Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8964/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo che aveva riformato il provvedimento del GIP (che aveva disposto gli arresti domiciliari) ritenendo sussistenti gravi indizi per esercizio arbitrario delle proprie ragioni aggravato dal metodo mafioso, ma non per l'aggravante dell'aver agito al fine di agevolare l'associazione mafiosa. Il Procuratore ha censurato la motivazione del riesame, sostenendo che il Collegio avesse erroneamente ritenuto che il coindagato Gaiazzo agisse come titolare o socio di un credito e non per finalità estorsive più ampie (reclamando 5.000 euro, di cui 3.000 non riconducibili a rapporti commerciali), e omesso di valutare elementi che avrebbero dimostrato l'agevolazione della "cosa nostra" (minacce riferite al controllo territoriale e contesa tra "famiglie").

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la decisione: i giudici di merito avevano dato conto, sulla base delle intercettazioni, che il Gaiazzo si era presentato come "il socio" e aveva rivendicato il recupero di 3.000 euro a titolo di somme spese personalmente, oltre ai 2.000 per pesce; dunque esistevano gravi indizi di un'azione finalizzata al recupero di un credito (esercizio arbitrario delle proprie ragioni) con impiego di metodo mafioso, ma non risultavano elementi sufficienti a configurare l'aggravante dell'agevolazione dell'associazione mafiosa. La Corte ha inoltre ricordato che non è consentito in Cassazione rinnovare la valutazione probabilistica delle prove quando la motivazione di merito sia coerente. Di conseguenza resta ferma l'ordinanza del riesame (annullamento della misura cautelare e rimessione in libertà di Nicolò Macaddino).

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame delle misure cautelari: il Tribunale del riesame decide sulla richiesta di riesame presentata dall'indagato e può modificare la qualificazione dei fatti o l'eventuale misura cautelare; il provvedimento è soggetto a impugnazione, ma la Cassazione non può riapprrezzare i fatti se la motivazione di merito è congrua.

  • artt. 393 e 416-bis.1 cod. pen.

    Articoli richiamati dal Tribunale nel processo di riqualificazione: la decisione del riesame ha valutato che le condotte rientravano nell'esercizio arbitrario delle proprie ragioni (riqualificazione e relative aggravanti), tenendo conto anche dell'impiego del metodo mafioso (416-bis.1) ma escludendo l'elemento soggettivo dell'agevolazione dell'associazione mafiosa.

  • art. 110, art. 629, primo e secondo comma, in relazione all'art. 628, terzo comma, n. 3, e art. 416-bis.1 cod. pen.

    Riferimenti alla imputazione originaria (concorso e reati ipotizzati di estorsione aggravata per il metodo mafioso). Il riesame ha differenziato la fattispecie ritenendo prevalente la natura di esercizio arbitrario del credito, pur compiuto con metodi minacciosi e mafiosi, senza la prova dell'intento di agevolare l'associazione mafiosa.

  • art. 23, commi 8 e 9, D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito)

    Norme emergenziali che consentono lo svolgimento di udienze e trattazioni anche con modalità a distanza; richiamate per spiegare le forme seguite nell'udienza di trattazione del ricorso.

  • art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 e art. 5-duodecies D.L. 31 ottobre 2022, n. 162 (convertito)

    Ulteriori disposizioni che hanno prorogato o disciplinato le modalità di trattazione delle udienze in forma non tradizionale; citate a supporto della regolarità della trattazione del procedimento in camera di consiglio secondo le attuali normative.

Massime di principio

  • La distinzione tra estorsione aggravata e esercizio arbitrario delle proprie ragioni si fonda sulla legittimità del credito preteso: se la somma è riconducibile a un credito effettivo e l'azione è finalizzata al suo recupero, può emergere la fattispecie di esercizio arbitrario (anche se compiuta con minacce); se invece la pretesa è priva di titolo e accompagnata da intimidazioni per imporre pagamenti ingiustificati, può configurarsi estorsione.
  • Per l'aggravante mafiosa occorre non solo l'uso del "metodo mafioso" (minacce, richiamo al controllo territoriale), ma anche l'elemento soggettivo dell'agevolazione dell'associazione: la mera provenienza o la minaccia riferibile a soggetti mafiosi non è automaticamente sufficiente senza indizi che colleghino la condotta all'interesse o all'operatività dell'associazione.
  • Nei procedimenti cautelari il sindacato di legittimità non consente alla Cassazione di rinnovare la valutazione probatoria o di preferire una diversa interpretazione degli elementi di fatto quando la motivazione del giudice di merito sia coerente e logica; le censure devono riguardare vizi di motivazione, contraddittorietà o errori giuridici manifesti.
  • Le intercettazioni e le conversazioni acquisite possono essere decisive per valutare il ruolo effettivo dei partecipanti (per esempio l'autodefinizione come "socio" o l'ammissione di aver anticipato somme), ma il loro significato concreto è rimesso alla valutazione del giudice di merito e non al riesame in sede di legittimità.
  • Quando si contestano aggravanti complesse (es. agevolazione di associazione mafiosa), il giudice deve esplicitare le ragioni che lo inducono a escluderle o ad ammetterle, indicando gli elementi probatori che sorreggono la decisione; una motivazione adeguata impedisce la rinnovazione del giudizio in Cassazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.