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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16540/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva confermato il decreto del Pubblico Ministero (18/02/2021) di perquisizione e sequestro probatorio nei loro confronti nell'ambito di indagini per reati tributari e connessi (artt. 110 c.p., artt. 5 e 11 D.Lgs. 74/2000, art. 648-ter.1 c.p.). Le principali censure erano: mancanza o insufficiente fumus del reato (in particolare riguardo alla presunta esterovestizione di Eleonora Sport Ltd e all'omessa dichiarazione dei redditi), difetto di motivazione del decreto di sequestro, natura esplorativa e sproporzionata del sequestro probatorio, vizi di temporalità rispetto al presunto profitto per l'autoriciclaggio, e rilievi sulla rilevanza di strumenti internazionali (Direttiva 2010/24/UE, D.Lgs. 149/2012, MATT/OECD) che avrebbero reso inefficace o superflua la misura cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi ritenendoli infondati o manifestamente infondati. Ha ritenuto che il decreto di sequestro fosse adeguatamente motivato rispetto al fumus commissi delicti, avendo il PM e il Tribunale descritto le condotte contestate, individuato le categorie di documenti e beni da acquisire e spiegato la finalità probatoria del vincolo. La Corte ha confermato che la verifica in sede di riesame richiede l'astratta configurabilità del reato (non un giudizio di merito), e che sussistono elementi sufficienti a ritenere plausibile l'esterovestizione di Eleonora Sport Ltd, la simulazione di atti (cessioni, trust) e il collegamento con la sottrazione alle ragioni dell'Erario. Ha poi escluso che la possibilità di assistenza internazionale (Direttiva/MATT) impedisse di adottare misure cautelari interne, e ha respinto le censure sulla sproporzione e natura esplorativa del sequestro, ritenendo rispettati i principi di adeguatezza e proporzionalità; ha altresì precisato che eventuali eccedenze operative nell'esecuzione del sequestro possono essere rimediate con azioni diverse (es. istanza di restituzione o opposizione ex art. 263 c.p.p.).

Norme richiamate

  • D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 5

    Rilevata la configurabilità del reato di omessa presentazione delle dichiarazioni con riferimento all'ipotizzata esterovestizione di Eleonora Sport Ltd; la Corte ha ritenuto che gli elementi raccolti siano idonei a giustificare il sequestro volto ad acquisire la documentazione necessaria per accertare la responsabilità e l'entità dell'evasione.

  • D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 11

    "al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o di sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila"

    La Corte conferma che atti simulati, sham trusts o trasferimenti di beni/denaro sono integrativi del reato se posti in essere con la consapevolezza (o accettazione del rischio) dell'esistenza di un debito tributario stimabile oltre 50.000 euro e sono idonei a rendere inefficace o più difficoltosa la riscossione; non è richiesta l'esistenza di un accertamento definitivo al momento dell'atto.

  • Codice penale, art. 648-ter, comma 1

    In tema di autoriciclaggio la Corte ha ritenuto irrilevante la censura temporale sollevata dai ricorrenti, considerata la possibile parziale realizzazione del profitto e la natura dinamica delle condotte; la formulazione del fatto ai fini del sequestro può riguardare profili ancora da accertare mediante documentazione sequestrata.

  • Codice di procedura penale, art. 253

    La norma che disciplina il sequestro probatorio richiede motivazione sul fumus e sulla pertinenza delle cose; la Corte ha ritenuto che il decreto del PM e l'ordinanza del riesame abbiano adeguatamente esplicitato tali requisiti, anche indicandone categorie e finalità probatorie.

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Le doglianze sulla motivazione ex art.125 c.p.p. sono state ritenute infondate: la motivazione del decreto di sequestro è stata ritenuta congrua e adeguata rispetto agli elementi a suo supporto.

  • Codice di procedura penale, art. 321

    La nozione di "cose pertinenti al reato" è ampia; la Corte ribadisce che la pertinenza può comprendere anche cose indirettamente legate alla fattispecie, purché il nesso strumentale sia valutato con il test di adeguatezza e proporzionalità.

  • Codice di procedura penale, art. 275

    I criteri di adeguatezza, proporzionalità e gradualità previsti per le misure cautelari personali sono applicabili anche alle cautele reali; la Corte ha valutato il sequestro alla luce di questi principi e li ha ritenuti rispettati.

  • Direttiva 2010/24/UE e D.Lgs. 14/08/2012, n.149 (recepimento)

    La Corte ha escluso che la possibile esistenza di strumenti comunitari o multilaterali di assistenza amministrativa renda automatico l'ostacolo all'adozione di misure cautelari interne; la tutela nazionale non può essere sospesa sulla base di una garanzia internazionale temporanea o denunciabile (es. Brexit) e quindi non è decisiva per impedire il sequestro probatorio.

  • MATT (Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters) / Modello OCSE (art. 27)

    Richiamati come strumenti internazionali non determinanti: la Corte ritiene che l'esistenza di accordi di cooperazione non elimini la possibilità per l'autorità giudiziaria nazionale di adottare misure cautelari quando sussistono i presupposti e quando la garanzia estera non appare assolutamente certa o incondizionata.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede la dimostrazione del "fumus commissi delicti" in termini di astratta configurabilità del reato e del nesso di pertinenza fra beni/documenti e il fatto da accertare; non è richiesta la prova definitiva della colpevolezza.
  • La motivazione del decreto di sequestro deve indicare le finalità probatorie e le categorie di beni o documenti cercati: elencazioni analitiche e collegamenti logici rafforzano la legittimità della misura.
  • Il test di proporzionalità e adeguatezza si applica anche alle misure reali: il sequestro è legittimo se proporzionato alla finalità probatoria e alla gravità degli indizi.
  • Sham trusts, intestazioni fittizie o atti simulati possono integrare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art.11 D.Lgs.74/2000) se emergono elementi che ne mostrino la finalità elusiva e la disponibilità di fatto da parte del soggetto che si intende tutelare.
  • La presenza di rapporti o beni all'estero e l'esistenza di strumenti internazionali di assistenza non escludono di per sé l'adozione di misure cautelari nazionali quando la cooperazione internazionale non garantisca in modo certo e immediato la tutela del credito.
  • Le doglianze su presunta 'esploratività' del sequestro devono dimostrare l'assenza di uno scopo investigativo concreto o l'inesistenza di un'ipotesi accusatoria: se il PM ha delineato elementi e finalità, il riesame deve valutare l'astratta configurabilità del reato, non il merito.
  • Questioni sulle modalità o sull'eccesso di esecuzione del sequestro (per esempio acquisizione di cose in misura maggiore rispetto al decreto) vanno dedotte con rimedi processuali specifici (istanza di restituzione o opposizione ex art. 263 c.p.p.).

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