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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34588/2023 del 08/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, in cassazione, dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma che aveva respinto il reclamo avverso il decreto ministeriale di proroga del regime detentivo differenziato ex art. 41-bis. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 41-bis, comma 2-sexies) e motivazione apparente: sosteneva che il Tribunale non aveva adeguatamente considerato elementi favorevoli quali l'assoluzione del fratello Giuseppe dall'omicidio Bagalà e l'annullamento da parte della Corte di cassazione della sua propria condanna per lo stesso omicidio, nonché che le indagini e le ordinanze citate a supporto della proroga non lo riguarderebbero direttamente. Contestava inoltre il valore probatorio di una missiva censurata, di colloqui criptici e di rapporti disciplinari usati dal Tribunale per giustificare la proroga.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse adeguatamente motivato la proroga del regime 41-bis, indicando elementi idonei a fondare la probabilità che il detenuto mantenga collegamenti con l'organizzazione (ruolo apicale nella cosca con il fratello, gestione del narcotraffico internazionale tramite il porto di Gioia Tauro, continuità dell'operatività del sodalizio attestata da indagini e ordinanze cautelari nei confronti di soggetti collegati, assenza di segni di dissociazione, colloqui con contenuto criptico, rapporti disciplinari). La Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità (motivi di cassazione ammessi per violazione di legge e per vizio di motivazione) e ha ritenuto che non sussistesse una motivazione meramente apparente. Conseguentemente ha confermato la proroga del regime e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ordinamento penitenziario (comma 2-bis)

    i provvedimenti applicativi del regime di detenzione differenziato sono "prorogabili nelle stesse forme per successivi periodi, ciascuno pari a due anni" purché non risulti che la capacità del detenuto ... di mantenere contatti con associazioni criminali ... sia venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita, della perdurante operatività del sodalizio, della sopravvenienza di nuove incriminazioni, degli esiti del trattamento penitenziario e del tenore di vita dei familiari

    La norma autorizza proroghe biennali del 41-bis se persistono ragioni che non escludono la capacità del detenuto di mantenere collegamenti; il mero decorso del tempo non è sufficiente a escludere tale capacità

  • art. 41-bis ordinamento penitenziario (comma 2-sexies)

    Limita i motivi di ricorso in Cassazione alle questioni di violazione di legge e alla mancanza di motivazione; il sindacato di legittimità verifica l'inosservanza normativa e la presenza di motivazione minima, coerente e non apparente

  • Legge 23 dicembre 2002, n. 279

    Ha sostituito il comma 2-bis citato, disciplinando la prorogabilità dei provvedimenti applicativi del regime 41-bis

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La proroga del regime 41-bis può essere confermata se il giudice ritiene sussistente una concreta probabilità che il detenuto possa mantenere collegamenti con l'associazione: rilevano ruolo e posizione nel sodalizio, operatività della struttura criminale, nuove indagini/incriminazioni, comportamento carcerario e contatti familiari
  • Il mero decorso del tempo o separati atti di assoluzione/annullamento non sono automaticamente sufficienti a escludere la capacità di mantenere collegamenti; tali elementi devono essere valutati nel complesso e contrastati con prove concrete di dissociazione o di inattività del sodalizio
  • In Cassazione il sindacato è limitato a violazioni di legge e a vizi della motivazione: non è possibile un nuovo esame libero e sostanziale dei fatti se la motivazione del giudice di merito è coerente e contiene i passaggi logici necessari
  • Comportamenti come colloqui 'criptici', missive censurate, rapporti disciplinari e provvedimenti cautelari aventi ad oggetto soggetti della stessa rete possono costituire elementi idonei a giustificare la proroga se collegati in modo logico alla persistenza dei rischi associativi
  • Per impugnare con successo una proroga 41-bis, la difesa dovrebbe produrre prove concrete di dissociazione (atteggiamenti di collaborazione, ravvedimento concreto, impegni e risultanze trattamentali positive) o dimostrare lacune logiche o giuridiche nella motivazione che rendano la decisione incomprensibile o manifestamente apparente

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