Cassazione Civile, Ordinanza n. 16149/2023 del 07/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un provvedimento sanzionatorio doganale relativo a importazioni effettuate nel periodo luglio-dicembre 2010. L'Ufficio contestava che, nella dichiarazione doganale resa dalla società importatrice per conto di altra società del gruppo commerciale, non fosse stato incluso nel valore in dogana il costo delle royalties corrisposte in forza di contratti di licenza relativi a vari marchi. La CTP aveva accolto il ricorso della società; la CTR aveva poi confermato il primo grado, ritenendo che non ricorressero le condizioni per sommare le royalties al valore delle merci, perché il rapporto di controllo tra licenziante e licenziataria era limitato alla qualità del prodotto e non si estendeva alla scelta del produttore o alla gestione della produzione. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente e violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, assumendo che la CTR avesse omesso di esaminare tutte le clausole rilevanti dei contratti di licenza; 2) violazione della disciplina unionale sul valore in dogana e dei criteri ermeneutici contrattuali, sostenendo che le clausole contrattuali dimostravano un controllo di fatto del licenziante sulla produzione, tale da rendere le royalties una condizione della vendita e quindi da includerle nel valore doganale.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo, escludendo la nullità della sentenza per motivazione apparente e la violazione dell'art. 112 c.p.c., perché la decisione della CTR conteneva una motivazione intellegibile, in fatto e in diritto, sufficiente a rendere percepibile la ratio decidendi. Ha invece accolto il secondo motivo, ritenendo che la CTR non avesse correttamente applicato i principi in tema di inclusione delle royalties nel valore in dogana: non basta verificare un controllo meramente qualitativo, occorre accertare se, per effetto delle clausole contrattuali e dei rapporti tra le parti, il licenziante eserciti un potere di orientamento o di controllo, anche indiretto, sulla produzione tale da rendere il pagamento delle royalties condizione della vendita. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia per nuovo esame alla luce dei criteri indicati.
Norme richiamate
art. 366, primo comma, n. 3, c.p.c.
Il ricorso per cassazione deve contenere una chiara ed esauriente esposizione dei fatti di causa, sufficiente a consentire la completa cognizione della controversia senza ricorrere ad altre fonti del processo.
art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.
La motivazione è nulla solo se mancante o meramente apparente, non quando sia semplicemente sintetica o non condivisa dalla parte.
art. 36, d.lgs. n. 546 del 1992
La sentenza tributaria deve contenere una motivazione idonea a rendere percepibile il ragionamento decisorio.
Il giudice non può pronunciare oltre o al di fuori dei limiti del chiesto, ma nel caso concreto la CTR non ha violato tale principio.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Il vizio comprende sia la violazione di legge in senso proprio sia la falsa applicazione, cioè l'erronea sussunzione del fatto nella fattispecie astratta; non consente invece di rimettere in discussione l'accertamento del fatto compiuto dal giudice di merito.
art. 29 Regolamento (CEE) n. 2913/92
Il valore in dogana è, di regola, il valore di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate.
art. 32 Regolamento (CEE) n. 2913/92
Al prezzo di transazione devono essere aggiunti, se ne ricorrono i presupposti, i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, pagati come condizione della vendita.
art. 157 Regolamento (CEE) n. 2454/93
Definisce i corrispettivi e diritti di licenza e richiede, per la loro inclusione, che il pagamento si riferisca alle merci oggetto di valutazione e costituisca condizione di vendita.
art. 159 Regolamento (CEE) n. 2454/93
Il corrispettivo per l'uso di marchi va aggiunto al valore in dogana solo se ricorrono le condizioni previste dalla norma, incluse la commercializzazione con quel marchio e l'assenza di libertà di acquisto da fornitori non legati al venditore.
art. 160 Regolamento (CEE) n. 2454/93
Il pagamento delle royalties costituisce condizione della vendita quando il venditore o una persona a lui legata chiede all'acquirente di effettuarlo.
art. 143, par. 1, lett. e), Regolamento (CEE) n. 2454/93
Rileva ai fini della nozione di controllo tra soggetti nel contesto doganale.
art. 70 Regolamento (UE) n. 952/2013
Nel nuovo codice doganale il valore di transazione resta il prezzo effettivamente pagato o da pagare, comprensivo dei pagamenti effettuati come condizione della vendita.
art. 71 Regolamento (UE) n. 952/2013
Tra gli elementi da includere nel valore di transazione figurano i corrispettivi e diritti di licenza pagati come condizione della vendita.
art. 136 Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447
Individua ipotesi tipiche in cui i corrispettivi e i diritti di licenza si considerano pagati come condizione della vendita.
art. 127 Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447
La nozione di controllo tra parti è ampia e ricomprende la capacità, di diritto o di fatto, di imporre orientamenti all'altra parte.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione la censura di motivazione apparente è fondata solo quando la sentenza, pur graficamente esistente, non consenta di comprendere la ratio decidendi; non è sufficiente contestare la completezza o la persuasività dell'argomentazione.
- La falsa applicazione di legge ricorre quando il fatto, così come accertato dal giudice di merito, viene sussunto sotto una norma non pertinente o viene escluso dal suo ambito applicativo per un errore di qualificazione giuridica; resta invece preclusa ogni diversa ricostruzione del fatto.
- In materia doganale, le royalties vanno incluse nel valore in dogana quando, oltre a riferirsi alle merci importate e a non essere già comprese nel prezzo, costituiscono una condizione della vendita; tale requisito può risultare anche implicitamente dalle clausole contrattuali e dai rapporti tra i soggetti coinvolti.
- La nozione di 'condizione della vendita' non richiede necessariamente una clausola espressa: può desumersi dal complesso degli accordi e dal potere del licenziante di orientare, di fatto o di diritto, la filiera produttiva o l'accesso alle merci.
- Ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore doganale non è decisivo il solo controllo sulla qualità del prodotto; occorre verificare se il licenziante abbia un controllo più ampio, idoneo a incidere sull'attività produttiva o sulla scelta del produttore, così da condizionare la vendita delle merci.
- La nozione di controllo nel diritto doganale va intesa in senso ampio e casistico, comprendendo poteri di orientamento anche di fatto, e può emergere da una pluralità di indici valutati congiuntamente.
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