Cassazione Penale, Sentenza n. 18369/2026 del 21/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore aveva impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (somme di denaro ritenute profitto di reati corruttivi e di truffa aggravata ascritti a Tricoli), censurando l'assenza di motivazione sul periculum in mora. Il PM sosteneva che, trattandosi di sequestro obbligatorio previsto dall'art. 321, comma 2-bis, cod. proc. pen., per i delitti contro la P.A. sarebbe sufficiente la sola confiscabilità del bene senza ulteriore specificazione sul rischio di dispersione, richiamando un precedente orientamento (Sez. 6, n.12513/2022).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che anche il sequestro obbligatorio ex art. 321, comma 2-bis, richiede una motivazione che riguardi non solo il fumus commissi delicti ma anche il periculum in mora. La pronuncia richiama la necessità di rispettare i principi costituzionali e convenzionali (presunzione di non colpevolezza, tutela del diritto di proprietaà) e i canoni di proporzionalità e adeguatezza; limita l'ambito della sentenza Ellade (che vale per beni intrinsecamente illeciti) e afferma che l'obbligatorietà della misura non esime il giudice dalla verifica e motivazione dei presupposti della misura. Di conseguenza l'annullamento disposto dal Tribunale del riesame per mancata motivazione sul periculum in mora è stato confermato nelle sue ragioni implicite e il ricorso del PM rigettato.
Norme richiamate
La Corte interpreta che entrambe le previsioni richiedono motivazione sul fumus e sul periculum in mora; l'uso dell'indicativo al comma 2-bis (misura obbligatoria) non elimina l'onere di verifica e motivazione dei presupposti della misura.
La norma riguarda la confisca per equivalente dei proventi di reato; il sequestro preventivo impugnato era finalizzato a tale confisca e pertanto richiedeva verifica della confiscabilità unitamente alla motivazione sul periculum.
Sentenza Sezioni Unite (Ellade)
Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021
La pronuncia Ellade consente una deroga motivazionale limitata ai beni la cui mera detenzione costituisce reato (beni intrinsecamente illeciti), ma non può essere estesa ai sequestri finalizzati alla confisca di proventi di reato in generale.
Giurisprudenza (orientamento contrastante)
Sez. 6, n. 12513/2022 (richiamata dal PM)
Orientamento secondo cui, per i reati contro la P.A., la confiscabilità del bene sarebbe sufficiente per disporre il sequestro obbligatorio; la Corte nel caso ha ritenuto tale orientamento non maggioritario e non convincente.
Costituzione e Convenzioni internazionali
art. 27 Cost., art. 42 Cost., art. 1 Protocollo addizionale CEDU
Richiamati per sottolineare la tutela della presunzione di innocenza e del diritto di proprietà: tali garanzie impongono che le misure ablative siano motivate, proporzionate e adeguate.
Regole e direttive europee
Regolamento (UE) 2018/1805; Direttiva 2014/42/UE
Usate per evidenziare l'obbligo di rispettare i principi di necessità e proporzionalità nell'adozione di provvedimenti di congelamento/confisca e nel reciproco riconoscimento di tali provvedimenti nell'UE.
Massime di principio
- Anche quando il sequestro è previsto come obbligatorio (art. 321, comma 2-bis), il giudice deve motivare non solo il fumus commissi delicti ma anche il periculum in mora; l'obbligatorietà della misura non esonera dalla verifica dei presupposti.
- L'eccezione alla motivazione sul periculum prevista dalla giurisprudenza per i beni intrinsecamente illeciti (Ellade) è limitata a quei casi e non può essere estesa ai sequestri di proventi o somme di denaro.
- Le misure ablative reali incidono su diritti costituzionali (proprietà, iniziativa economica) e devono rispettare i principi di proporzionalità, adeguatezza e necessità, anche alla luce di obblighi europei e convenzionali.
- Nel caso di beni facilmente dissipabili (es. denaro), l'onere motivazionale in ordine al periculum può richiedere una più attenta argomentazione sulle concrete prospettive di depauperamento o dispersione.
- La giurisprudenza prevalente richiede che il giudice effettui una verifica concreta e motivata dei presupposti (fumus e periculum) per la legittimità di qualsiasi sequestro finalizzato alla confisca.
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