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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21201/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Deidda impugna la sentenza della Corte d'Appello di Milano del 10/05/2022 perché il reato a lui ascritto si è estinto per prescrizione in data 12/11/2021, cioè anteriormente alla pronuncia della sentenza di appello. Fa valere che la prescrizione maturata prima della sentenza impugnata doveva essere dichiarata d'ufficio dal giudice e che, alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite n. 12602/2015 (Ricci), è ammissibile il ricorso per cassazione che deduca l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione anche se sollevata con un unico motivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato: il reato commesso il 07/05/2012 si è estinto per prescrizione il 12/11/2021, quindi prima della sentenza di appello del 10/05/2022. Richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 12602/2015 e l'obbligo del giudice di merito di dichiarare d'ufficio cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • Sezioni Unite n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci), Rv. 266818

    riconosce l'ammissibilità del ricorso per cassazione che deduca l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata

    La Cassazione può esaminare d'ufficio o su ricorso la questione della prescrizione maturata anteriormente alla sentenza impugnata; è dovere del giudice di merito dichiarare le cause di non punibilità anche in assenza di eccezione di parte

  • art. 129 cod. proc. pen.

    prescrizione dell'obbligo del giudice di adottare immediatamente il provvedimento consequenziale in presenza di cause di non punibilità

    Il giudice di merito è obbligato a dichiarare immediatamente le cause di estinzione del reato o di non punibilità e ad adottare il provvedimento consequenziale anche se la parte non ha eccepito la questione

  • art. 624 c.p. e menzione "99 comma secondo" (citata nella sentenza di merito)

    riqualificazione da ricettazione a ipotesi meno grave di furto

    La Corte d'appello aveva riqualificato il fatto originariamente contestato come reato meno grave, rideterminando la pena; tuttavia tale valutazione non ha impedito che la prescrizione, maturata anteriormente alla sentenza impugnata, estinguesse il reato

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato è maturata prima della pronuncia di una sentenza impugnata, il giudice di cassazione può accogliere il ricorso anche se la questione non è stata sollevata precedentemente e annullare la sentenza per estinzione del reato.
  • Il giudice di merito ha l'obbligo di dichiarare d'ufficio le cause di non punibilità (art. 129 c.p.p.); la mancata declaratoria può essere censurata in cassazione e comportare l'annullamento senza rinvio.
  • La riqualificazione del fatto in reato meno grave da parte del giudice di merito non esclude che la prescrizione, se già maturata, estingua comunque la responsabilità penale.
  • Nelle valutazioni difensive è fondamentale calcolare con precisione i termini di prescrizione e confrontarli con le date delle pronunce per verificare se sussistono cause di estinzione anteriori alla sentenza impugnata.
  • Un ricorso per cassazione può essere utile anche quando l'intervenuta prescrizione è emersa dopo i gradi di merito o non è stata considerata dal giudice, alla luce dell'orientamento delle Sezioni Unite sulla declaratoria d'ufficio delle cause di non punibilità.

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