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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21334/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (corte d'appello)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di riciclaggio, deducendo: (1) l'erroneità della motivazione sulla responsabilità penale e, in particolare, sul contributo concorsuale attribuitogli; (2) il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Dal testo emerge che il fatto contestato riguardava la presentazione di documentazione falsa relativa all'acquisto di un'autovettura di provenienza tedesca, in realtà provento di furto, al fine di ottenerne la reimmatricolazione in Italia. Il ricorso lamentava anche presunti travisamenti della prova e l'erronea valutazione di alcune risultanze testimoniali, ma tali censure venivano ritenute generiche, riproduttive di doglianze già svolte in appello e orientate a ottenere una nuova valutazione del merito, non consentita in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi privi di specificità ai sensi dell'art. 581 c.p.p. e comunque diretti a sollecitare una rivalutazione del compendio probatorio, estranea al giudizio di legittimità. Quanto al diniego delle attenuanti generiche, la Corte ha rilevato che la motivazione del giudice di merito era congrua e che non era necessario esaminare tutti gli elementi dedotti dalle parti, essendo sufficiente il richiamo alla genericità dell'istanza e all'assenza di elementi positivi. Ne è conseguita la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p.

    I motivi di ricorso devono essere specifici; la loro genericità o la mera reiterazione delle doglianze già disattese in appello comporta inammissibilità.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche richiedono elementi positivi specificamente dedotti dall'interessato; il diniego può essere motivato con riferimento alla mancanza di tali elementi o alla genericità della richiesta.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione deve confrontarsi in modo specifico con la motivazione impugnata; non è ammissibile una censura meramente apparente, generica o sovrapponibile ai motivi già respinti in appello.
  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del merito probatorio né la proposta di una ricostruzione alternativa dei fatti, salvo che il ricorrente indichi un travisamento della prova decisivo e idoneo a disarticolare l'intero ragionamento probatorio.
  • Il vizio di travisamento della prova è rilevante solo se riguarda un errore percettivo decisivo su un dato processuale specificamente indicato e non se si risolve in una diversa lettura delle risultanze istruttorie.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiami la mancanza di elementi positivi o la genericità della richiesta, senza dover confutare uno per uno tutti gli elementi favorevoli prospettati dalla difesa.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma stabilita in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRiciclaggioImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della provaNullità processuale

Testo integrale

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