Cassazione Penale, Sentenza n. 36684/2025 del 12/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Venezia che, nell'incidente di esecuzione proposto dal TAMBURINI, aveva disposto il dissequestro e la restituzione di beni definitivamente confiscati (tra cui un immobile a S. Vito di Cadore) subordinandola al versamento di una somma corrispondente al residuo profitto da confiscare. L'Agenzia del Demanio deduceva: violazione del contraddittorio per mancata comunicazione del provvedimento; illegittimità della sostituzione dell'immobile confiscato con pagamento in quanto l'immobile era stato destinato ad alloggio di servizio per la Guardia di Finanza; errata nuova quantificazione del profitto confiscabile. Si contestava inoltre l'errata interpretazione, da parte della Corte territoriale, del limite fissato dalla giurisprudenza (Sez. 3 n. 32744/2022) alla possibilità di sostituire beni definitivamente confiscati con una somma di denaro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio alla Corte d'Appello di Venezia per un nuovo giudizio sull'istanza dell'Agenzia. La Cassazione ha chiarito che la sentenza n. 32744/2022 autorizza la sostituzione del bene confiscato con denaro anche dopo l'irrevocabilità della confisca, ma pone un limite diverso da quello assunto dalla Corte territoriale: il divieto di sostituzione opera se, nelle more, si è dato seguito a procedure che hanno comportato un concreto impegno di risorse e mezzi finalizzati ad assicurare i vantaggi perseguiti mediante la confisca (esaurimento degli effetti), e non perché il bene avrebbe subito una 'irreversibile modifica della destinazione da privata a pubblica'. La Corte di merito dovrà quindi valutare caso per caso se sussista l'esaurimento degli effetti che impedisce la modifica delle modalità esecutive della confisca, e tenere conto anche delle questioni processuali rilevate (contraddittorio e comunicazione).
Norme richiamate
art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000
Dispositivo penale che ha costituito la base della responsabilità e della misura di confisca nei confronti del TAMBURINI; consente la confisca del profitto dei reati tributari
Norma procedurale richiamata per l'opposizione/incidente di esecuzione con cui l'Agenzia ha contestato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione
Giurisprudenza, Sez. 3 n. 32744 del 04/05/2022 (Turello)
apertura alla possibilità di sostituire l'immobile confiscato con una somma di denaro in quanto misura rispondente a principi di proporzionalità ed efficienza; limite nell'eventualità che nelle more si sia dato seguito, con impegno di risorse e mezzi, a procedure dirette ad assicurare i vantaggi perseguiti attraverso la confisca
Ammette la sostituzione del bene confiscato con denaro anche dopo l'irrevocabilità della confisca, ma pone un limite concreto: se lo Stato ha già posto in essere procedure e speso risorse per assicurare i benefici della confisca (esaurimento degli effetti), la sostituzione non è consentita; non si tratta di un limite fondato su una generica 'irreversibilità' della destinazione pubblica
Massime di principio
- La sostituzione di beni definitivamente confiscati con il pagamento del loro valore è ammessa, ma il giudice dell'esecuzione deve accertare se, nel frattempo, lo Stato abbia posto in essere procedure con concreto impegno di risorse e mezzi tali da aver esaurito gli effetti della confisca; in tal caso la sostituzione è preclusa
- Il limite alla sostituzione non è basato sulla nozione indeterminata di 'irreversibile modifica della destinazione da privata a pubblica'; occorre invece valutare fatti concreti e impegni reali di risorse
- Prima di decidere sulla sostituzione il giudice dell'esecuzione deve assicurare il pieno contraddittorio con l'ente titolare del bene confiscato (es. Agenzia del Demanio) e comunicare le decisioni rilevanti
- La restituzione di beni confiscati può essere subordinata al versamento contestuale della somma determinata a titolo di confisca per equivalente
- La valutazione è sempre caso-per-caso: il giudice deve bilanciare l'interesse del condannato a riavere la disponibilità del bene con l'interesse pubblico a conservare i vantaggi della confisca
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