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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24577/2026 del 09/08/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condomino)

La controversia

Il condomino aveva agito per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione sine titulo, da parte della società, di un vano condominiale adibito a cabina elettrica. Il locale era stato in precedenza concesso in uso alla società in base a una convenzione poi risolta; la società aveva riconsegnato il bene solo in corso di causa, il 19 ottobre 2020, e la pretesa risarcitoria era stata quindi limitata al periodo dal 24 maggio 2011 fino a tale data. Il ricorrente ha impugnato la decisione d'appello che aveva dichiarato inammissibile la domanda per effetto del giudicato formatosi su una precedente sentenza del Tribunale di Ancona del 2011, sostenendo che quel giudicato non coprisse i danni maturati per l'occupazione successiva alla decisione precedente, poiché in quel giudizio il rigetto era dipeso dalla sola carenza di prova sul quantum del danno e non dall'insussistenza del diritto al risarcimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo erronea la declaratoria di inammissibilità pronunciata dalla Corte d'appello. Ha affermato che la precedente sentenza del Tribunale aveva respinto la domanda risarcitoria per difetto di prova del danno e non per esclusione in radice della pretesa; inoltre, trattandosi di occupazione sine titulo configurabile come illecito permanente, il giudicato copre solo i pregiudizi relativi al periodo già dedotto in quel giudizio e non si estende ai danni derivanti dal protrarsi dell'occupazione in epoca successiva. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Ancona in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato sostanziale non può essere esteso oltre l'oggetto del giudizio precedente e non preclude la domanda risarcitoria relativa a danni maturati in periodi successivi.

  • art. 2043 c.c.

    La domanda era fondata sulla responsabilità aquiliana per occupazione sine titulo e sul diritto al risarcimento del danno conseguente.

  • art. 324 c.p.c.

    La Corte lo richiama in relazione al limite oggettivo del giudicato e alla preclusione derivante dalla sentenza passata in giudicato.

  • art. 111 Cost.

    Norma evocata nel motivo di ricorso insieme alle disposizioni sul giudicato e sulla responsabilità aquiliana.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    È richiamato per il deposito dell'ordinanza in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Il giudicato formatosi su una domanda risarcitoria respinta per difetto di prova del quantum non preclude una nuova domanda relativa a ulteriori danni maturati successivamente, se il nuovo periodo di danno non era stato oggetto del precedente giudizio.
  • In caso di illecito permanente, ciascuna frazione temporale dell'occupazione illegittima conserva autonoma rilevanza causale e risarcitoria; il diritto al ristoro sorge progressivamente nel tempo.
  • L'efficacia preclusiva del giudicato può investire l'accertamento della titolarità del rapporto o della qualificazione giuridica della vicenda, ma non si estende automaticamente ai pregiudizi economici prodotti da una condotta illecita protrattasi dopo la decisione precedente.
  • Quando una precedente sentenza abbia rigettato la domanda solo per carenza di allegazione o prova del danno, il successivo giudizio non è inammissibile se riguarda danni diversi, temporalmente successivi e non coperti dal primo accertamento.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custodeImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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