Cassazione Penale, Sentenza n. 8736/2023 del 01/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti erano stati condannati dal Tribunale di Rimini per aver utilizzato e consentito l'utilizzazione di opere edilizie prima del rilascio del collaudo statico, con riferimento agli artt. 81 c.p. e agli artt. 53, 67, 75 del d.P.R. n. 380/2001. In cassazione la difesa ha proposto tre motivi: (1) vizio di motivazione e mancata prova dell'esistenza del reato (sostituzione di un pergolato in legno con un tetto in legno lamellare non avrebbe richiesto il collaudo e non sarebbe stato dimostrato l'uso), e contestazione della responsabilità di Daniele per assenza ai sopralluoghi; (2) illegittimità dell'ordine di demolizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 perché l'abuso sarebbe già prescritto; (3) violazione di norme processuali e vizio di motivazione per applicazione di una sanzione diversa dall'ammenda nel minimo edittale. In memoria la difesa ha insistito sull'eccezione di prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto non manifestamente infondato il ricorso, rilevando che il Tribunale aveva motivato sinteticamente e non aveva descritto adeguatamente le opere né verificato la congruità della richiesta del collaudo statico ai sensi dell'art. 67 d.P.R. 380/2001: ciò giustificava l'annullamento per carenza motivazionale. Tuttavia la Corte ha comunque constatato la sopravvenuta prescrizione del residuo reato e, richiamando la giurisprudenza, ha dichiarato il reato estinto per prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata; ha altresì revocato l'ordine di demolizione in conseguenza della prescrizione del reato edilizio.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Citato quale norma rilevante nella comminazione della pena; dal testo non emerge un'interpretazione puntuale distinta
d.P.R. n. 380/2001, art. 53
Richiamato tra le norme del testo unico sull'edilizia; il giudizio non specifica un'interpretazione diretta di questa norma
d.P.R. n. 380/2001, art. 67
Rilevante per stabilire quando è necessario il collaudo statico; la Corte censura il Tribunale per non aver verificato la congruità della richiesta di collaudo ex art. 67
d.P.R. n. 380/2001, art. 75
Usata come fondamento della condanna per l'utilizzo o il consenso all'utilizzo delle opere prima del rilascio del collaudo statico
d.P.R. n. 380/2001, art. 31
Prevede l'ordine di demolizione per opere abusive; la Corte revoca l'ordine in conseguenza dell'accertata prescrizione del reato edilizio
Sentenza Sez. U., n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Giurisprudenza richiamata per affermare che la sopravvenuta prescrizione impone la dichiarazione di estinzione del reato
Sentenza Sez. 3, n. 38104 del 09/06/2022 (Pappalardo)
Giurisprudenza richiamata per sostenere la revoca dell'ordine di demolizione quando il reato edilizio è dichiarato prescritto
Massime di principio
- La Corte di Cassazione può annullare una sentenza per carenza motivazionale quando il giudice di merito non descrive adeguatamente le opere o non verifica la necessità tecnica del collaudo statico ex art. 67 d.P.R. 380/2001.
- Se sopravviene la prescrizione del reato, la Corte è tenuta a dichiarare l'estinzione del reato e può annullare senza rinvio la condanna; la prescrizione può comportare anche la revoca dell'ordine di demolizione connesso al reato edilizio.
- In casi di abuso edilizio la valutazione se fosse necessario il collaudo statico deve essere supportata da adeguata motivazione e prova tecnica; l'assenza di tale verifica rende la decisione vulnerabile in cassazione.
- La responsabilità di un coimputato (es. per aver consentito l'uso) richiede prove specifiche che colleghino la sua condotta all'utilizzo dell'opera; la mera assenza ai sopralluoghi può essere rilevante per la difesa.
- L'applicazione di sanzioni diverse dal minimo edittale richiede motivazione: una motivazione carente su questo punto può costituire motivo di impugnazione.
- La giurisprudenza consolidata impone che, quando la prescrizione è accertata, ogni conseguenza penale (comprese misure come la demolizione) venga rimossa o revocata salvo diversi effetti civili o amministrativi espressamente previsti.
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