Cassazione Penale, Sentenza n. 35262/2024 del 19/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Lombardi impugnava la sentenza della Corte d'Appello del 22/05/2023 sostenendo: (1) violazione degli artt. 20-bis c.p. e 545-bis c.p.p. perché la Corte aveva dichiarato inammissibile la richiesta, avanzata dal difensore nelle conclusioni scritte, di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria per mancanza di procura speciale; secondo il ricorrente la sostituzione con pena pecuniaria non richiede il consenso dell'imputato né procura speciale; (2) omissione di motivazione sulla mancata sostituzione della pena con quella pecuniaria.
La decisione
La Corte (Cassazione) ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte territoriale abbia erroneamente applicato l'art. 545-bis c.p.p.: la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria non richiede il consenso formale dell'imputato né procura speciale, potendo essere disposta previo parere del pubblico ministero dopo verifica delle condizioni di legge. L'annullamento è stato disposto con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bari perché si pronunci nuovamente, esclusivamente sulla possibilità di applicare la sanzione sostitutiva richiesta dal difensore; il secondo motivo è stato assorbito.
Norme richiamate
disciplina la possibilità di sostituzione della pena detentiva inferiore a quattro anni con pene sostitutive
La Corte ha interpretato la norma in senso bifasico: la sostituzione con pene di tipo detentivo richiede il consenso espresso dell'imputato o del procuratore speciale; la sostituzione con pena pecuniaria non richiede tale consenso né procura speciale e può essere disposta previo parere del pubblico ministero
richiamato nel testo come compatibile con l'applicazione dell'art. 545-bis in appello
La Corte ha ritenuto che il meccanismo previsto dall'art. 545-bis può operare anche nel giudizio di appello alla luce dell'art. 598 c.p.p.
art. 4 CEDU
richiamato a giustificazione del consenso per misure assimilabili a lavoro obbligatorio
La necessità del consenso per sostituzioni che incidono sulla libertà personale è giustificata dal divieto di lavori forzati sancito dall'art. 4 CEDU
Citato come norma richiamata dal ricorrente, ma dalla motivazione emerge che la decisione si è concentrata sull'interpretazione dell'art. 545-bis c.p.p.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 14035 del 20/02/2024 (Rv. 286216)
"la sostituzione con la pena pecuniaria... non richiede il consenso dell'imputato"
La Corte ha fatto proprio il principio di questa pronuncia, che distingue tra sostituzioni che incidono sulla libertà personale (che richiedono consenso) e la pena pecuniaria (che non lo richiede)
Massime di principio
- La richiesta di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria non richiede il consenso formale dell'imputato né procura speciale: il giudice può disporla previo parere del pubblico ministero verificata la sussistenza delle condizioni di legge
- Il consenso dell'imputato (o procura speciale) è invece necessario quando la pena sostitutiva incida in modo apprezzabile sulla libertà personale (es. lavoro di pubblica utilità o altre misure assimilabili), per ragioni connesse alla tutela dei diritti fondamentali (art. 4 CEDU)
- Il meccanismo previsto dall'art. 545-bis c.p.p. può essere applicato anche in sede di appello; pertanto le richieste difensive in appello vanno valutate secondo il medesimo criterio bifasico
- Se il giudice rigetta la richiesta di sostituzione deve motivare adeguatamente le ragioni del diniego; l'erronea applicazione della normativa può comportare annullamento e rinvio
- Per evitare contestazioni formali, il difensore dovrebbe comunque formulare chiaramente la richiesta nelle conclusioni e provvedere, se richiesto dalla natura della sostituzione, alla relativa procura; tuttavia la mancanza di procura non è decisiva quando si chiede esclusivamente la pena pecuniaria
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