Cassazione Penale, Sentenza n. 31925/2024 del 05/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione avverso la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva riformato la condanna in primo grado dichiarando l'intervenuta prescrizione del reato di rivelazione di segreti d'ufficio. Il ricorrente contestava che dovesse ritenersi assente l'elemento oggettivo del reato perché il destinatario della rivelazione (il figlio Giuliano Gruner) o il padre di costui (Eugenio Gruner) sarebbero già stati a conoscenza dell'indagine; quindi, secondo il ricorrente, la rivelazione sarebbe priva di rilevanza penale. Richiamava il principio secondo cui la dichiarazione di estinzione del reato con assoluzione può essere adottata solo se la non sussistenza del fatto o della sua rilevanza penale risulta dagli atti in modo assolutamente non contestabile (ictu oculi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, dagli atti emergano elementi idonei a configurare la rivelazione di segreti d'ufficio, in particolare la deposizione diretta del teste Giuliano Gruner sulle plurime e specifiche rivelazioni fatte dall'imputato, finalizzate anche a ottenere un vantaggio nell'esame universitario. La possibile conoscenza antecedente dell'indagine da parte del padre non esclude la rilevanza penale dell'autonoma rivelazione all'altro soggetto, né è stato provato che dagli atti emerga in modo ictu oculi l'insussistenza del reato. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 129 comma secondo, cod. proc. pen.
La norma consente al giudice, in presenza di una causa di estinzione del reato, di pronunciare sentenza di assoluzione ma solo quando la non sussistenza del fatto, la mancata attribuzione all'imputato o la sua irrilevanza penale risultino dagli atti in modo assolutamente non contestabile (standard ictu oculi).
art. 326 cod. pen. (rivelazione di segreti d'ufficio)
La norma punisce la rivelazione di notizie relative a indagini o procedimenti; la Corte ha ritenuto che si tratti di un reato di pericolo effettivo la cui configurabilità va apprezzata anche in presenza di conoscenze pregresse di terzi se l'autonoma rivelazione aggiunge informazioni rilevanti o crea pericolo.
Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Precedente delle Sezioni Unite che ha stabilito il principio dell'ictu oculi: l'assoluzione per causa di estinzione può essere pronunciata solo se la non sussistenza del fatto emerge dagli atti in modo assolutamente non contestabile, escludendo necessità di ulteriori accertamenti.
Sezioni unite, 28 marzo 2024 (richiamata provvisoriamente)
Conferma e specifica l'orientamento sulle conseguenze dell'estinzione del reato per prescrizione: il giudice può, in determinate condizioni, pronunciare l'assoluzione nel merito secondo i criteri indicati dalle Sezioni Unite, tenendo conto anche dei profili di tutela costituzionale e convenzionale e delle eventuali statuizioni civili.
art. 27 Cost., art. 6 Cedu, artt. 48 e 53 Carta di Nizza
Richiamate come principi costituzionali e sovranazionali rilevanti (presunzione di innocenza, diritto a un processo equo, diritti fondamentali) che guidano l'interpretazione in tema di assoluzione vs. declaratoria di estinzione e degli standard probatori.
art. 530 comma secondo, cod. proc. pen.
Norma richiamata nel ragionamento giurisprudenziale circa l'ipotesi in cui il pubblico ministero impugni un'assoluzione: rilevante per distinguere i diversi ambiti di valutazione tra merito penale e statuizioni civili.
Massime di principio
- Per ottenere l'assoluzione in presenza di una causa di estinzione del reato (es. prescrizione) è necessario che la non sussistenza del fatto o la sua irrilevanza penale risultino dagli atti in modo assolutamente non contestabile (standard ictu oculi).
- La conoscenza antecedente del contenuto delle indagini da parte di terzi non esclude automaticamente la configurabilità del reato di rivelazione di segreti d'ufficio: conta se l'autonoma rivelazione ha effettivamente fornito informazioni ulteriori o ha aumentato il rischio di nocumento.
- La testimonianza diretta del destinatario della rivelazione, se esaustiva e credibile, può essere decisiva per accertare l'avvenuta rivelazione e la sua rilevanza penale.
- In appello e in Cassazione il giudice valuta se sussistono elementi documentali o dichiarativi tali da rendere impossibile contestare l'assenza del fatto; in mancanza, il ricorso volto a ottenere l'assoluzione per estinzione tende ad essere inammissibile o rigettato.
- In fase difensiva è utile documentare la preesistente conoscenza pubblica o privata delle informazioni divulgate e mirare a scalfire la credibilità delle dichiarazioni che attestano la rivelazione; serve dimostrare che la divulgazione non ha aggiunto elementi nuovi o pericolosi.
- Quando il reato si estingue per prescrizione, le questioni civili possono richiedere standard probatori diversi (più probabile che non), per cui gli esiti penali e civili possono divergere.
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