Cassazione Penale, Sentenza n. 37057/2022 del 30/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Granara impugnava l'ordinanza del Tribunale di Cagliari che, ritenuta diversa la qualificazione giuridica del fatto (appropriazione di somme dal libretto della sorella nell'esercizio della funzione di amministratore di sostegno), aveva disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero perché la fattispecie doveva essere giudicata dal tribunale in composizione collegiale con udienza preliminare. La ricorrente denunciava abnormità per mancata preventiva contestazione della nuova fattispecie, mancata indicazione del reato riqualificato e mancata acquisizione del parere delle difese, lamentando una illegittima regressione del procedimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la trasmissione degli atti: il giudice può, ai sensi del principio iura novit curia e dell'art. 521 c.p.p., dare diversa qualificazione giuridica al fatto; se tale riqualificazione comporta che il reato sia di competenza del tribunale collegiale e richiede udienza preliminare, il giudice monocratico deve disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero (art. 521-bis e art. 33, comma 2 c.p.p.). La Corte ha inoltre rilevato che l'assenza nel ricorso dei verbali utili rende il mezzo non autosufficiente. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma richiamata come aggravante in relazione alla qualificazione originaria del fatto (appropriazione indebita aggravata).
art. 33-quinquies cod. proc. pen.
Norma richiamata fra quelle che regolano la trasmissione degli atti quando il giudice monocratico ritiene che la competenza appartenga al collegio.
art. 33-septies cod. proc. pen.
Norma richiamata nell'iter procedurale di trasmissione e competenza.
il reato non ecceda la sua competenza né risulti attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica
Principio secondo cui il giudice può cambiare la qualificazione giuridica del fatto (iura novit curia) purché il reato non ecceda la sua competenza o non spetti al collegio.
art. 521-bis, comma 1, cod. proc. pen.
se, in seguito ad una diversa definizione giuridica [...], il reato risulta tra quelli attribuiti alla cognizione del tribunale per cui è prevista l'udienza preliminare e questa non si è tenuta, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero
Obbligo per il giudice di disporre la trasmissione degli atti al PM quando la riqualificazione giuridica richiede l'udienza preliminare non tenuta.
art. 33, comma 2, cod. proc. pen.
[f]uori dei casi previsti dal comma 1 ... se il giudice monocratico ritiene che il reato appartiene alla cognizione del collegio, dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero
Prevede la trasmissione degli atti da parte del giudice monocratico quando reputa la competenza del collegio.
art. 516, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamato per distinguere i casi in cui la modifica della imputazione per diversità di fatto richiede la nuova contestazione da parte del PM; qui la modifica era invece una riqualificazione giuridica.
art. 165-bis, comma 2, disposizioni attuative/coord./trans. cod. proc. pen.
Richiamato in tema di onere di autosufficienza del ricorso per cassazione e dell'obbligo di indicare gli atti da allegare delegati alla cancelleria.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che ha consentito la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
art. 24 Cost., art. 7 Cost., art. 6 CEDU
Richiamate dalla ricorrente per profili di garanzia e diritto di difesa; la Corte ha ritenuto tali censure non fondate alla luce della normativa procedurale applicata.
Massime di principio
- Il giudice può riformulare la qualificazione giuridica dei fatti (iura novit curia) senza che il PM debba preventiva modificare l'imputazione, purché la nuova qualificazione non porti il reato fuori dalla sua competenza.
- Se la riqualificazione comporta che il reato sia di competenza del tribunale collegiale e richiede l'udienza preliminare non celebrata, il giudice monocratico è tenuto a trasmettere gli atti al pubblico ministero ai sensi di art. 521-bis e art. 33 c.p.p., con conseguente regressione procedimentale volta a tutela dei diritti di difesa.
- La trasmissione degli atti non costituisce abnormità né illegittima regressione del procedimento, ma misura volta a garantire all'imputato le prerogative dell'udienza preliminare (integrazione probatoria, scelta del rito, ecc.).
- La mancanza di una specifica indicazione del reato riqualificato nell'ordinanza può essere compensata dalla richiesta del pubblico ministero richiamata nel provvedimento; tuttavia, in sede di impugnazione il ricorrente deve allegare gli atti processuali necessari (principio di autosufficienza) per dimostrare eventuali vizi.
- Non è obbligatorio che il giudice acquisisca preventivamente il parere delle difese prima di disporre la trasmissione degli atti: la tutela delle difese si realizza con la regressione e la successiva celebrazione dell'udienza preliminare dopo la trasmissione.
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