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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08120/2026 del 01/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (assicurazione)

La controversia

Le ricorrenti hanno proposto ricorso per correzione di errore materiale ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c. contro una precedente ordinanza della Corte di cassazione, sostenendo che la condanna alle spese di lite e la statuizione relativa all'ulteriore contributo unificato ex art. 13 D.P.R. n. 115/2002 fossero state pronunciate nei loro confronti in proprio e non nella qualità di uniche eredi della de cuius. La Corte ha però rilevato, dalla lettura del ricorso originario, che le interessate avevano indicato soltanto di essere 'uniche eredi' della defunta, senza spendere espressamente la qualità di eredi beneficiate; ha quindi escluso che la precedente ordinanza contenesse un mero errore materiale, ritenendo che la condanna alle spese fosse la conseguenza del subentro delle chiamate, che avevano accettato puramente e semplicemente l'eredità, nell'intera posizione patrimoniale della defunta.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per correzione di errore materiale. Ha ritenuto che non vi fosse alcuna svista emendabile nell'ordinanza precedente, poiché la condanna alle spese e la statuizione sul contributo unificato risultavano coerenti con la qualità processuale e sostanziale delle ricorrenti quale eredi succedute nella posizione della de cuius. Non è stata disposta alcuna statuizione sulle spese del procedimento di correzione.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    è il rimedio azionato per ottenere la correzione dell'asserito errore materiale contenuto in un provvedimento della Corte di cassazione; nel caso concreto non è stato ritenuto esperibile perché la doglianza non riguardava un errore materiale ma il contenuto giuridico della decisione

  • art. 13 D.P.R. n. 115/2002

    richiamato con riferimento all'ulteriore importo a titolo di contributo unificato; la Corte ha escluso che la relativa declaratoria fosse viziata da errore materiale

  • art. 86 c.p.c.

    richiamato nel frontespizio per la difesa personale di una delle ricorrenti; non incide sulla ratio decidendi

Massime di principio

  • Il procedimento di correzione dell'errore materiale non può essere utilizzato per rimettere in discussione la portata giuridica di una statuizione, quando la decisione impugnata sia coerente con gli atti e con la qualità processuale delle parti.
  • La qualificazione delle parti come eredi, in presenza di accettazione pura e semplice dell'eredità, comporta il subentro nell'intera posizione patrimoniale del de cuius, con conseguente riferibilità in capo agli eredi delle statuizioni di condanna alle spese e degli ulteriori effetti processuali connessi alla soccombenza.
  • Se il ricorso originario individua i soggetti solo come 'unici eredi' senza spendere una specifica qualità ulteriore idonea a limitare la responsabilità, non è configurabile errore materiale nel dispositivo che li consideri come destinatari della condanna in proprio quale effetto del subentro ereditario.
  • La richiesta di 'specificazione' della qualità in cui opera la condanna può al più incidere sulla ripartizione interna dell'obbligazione tra coeredi, ma non trasforma la statuizione in un errore materiale emendabile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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