Cassazione Penale, Ordinanza n. 39608/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (tribunale)
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva respinto o non accolto la richiesta di concessione di una misura alternativa alla detenzione. Dal testo emerge che la doglianza ruotava attorno alla mancata considerazione della sua temporanea ospitalità presso una struttura di accoglienza fino al 25 febbraio 2025 e, implicitamente, alla mancata adozione di un rinvio della decisione per consentire l'istruttoria o la verifica dei presupposti del beneficio. La Corte ha però ritenuto che la misura alternativa presupponga la reperibilità del soggetto e una stabile residenza/radicamento territoriale, condizioni non ravvisabili nel caso concreto.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la situazione personale del ricorrente, segnata da irreperibilità e assenza di stabile radicamento territoriale, fosse incompatibile con la concessione della misura alternativa richiesta. Ha inoltre escluso l'esistenza di un obbligo normativo per il Tribunale di differire la decisione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Non citato espressamente nel testo; il provvedimento riguarda comunque il procedimento di sorveglianza e la decisione sulla richiesta di misura alternativa.
Non citato espressamente nel testo; la decisione attiene alla concedibilità di una misura alternativa, subordinata a condizioni di reperibilità e utilità dell'istruttoria.
Massime di principio
- La concessione di una misura alternativa alla detenzione presuppone che il soggetto sia concretamente reperibile, poiché l'istituto è finalizzato alla risocializzazione e richiede la possibilità di un effettivo controllo e di un proficuo svolgimento dell'istruttoria.
- Lo stato di irreperibilità o la mancanza di una stabile residenza e di un radicamento territoriale sono elementi incompatibili con la struttura e la funzione delle misure alternative.
- In assenza di una previsione normativa espressa, il tribunale di sorveglianza non è tenuto a rinviare la decisione sulla richiesta di beneficio per consentire al richiedente di consolidare la propria posizione personale o logistica.
- La temporanea ospitalità presso una struttura di accoglienza non equivale, di per sé, a stabile domiciliazione o a sufficiente radicamento sul territorio ai fini della concessione di un beneficio penitenziario.
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