Cassazione Penale, Sentenza n. 10865/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cerrito impugna la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 03/03/2023 che confermava la condanna di primo grado per i reati di cui agli artt. 110 e 497-bis (detenzione di una falsa carta d'identità a nome del coimputato Mendola). Il ricorso, nei limiti dell'art. 173 disp. att. c.p.p., contestava: (1) vizio di motivazione e errata qualificazione giuridica applicando l'art. 497-bis comma 2 (sostenendo che la fattispecie applicabile sarebbe stata il comma 1, trattandosi di detenzione senza concorso alla contraffazione); (2) violazione di legge per il diniego delle circostanze attenuanti generiche perché non sarebbero stati valutati elementi favorevoli come il ruolo marginale e l'assenza di vantaggio; (3) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione alla disapplicazione dell'aumento per recidiva, lamentando carenza di argomentazione sulla maggiore pericolosità.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto ai sensi dell'art. 497-bis comma 2, precisando che il comma 2 comprende due ipotesi autonome (fabbricazione/formazione per uso personale ovvero detenzione per conto altrui) e che la detenzione di un documento falso nell'interesse di terzi rientra nella fattispecie aggravata anche senza concorso nella contraffazione. I motivi riguardanti le attenuanti generiche e la recidiva sono stati ritenuti privi di specificità; la Corte d'appello aveva motivato adeguatamente il diniego delle attenuanti (pregiudizi penali e mancata emersione di indici di meritevolezza) e l'applicazione dell'aumento per recidiva (predecessi specifici indicativi di maggiore pericolosità). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali in Cassazione; non è stata liquidata alcuna somma alla parte civile per le spese, perché la memoria di quest'ultima non ha apportato contributo utile ai fini decisori secondo il criterio delle Sezioni Unite.
Norme richiamate
Attribuisce la partecipazione al reato (concorso); citato quale riferimento all'imputazione plurisoggettiva ma non centrale nella motivazione di merito relativa all'art. 497-bis
art. 497-bis cod. pen. (comma 1 e comma 2)
La Corte interpreta il comma 2 come contenente due ipotesi autonome: (i) fabbricazione/formazione del documento falso destinato ad uso personale; (ii) detenzione del documento per conto altrui. La detenzione nell'interesse di terzi rientra nel comma 2 anche senza concorso nella contraffazione; la detenzione per uso personale senza concorso resta nel comma 1
art. 173, comma primo disp. att. cod. proc. pen.
Limita i motivi che possono essere proposti in cassazione (vincolo di specificità e ambito del ricorso); il ricorso è stato valutato nei limiti consentiti
Sez. 5, sent. n. 48241 del 04/11/2019 (Kanthasamy)
Giurisprudenza richiamata e ribadita: la detenzione di un documento falso senza concorso può integrare il reato di cui al comma 1; invece fabbricazione e detenzione per uso non personale o detenzione personale con concorso nella contraffazione integrano la fattispecie più grave del comma 2. La Corte di Cassazione conferma la corretta applicazione di tale principio al caso esaminato
Sezioni Unite n. 877 del 14/07/2022 (Sacchettino)
Stabilisce il principio che, nel procedimento di cassazione celebrato camerale non partecipato, la parte civile può ottenere la liquidazione delle spese solo se ha effettivamente svolto un'attività utile alla decisione (anche attraverso memorie scritte). Applicato qui per negare la liquidazione alla parte civile
Sez. U, Ordinanza n. 5466 del 28/01/2004 (Gallo)
Giurisprudenza richiamata a supporto del principio sulle condizioni per la liquidazione delle spese alla parte civile nel giudizio di cassazione non partecipato
Massime di principio
- La detenzione di un documento falso nell'interesse di terzi configura l'ipotesi aggravata dell'art. 497-bis comma 2 anche se chi detiene il documento non ha concorso alla sua fabbricazione; la distinzione tra uso personale e detenzione per conto altrui è centrale per la qualificazione
- Quando si contesta il diniego delle circostanze attenuanti generiche occorre indicare elementi concreti, specifici e non generici che il giudice di merito non avrebbe valutato; la mera affermazione di ruolo marginale o assenza di vantaggio non è sufficiente senza prova di indici di meritevolezza
- L'accertamento della recidiva e l'aumento di pena richiedono motivazione adeguata in ordine alla maggiore capacità criminale; però, se il giudice di merito illustra la presenza di precedenti specifici come indice di pericolosità, la Cassazione tende a ritenere sufficiente la motivazione
- In cassazione camerale non partecipata la parte civile ottiene le spese solo se dimostra di aver fornito un contributo utile alla decisione (es. memorie contenenti argomentazioni significative); conclusioni di stile non sono idonee
- Per le questioni di qualificazione giuridica è determinante l'attenzione al testo normativo e alle congiunzioni usate dal legislatore (es. 'ovvero'): la distinzione testuale tra ipotesi autonome può reggere la scelta della fattispecie applicabile
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