Cassazione Civile, Ordinanza n. 05655/2023 del 23/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
Un contribuente, titolare di una ditta individuale, ha impugnato in cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva confermato il rigetto del suo appello contro avvisi di accertamento Tarsu relativi agli anni 2009 e 2010, emessi da un comune per omessa dichiarazione della tassa riguardante un'area demaniale destinata ad ormeggio nel porto di Talamone. Con il primo motivo ha denunciato violazione della normativa portuale e dei rifiuti sostenendo che, in mancanza di istituzione dell'Autorità portuale, la competenza a gestire il servizio rifiuti nell'area portuale spettasse all'Autorità marittima e non al comune, con conseguente difetto di legittimazione impositiva dell'ente locale. Con il secondo motivo ha dedotto violazione della disciplina Tarsu, lamentando che non esistesse una categoria tariffaria per gli spazi acquei o di ormeggio e che il comune avesse illegittimamente applicato la tariffa prevista per categorie diverse, come campeggi e distributori di carburanti.
La decisione
La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'esclusione dal tributo per le aree portuali presuppone l'istituzione dell'Autorità portuale, circostanza non verificatasi per il porto in questione nelle annualità oggetto di accertamento; in mancanza di tale Autorità, riemerge la competenza comunale in tema di igiene urbana e, correlativamente, il potere impositivo. Ha rigettato anche il secondo motivo affermando che le aree acquee destinate ad ormeggio rientrano nel concetto di 'aree scoperte' assoggettabili alla tassa rifiuti e che la regolamentazione tariffaria può operare per rapporto di species a genus, senza necessità di una categoria autonoma espressa per gli spazi acquei. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Viene richiamato come parametro del vizio di violazione di legge dedotto con i motivi di ricorso per cassazione.
art. 62, comma 5, d.lgs. n. 507/1993
esclude «dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri»
L'esclusione opera solo quando, per effetto di norme o provvedimenti richiamati, venga meno l'obbligo di conferimento in regime di privativa comunale; nelle aree portuali ciò accade solo se esista l'Autorità portuale competente al servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti.
art. 21, comma 8, d.lgs. n. 22/1997
Nel disciplinare le competenze comunali in materia di rifiuti fa salve le disposizioni della legge portuale e dei relativi decreti attuativi.
art. 6, comma 1, lett. c), L. n. 84/1994
Attribuisce alle Autorità portuali il compito di affidamento e controllo dell'attività dirette alla fornitura di servizi di interesse generale agli utenti portuali, non coincidenti né strettamente connessi alle operazioni portuali.
Richiamato per delimitare le operazioni portuali e distinguere i rifiuti provenienti dalle navi dai rifiuti relativi alle aree demaniali di ormeggio.
art. 2, lett. i), d.lgs. n. 182/2003
È evocato dalla parte ricorrente per sostenere la competenza dell'Autorità marittima in mancanza di Autorità portuale; la Corte ne limita la portata ai servizi relativi alle operazioni portuali e, nel caso concreto, esclude che esso sottragga al comune la competenza sulle aree di ormeggio prive di Autorità portuale istituita.
art. 5, comma 4, d.lgs. n. 182/2003
Richiamato per evidenziare che il piano approvato dall'Autorità marittima non prevedeva un servizio sostitutivo di raccolta per i rifiuti oggetto di causa, ma solo la raccolta di rifiuti speciali non conferiti all'Amministrazione.
È invocato nel secondo motivo per contestare la tariffazione applicata agli spazi acquei e la mancanza di una specifica categoria tariffaria.
È invocato insieme all'art. 68 per censurare la commisurazione della tariffa a categorie diverse da quella degli spazi acquei.
d.m. 14 novembre 1994
Individua i servizi di interesse generale nei porti includendo anche i servizi di pulizia e raccolta dei rifiuti; se esiste l'Autorità portuale, la competenza è sua, altrimenti permane quella comunale.
art. 1 d.m. 14 novembre 1994
«servizi di interesse generale nei porti ...»
Comprende tra i servizi portuali di interesse generale anche i servizi di pulizia e raccolta dei rifiuti, riferiti alle infrastrutture e agli spazi portuali.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115 del 2002
È applicato per dare atto dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato a carico del ricorrente soccombente.
Massime di principio
- L'esclusione dalla tassa rifiuti per aree portuali opera solo quando, nelle more del periodo d'imposta, sia effettivamente istituita l'Autorità portuale competente alla gestione del servizio; in mancanza, il comune conserva la propria competenza in materia di igiene urbana e il correlato potere impositivo.
- Le aree acquee o gli specchi d'acqua utilizzati per l'ormeggio possono integrare il presupposto della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, perché il concetto di 'aree scoperte' va letto in funzione della finalità della norma, non in senso limitato al solo supporto solido del suolo.
- In materia tariffaria, l'assenza di una categoria espressa per una determinata superficie non impedisce l'applicazione del regolamento quando la fattispecie concreta sia riconducibile, per rapporto di species a genus, a una categoria già prevista; in tal caso non vi è applicazione analogica vietata ma applicazione per inclusione categoriale.
- Ai fini dell'assoggettamento a tributo dei rifiuti in area portuale, occorre distinguere tra rifiuti provenienti dalle navi e rifiuti relativi alle aree demaniali e alle infrastrutture portuali, poiché la disciplina e la competenza amministrativa possono variare a seconda dell'oggetto concreto del servizio.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05573/2023 del 23/02/2023
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05574/2023 del 23/02/2023
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05575/2023 del 23/02/2023
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05577/2023 del 23/02/2023
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05578/2023 del 23/02/2023
- ordinanza_civile · 23 feb 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 05579/2023 del 23/02/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →