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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7608/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il decreto di convalida del sequestro probatorio su un capannone e su ingenti quantitativi di canapa semilavorata e piante in essiccazione, contestando: nullità per mancata convocazione/assistenza difensiva, difetti motivazionali del decreto di convalida, illegittimità del sequestro per valori di THC inferiori alle soglie della legge 242/2016, carenza delle esigenze probatorie, utilizzabilità di documenti e dichiarazioni raccolti senza avviso di qualità di indagato, e violazione delle disposizioni della legge n.242/2016 riguardo alla lecita coltivazione della canapa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto infondati i vizi dedotti: la mancata notifica al secondo difensore era conseguenza della mancata tempestiva comunicazione da parte dell'indagato; la ricostruzione del Tribunale del riesame circa il momento in cui Cossu ha assunto la qualità di indagato è coerente e non sindacabile in questa sede; la polizia giudiziaria aveva adempiuto agli obblighi informativi e le attività di campionamento non invalidano il titolo cautelare; il decreto di convalida conteneva le indicazioni necessarie e il giudice del riesame ha legittimamente integrato la motivazione; le soglie di THC previste dalla legge 242/2016 non escludono automaticamente la rilevanza penale quando si tratti di infiorescenze o prodotti non ricompresi tra quelli ammessi dalla legge; i documenti esibiti spontaneamente risultano utilizzabili. In sintesi, il sequestro è stato confermato come legittimo e motivato.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    La detenzione/coltivazione/cessione di derivati della cannabis non autorizzati integra la fattispecie di reato; il giudice ritiene applicabile anche quando il prodotto presenta THC entro certe soglie se la qualità del prodotto (es. infiorescenze) non rientra tra i prodotti consentiti dalla legge 242/2016

  • Legge 11 dicembre 2016 n. 242

    art. 2; art. 4, commi 5 e 7

    Disciplina la coltivazione agroindustriale della canapa per prodotti tassativamente indicati (fibre, semi, ecc.). Le infiorescenze, foglie, oli e resine non sono ricomprese tra i prodotti consentiti; stabilisce soglie THC rilevanti per contributi e per possibilità di commercializzazione (0,2% per contributi UE; limite nazionale di 0,6% indicato nella giurisprudenza) e prevede il sequestro o distruzione se THC >0,6%.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola il riesame del sequestro probatorio: il Tribunale del riesame può confermare il sequestro e integrare la motivazione indicandone le esigenze probatorie; il ricorso principale contro l'ordinanza di riesame è fondato su questa norma

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Prevede la nullità del provvedimento quando non siano stati dati gli avvisi all'indagato; la Corte ha ritenuto che l'obbligo di avviso nasce solo dal momento in cui la qualità di indagato può essere attribuita, nel caso successivo all'arrivo sul posto di Cossu

  • art. 356 e art. 365 cod. proc. pen.

    Distingue gli obblighi della polizia giudiziaria (art.356) e quelli relativi alle perquisizioni/sequestri del PM (art.365); la PG ha obbligo di informare della facoltà del difensore, non di nominare d'ufficio se assente

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di avvisare la persona sottoposta a indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia

  • Sezioni Unite n. 30475 del 30/05/2019 (Cass.), PMI/Castignani

    Chiarisce che la legge 242/2016 delimita le coltivazioni lecite ai prodotti indicati; le infiorescenze e derivati non rientrano e la rilevanza penale della commercializzazione di tali derivati non è esclusa dalle percentuali di THC inferiori alle soglie previste per altri scopi

  • art. 4 legge n. 242/2016

    Prevede, entro la disciplina sulla canapa, il sequestro o la distruzione delle coltivazioni qualora il contenuto di THC superi la soglia dello 0,6%

  • art. 324 comma 6 cod. proc. pen.

    Disposizioni sul deposito del provvedimento e sul diritto di difesa: la consegna del verbale e la notifica del provvedimento garantiscono la conoscibilità delle ragioni del sequestro; il giudice del riesame può integrare la motivazione

Massime di principio

  • Se al momento dell'intervento investigativo la persona non ha ancora assunto formalmente la qualità di indagato, gli obblighi di avviso e di assistenza difensiva sono limitati: la polizia giudiziaria deve informare della facoltà di difesa ma non è tenuta a nominare un difensore d'ufficio.
  • La mancata comunicazione a un difensore nominato tardivamente può essere imputata all'indagato stesso se non ha tempestivamente formalizzato la nomina e avvisato l'autorità: la nullità intermedia non è opposta se la parte ha concorso alla propria causa.
  • Il PM, con il decreto di convalida del sequestro probatorio, deve indicare i presupposti e la fattispecie contestata; il giudice del riesame può legittimamente integrare la motivazione, specificando le esigenze probatorie che giustificano il vincolo.
  • Le operazioni di campionatura/analisi svolte dalla polizia giudiziaria non incidono automaticamente sulla validità del sequestro, salvo dimostrare vizi tali da rendere il campione inutilizzabile o il prelievo privo di regole fondamentali.
  • La legge 242/2016 tutela la coltivazione agricola di canapa per prodotti specifici; tuttavia la presenza di infiorescenze, oli, resine o altre lavorazioni finalizzate alla conservazione/cessione di infiorescenze può integrare reato ai sensi del DPR 309/1990 anche se le concentrazioni di THC risultano inferiori alle soglie previste per altri effetti amministrativi.
  • Documenti e dichiarazioni esibiti spontaneamente sul posto possono essere utilizzati come elementi a fondamento del sequestro; la loro utilizzabilità non è esclusa dalla mancata preventiva informazione sulla qualità di indagato se la materialità e la circostanza sono comunque accertate.
  • In sede di riesame il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare la ricostruzione fattuale delle operazioni di polizia giudiziaria; le questioni di fatto difficilmente sono sindacabili in Cassazione se non in presenza di manifesta contraddittorietà o errori logici evidenti.
  • Per evitare rischi processuali, il soggetto che esercita attività con canapa dovrebbe mantenere documentazione contrattuale e traccia chiara delle filiere e delle finalità produttive, evitare lavorazioni che possano essere interpretate come estrazione/commerce di infiorescenze, e comunicare tempestivamente alle autorità ogni nomina di difensore.

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