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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21327/2025 del 25/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

La controversia

La controversia riguarda un giudizio di equa riparazione ex L. n. 89/2001 promosso per la durata irragionevole di un processo presupposto iniziato nel 2002 e definito con estinzione per inattività delle parti nel 2018. In primo grado la Corte d'appello aveva respinto la domanda per la presunzione di assenza di pregiudizio connessa alla pronuncia di estinzione; in opposizione, invece, aveva riconosciuto un indennizzo di euro 2.000,00, calcolando una durata irragionevole di 4 anni per l'appello e 9 mesi per il primo grado, con parametro di euro 400,00 per anno, e sottraendo dal periodo indennizzabile tutto il tempo dei rinvii chiesti dalle parti. Il ricorrente ha impugnato tale decreto con quattro motivi: (1) omessa o insufficiente motivazione sulla scelta del parametro minimo annuo di euro 400,00; (2) omessa considerazione di tutti i danni non patrimoniali allegati, come danno all'immagine, ansia, dispiacere e sofferenza; (3) violazione dei criteri di calcolo della durata irragionevole per avere sottratto integralmente quattro anni di rinvii senza verificare se tale tempo fosse effettivamente imputabile alle parti o al funzionamento dell'ufficio; (4) erronea decorrenza e misura degli interessi sull'indennizzo, sostenendo la necessità di applicare l'art. 1284, comma 4, c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto soltanto il terzo motivo. Ha ritenuto infondati il primo e il quarto motivo e inammissibile il secondo. In particolare, ha affermato che la scelta del parametro minimo di liquidazione era adeguatamente motivata in ragione della transazione prospettata e delle istanze di rinvio finalizzate al bonario componimento; che l'indennizzo ex L. n. 89/2001 copre un danno non patrimoniale presunto, sicché la censura sui diversi pregiudizi allegati non coglieva la ratio della decisione; e che gli interessi legali, se richiesti, decorrono dalla domanda, mentre l'applicazione del tasso di cui all'art. 1284, comma 4, c.c. richiede una specifica domanda, qui non proposta. È stato invece cassato il decreto impugnato nella parte in cui aveva sottratto automaticamente dal periodo indennizzabile l'intero tempo dei rinvii, senza verificare con riferimento agli atti e ai verbali quanto di quel ritardo fosse effettivamente imputabile alle parti e quanto allo Stato. La causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Potenza in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2-bis L. 24 marzo 2001, n. 89

    Stabilisce criteri e limiti della liquidazione equitativa dell'indennizzo per irragionevole durata del processo; il giudice di merito ha un margine discrezionale nella scelta del parametro annuo entro i limiti previsti dalla norma.

  • art. 2-sexies L. 24 marzo 2001, n. 89

    La pronuncia di estinzione del processo presupposto è collegata a una presunzione di assenza di pregiudizio, superabile secondo la disciplina applicabile.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Richiamato per censurare la motivazione del decreto; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, la motivazione sulla scelta del parametro minimo fosse sufficiente.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al requisito di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per sostenere l'omessa pronuncia su alcuni danni non patrimoniali; la Corte ha ritenuto la censura non decisiva perché l'indennizzo ha natura onnicomprensiva e presuntiva.

  • art. 2059 c.c.

    Richiamato in tema di danno non patrimoniale; la Corte ha ribadito che l'equa riparazione copre il pregiudizio non patrimoniale normalmente conseguente alla violazione del termine ragionevole.

  • art. 2056 c.c.

    La disciplina dell'equa riparazione viene ricondotta alla liquidazione equitativa del danno, richiamando i criteri di valutazione del danno risarcibile.

  • art. 175 c.p.c.

    È richiamato quale norma che attribuisce al giudice la direzione del processo, escludendo che egli possa limitarsi passivamente a registrare i rinvii.

  • art. 81 disp. att. c.p.c.

    La ragione del rinvio deve risultare dal provvedimento o dal verbale; il giudice dell'equa riparazione deve verificare la causa e l'imputabilità dei differimenti.

  • art. 360 c.p.c.

    Norma sul ricorso per cassazione richiamata per l'inquadramento dei motivi proposti.

  • art. 1284, comma 1, c.c.

    In mancanza di specifica domanda per il tasso maggiorato, gli interessi sulla somma dovuta decorrono al saggio legale ordinario.

  • art. 1284, comma 4, c.c.

    L'applicazione del tasso maggiorato richiede un autonomo accertamento dei relativi presupposti e una specifica domanda; non opera automaticamente con la semplice liquidazione degli interessi legali.

  • art. 1173 c.c.

    L'obbligazione di equa riparazione è ricondotta tra le obbligazioni ex lege, quale fonte idonea a costituire obbligazione.

Massime di principio

  • Nella liquidazione dell'indennizzo ex L. n. 89/2001, la scelta del parametro annuo entro i limiti legali rientra nel prudente apprezzamento del giudice di merito e deve essere sorretta da motivazione coerente con le circostanze del caso concreto.
  • L'indennizzo per irragionevole durata del processo ha natura riparatoria del danno non patrimoniale, che si presume fino a prova contraria; non è quindi necessario che il ricorrente alleghi e provi analiticamente singole voci di pregiudizio se la domanda mira all'equa riparazione complessiva.
  • Ai fini del computo del ritardo indennizzabile, il giudice deve distinguere tra tempi del rinvio imputabili alle parti e tempi imputabili all'organizzazione del processo; non è legittimo addebitare automaticamente alla parte l'intero periodo dei differimenti senza verificare gli atti e i verbali.
  • L'applicazione dell'art. 1284, comma 4, c.c. non discende automaticamente dalla condanna al pagamento di interessi legali, ma richiede una specifica domanda e un accertamento espresso dei relativi presupposti.
  • L'obbligazione da equa riparazione è un'obbligazione ex lege; se gli interessi sono richiesti, decorrono dalla domanda giudiziale al saggio legale ordinario salvo specifica domanda per il regime maggiorato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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