenza è disposta con ordinanza motivata del comune corredata, se del caso, dal tipo di frazionamento.

    Il frazionamento non costituisce requisito sempre necessario dell'ordinanza acquisitiva, potendo essere allegato solo quando occorra.

  • art. 31, commi 2 e 3, d.P.R. 380/2001

    L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale consegue all'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione entro il termine previsto; l'atto è vincolato e può essere impugnato per vizi propri, non per contestare nuovamente l'ordine di demolizione ormai definitivo.

  • art. 27, comma 2, d.P.R. 380/2001

    La vigilanza edilizia deve essere esercitata anche per preservare le prescrizioni contenute nelle disposizioni vincolistiche.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Il rinvio esterno consente l'applicazione al processo amministrativo del principio del ne bis in idem.

  • art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c.

    Il giudicato impedisce la reiterazione di una domanda avente identità di parti, oggetto e motivi; il giudice non può pronunciarsi nuovamente sulla medesima res judicanda.

  • art. 28, comma 1, lettera h), Statuto comunale

    adottare gli atti di classificazione, le ordinanze, le ingiunzioni, le sanzioni... comprese le concessioni edilizie, che lo statuto non attribuisce alla competenza del Segretario comunale

    La disposizione attribuisce al Sindaco il potere di adottare le ordinanze e sanzioni non riservate ad altri organi comunali.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un ordine di demolizione o di rimessione in pristino divenuto definitivo è un atto vincolato e dovuto, privo di autonoma discrezionalità sull'interesse pubblico; può essere contestata solo per vizi propri dell'atto acquisitivo e non per riproporre censure contro l'ordine presupposto.
  • L'erroneo o incompleto richiamo delle norme applicate non invalida un provvedimento amministrativo quando la motivazione consente comunque di individuare il potere esercitato, i presupposti fattuali e la regola giuridica posta a fondamento della decisione.
  • Gli interventi qualificabili come edilizia libera devono rispettare gli strumenti urbanistici e i vincoli paesaggistici; la loro realizzazione in violazione di tali prescrizioni comporta la qualificazione degli interventi come abusivi e legittima l'ordine di rimessione in pristino.
  • Il verbale di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione è normalmente un atto endoprocedimentale, privo di autonoma lesività e non direttamente impugnabile, salvo che l'amministrazione lo recepisca in un autonomo provvedimento lesivo.
  • Il frazionamento catastale non è un presupposto indefettibile dell'ordinanza di acquisizione; l'amministrazione può acquisire, nei limiti previsti dalla legge, l'area di sedime e le superfici ulteriori necessarie per accessi, distanze e standard urbanistici, anche mediante l'individuazione delle particelle interessate.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniVincoli urbanisticiInvalidità del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleOrdinanza di demolizione
IstitutiEfficacia ed esecutorietàEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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