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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20536/2024 del 23/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

impugnazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per tentato omicidio plurimo; dedotte carenze investigative (mancata acquisizione della cartella di pronto soccorso, accertamenti balistici insufficienti), contraddizioni e incoerenze nelle dichiarazioni delle persone offese, incertezza sull'arma impugnata e sulla sequenza degli eventi, mancanza di prova del presunto incitamento del ricorrente e contestazione della qualificazione giuridica del fatto (inesatta applicazione degli artt. 56 e 575 cod. pen., possibile riconoscimento di reato aberrante o di una fattispecie meno grave quali lesioni)

La decisione

il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto fondata la valutazione del giudice del riesame: le dichiarazioni delle vittime sono convergenti nel loro nucleo essenziale e coerenti con gli elementi scientifici acquisiti (bossolo esploso, proiettili inesplosi, ferita da arma da fuoco al fianco). Anche se permangono discrepanze su dettagli quali quale pistola abbia sparato o l'esatta dinamica cronologica, tali incertezze non incidono sulla valutazione della gravità indiziaria. La Corte ha confermato la configurabilità del concorso di persone ex art. 110 c.p. e la sussistenza del dolo omicida in base all'idoneità dei mezzi, alle minacce, alla reiterazione dei colpi e alla sede della lesione; ha inoltre osservato che l'inceppamento di un'arma non esclude l'idoneità ex ante. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    applicato per affermare il concorso materiale: tutti i partecipanti alla aggressione armata rispondono dell'evento cagionato quando questo rientra nei limiti dell'impresa criminosa concordata o prevedibile

  • art. 56 cod. pen.

    richiamato nel contesto dell'analisi della responsabilità in concorso e della partecipazione al reato (cause di esclusione o attenuazione rilegate alla condotta collettiva)

  • art. 575 cod. pen.

    norma sostanziale relativa all'omicidio (richiamata per la qualificazione del fatto come omicidio tentato), valutata insieme all'art. 110 per la responsabilità concorrente

  • art. 616 cod. proc. pen.

    applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    richiesto l'adempimento procedurale indicato nella decisione (formalità di comunicazione/annotazione a carico della cancelleria)

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    norma citata in relazione ai limiti di riassunto del motivo di ricorso di cassazione (ricorso riassunto nei limiti previsti)

Massime di principio

  • In aggressioni collettive armate la responsabilità concorsuale ex art. 110 c.p. può essere affermata anche senza stabilire quale concorrente abbia materialmente causato l'evento, se l'evento rientra nell'impresa criminosa concordata o prevedibile
  • L'inceppamento o il malfunzionamento di un'arma non annulla l'idoneità dell'azione ex ante: il possesso e l'intento di usare armi letali sono elementi utili a ricavare il dolo omicida
  • Contraddizioni su dettagli secondari delle dichiarazioni non sono necessariamente dirimenti se le deposizioni sono convergenti nel loro nucleo essenziale e supportate da riscontri materiali
  • In fase cautelare la Corte non è tenuta a risolvere contrasti probatori complessi o a riqualificare il fatto in modo favorevole alla difesa quando sussistono gravi indizi derivanti da quadro probatorio complessivo
  • L'errore di persona (colpire un soggetto diverso da quello voluto) non esclude il tentato omicidio quando la volontà di uccidere rimane immutata e il bene offeso è omogeneo rispetto all'obiettivo originario

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