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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36905/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Bari che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di truffa (art. 640 c.p.) commessa in Austria in danno di Santander Consumer Bank GmbH, per mancanza della querela. La Procura ha sostenuto che, ai sensi dell'art. 9 c.p., la richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia (anche su impulso dell'autorità austriaca) sarebbe stata sufficiente per la procedibilità anche in assenza di querela e ha rilevato che la sentenza non menzionerebbe l'eventuale richiesta ministeriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha accolto la tesi difensiva. Ha affermato il principio di diritto secondo cui, per i reati comuni commessi all'estero dal cittadino italiano e puniti in Italia con pena detentiva inferiore nel minimo a tre anni (art. 9, comma 2 e 3 c.p.), se il reato sarebbe procedibile nel territorio nazionale a querela della persona offesa, la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non surroga la necessità della querela: occorre pertanto anche la querela della persona offesa perché l'azione penale possa essere regolarmente instaurata. Di conseguenza il procedimento non è stato rituale e la dichiarazione di non doversi procedere per mancanza di querela è stata confermata implicitamente; il ricorso della Procura è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    "reclusione da sei mesi a tre anni e multa da euro 51 a euro 1.032"

    Individua la fattispecie (truffa) e la forbice edittale che, nel caso concreto, rende il minimo edittale inferiore a tre anni, collocando il reato nella disciplina dell'art. 9, comma 2 e 3 c.p.

  • art. 9 cod. pen.

    "il colpevole è punito a richiesta del ministro della giustizia, ovvero a istanza o a querela della persona offesa"

    Norma centrale: distingue i casi di punibilità del cittadino che commette reati all'estero. La Corte interpreta il testo letterale come prevedente condizioni autonome e non perfettamente sovrapponibili; in particolare, quando la legge italiana richiede la querela (per il reato se commesso in Italia), la richiesta ministeriale non è sufficiente a supplire l'assenza della querela.

  • art. 8 cod. pen.

    prescrizioni in tema di delitto politico commesso all'estero

    Richiamato per distinguere la disciplina dei delitti politici (nei quali in alcuni casi coesistono richiesta ministeriale e querela) e per supportare l'argomento sistematico che la coesistenza di atti è prevista ove il legislatore lo abbia voluto espressamente.

  • art. 7 cod. pen.

    delicta iuris gentium e reati punibili incondizionatamente

    Richiamato per delineare i limiti del principio territoriale e le eccezioni in cui la legge italiana si applica indipendentemente dal luogo del reato.

  • art. 36, disp. att. cod. pen.

    "la querela presentata prima dell'attuazione del codice tiene luogo dell'istanza"

    Utilizzato come termine di confronto per la struttura lessicale "ovvero"/"o" e per riferire la diversa funzione dell'istanza rispetto alla querela.

  • art. 127 cod. pen.

    "alla querela è sostituita la richiesta dal Ministro per la giustizia"

    Citato a supporto dell'idea che, quando il legislatore ha voluto sostituire la querela con la richiesta ministeriale, lo ha fatto in modo esplicito e non ambiguo; di conseguenza, ove tale sostituzione non è prevista, la querela resta necessaria.

  • artt. 550, 593 e 608 cod. proc. pen.

    norme di impugnazione e rito per il ricorso in Cassazione

    Norme processuali che disciplinano il ricorso per cassazione proposto dalla Procura e relative motivazioni e competenze.

  • art. 342 cod. proc. pen.

    riferimento alla forma della richiesta di procedimento

    Stabilisce che la richiesta di procedimento è presentata con atto scritto a un ufficio del pubblico ministero; la Corte ricorda la natura amministrativa di tale atto.

  • art. 129 cod. pen. e art. 130 cod. proc. pen.

    irrevocabilità della richiesta e aspetti relativi alla sua forma

    Evidenziano l'irretrattabilità della richiesta di procedimento e la differenza con la querela, che invece può essere rinunciata o ritirata.

  • art. 128, 337, 341 cod. proc. pen.

    termini e forme per la proposizione di istanza/querela

    Richiamate per ricordare i termini di proponibilità dell'istanza/querela (es. termine decadenziale di tre anni) e la disciplina formale che regola tali atti.

Massime di principio

  • Quando un cittadino italiano commette all'estero un reato che, secondo la legge italiana, sarebbe procedibile a querela se commesso in Italia, la procedibilità in Italia richiede comunque la querela della persona offesa: la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non la sostituisce.
  • La richiesta di procedimento del Ministro ha natura amministrativa e discrezionale e non può essere intesa implicitamente come surrogatoria della volontà privata (querela) salvo espressa previsione normativa di sostituzione.
  • Per i reati più gravi (pena minima pari o superiore a tre anni) la presenza del colpevole nel territorio italiano costituisce presupposto essenziale; in assenza di tale presenza, l'estradizione è la via ordinaria per assicurare la responsabilità penale.
  • Distinguere sempre tra querela, istanza di procedimento e richiesta ministeriale: hanno funzioni diverse (volontà privata dispositiva vs. impulso amministrativo discrezionale) e regimi diversi (rinunciabilità della querela vs. irrevocabilità della richiesta).
  • Prima di avviare o proseguire un'azione penale per reati commessi all'estero, verificare la combinazione di condizioni di procedibilità previste dall'art. 9 c.p. (gravità della pena, cittadinanza della vittima, stato dell'estradizione) e adempiere agli atti richiesti (querela/istanza e/o richiesta ministeriale) entro i termini di legge.
  • Se si è nella posizione della persona offesa straniera, considerare che la presentazione della querela consente di preservare interessi negoziali e la possibilità di soluzioni stragiudiziali, mentre la sola richiesta ministeriale, essendo irrevocabile, può impedire tale flessibilità.
  • In caso di incertezza procedurale, è opportuno avviare parallelamente i canali diplomatici/istituzionali (richieste d'informazione o collaborazione internazionale) o valutare l'estradizione come alternativa per assicurare la risposta penale.

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