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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5251/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha rilevato l'assenza di una motivazione chiara, sia nel giudice di primo grado che nella Corte d'appello, sulla sussistenza della recidiva. Inoltre ha constatato che il reato, commesso il 16 gennaio 2015, è ormai estinto per prescrizione. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e la condanna è stata cancellata per intervenuta prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduce che la Corte d'appello ha omesso di dare motivazione specifica circa la sussistenza o l'esclusione della recidiva reiterata contestata. La difesa sostiene che i giudici d'appello si sono limitati a richiamare la pronuncia di primo grado e ad aumentare la pena per continuazione, senza esaminare concretamente se la recidiva sussistesse, violando il principio che la rilevazione o l'esclusione della recidiva deve essere esplicitamente motivata ai sensi dell'art. 133 c.p. e della giurisprudenza di legittimità.

Norme richiamate

  • Legge fallimentare

    art. 217, comma 1; art. 224; art. 219

    Norme che definiscono il reato di bancarotta semplice e i profili di responsabilità dell'amministratore della fallita; contestazione penale riferita a tali disposizioni

  • Codice penale

    Aggravante applicata alla fattispecie di bancarotta semplice (aggravazione prevista dall'art. 99 c.p.)

  • Codice penale

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ricorda che la valutazione della recidiva deve basarsi sui criteri concreti dell'art. 133 c.p. e verificare il rapporto tra precedenti e fatto in giudizio

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) e c)

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione utilizzati dalla difesa (vizi di motivazione e violazione di norme di diritto)

  • Giurisprudenza di legittimità (principio sulla recidiva)

    Sez. 3, n. 33299 del 16/11/2016, Del Chicca; Sez. 2, n. 10988 del 07/12/2022, Antignano

    È consolidato il principio che l'accertamento della recidiva non può limitarsi a considerazioni generali sulla gravità dei fatti o sulla temporalità, ma richiede un esame concreto del rapporto tra precedenti e fatto in concreto per accertare un'effettiva perdurante inclinazione al delitto

  • Principio giurisprudenziale sulla prescrizione

    Se durante il procedimento di cassazione è intervenuta la prescrizione, l'obbligo di dichiarare immediatamente la causa di non punibilità impone l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna

Massime di principio

  • La sussistenza o l'esclusione della recidiva deve essere oggetto di motivazione specifica e non può essere desunta implicitamente dal solo riferimento a precedenti sentenze.
  • Il giudice deve valutare concretamente, secondo i criteri dell'art. 133 c.p., il nesso tra le precedenti condanne e il fatto per cui si procede per accertare se la recidiva attesti una perdurante inclinazione al reato.
  • Se la valutazione della recidiva è omessa o insufficiente e nel frattempo è intervenuta la prescrizione del reato, la Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinvio per estinzione del reato.
  • Per la difesa, è utile censurare in cassazione ogni motivazione carente sulla recidiva quando questa ha inciso sul calcolo della pena; per l'accusa, è necessario documentare e motivare il collegamento tra precedenti e reato sopravvenuto.
  • La dichiarazione di non punibilità per prescrizione è un motivo che impone una pronuncia immediata della Corte e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.

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