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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20212/2022 del 24/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Forni ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano proponendo dieci motivi (più quattro aggiunti in memoria) con cui contestava: vizi di motivazione e presunti travisamenti della prova relativi agli accessi all'anagrafe tributaria ritenuti abusivi (art. 615-ter c.p.); l'erronea qualificazione delle condotte di consulenza e compilazione di denunce di successione come corruzione (art. 319 c.p.) invece che come abuso d'ufficio (art. 323 c.p.); la carenza dell'elemento soggettivo per effetto di un presunto mutamento giurisprudenziale (Sez. Un. Savarese 2017); l'utilizzabilità delle testimonianze rese da soggetti poi archiviati; l'omessa considerazione del decreto di archiviazione a carico dei presunti corruttori; censure sulla congruità della pena; e la relativa prescrizione di alcuni episodi contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte fondato e in parte infondato: ha annullato senza rinvio la sentenza per i reati del capo 1) commessi fino all'8 febbraio 2012 e per i reati del capo 2) commessi fino al 6 novembre 2012, perché estinti per prescrizione, eliminando la relativa pena per quei singoli episodi (con indicazione delle diminuzioni di pena per singolo episodio). Nel resto il ricorso è stato rigettato: sono state confermate le valutazioni di merito sulla sussistenza degli accessi abusivi per finalità ontologicamente diverse e sulla qualificazione come corruzione degli atti illeciti svolti dall'imputata, nonché l'utilizzabilità delle testimonianze degli archiviati e la congruità della pena ritenuta dal giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 615-ter cod. pen.

    Configura l'accesso abusivo anche quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, pur avendo credenziali, acceda o si mantenga nel sistema per finalità "ontologicamente diverse" rispetto a quelle consentite; principio applicato in combinazione con la giurisprudenza delle Sezioni Unite.

  • art. 319 c.p.

    Delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio: quando è presente un'utilità corrisposta dal privato in relazione all'atto dell'agente, si applica la fattispecie di corruzione (principio di specialità rispetto all'abuso d'ufficio).

  • art. 323 c.p.

    Abuso d'ufficio: fattispecie sussidiaria rispetto alla corruzione; ove sussista la corruzione (vantaggio patrimoniale collegato all'atto), l'abuso d'ufficio è in genere precluso per specialità.

  • artt. 197, 197-bis e 210 c.p.p.

    Regolano inutilizzabilità e garanzie in ordine all'esame testimoniale: le dichiarazioni rese da persone prima indagate e poi archiviate nel procedimento connesso possono essere utilizzate sulla base della giurisprudenza consolidata della Cassazione, salvo ipotesi di irrevocabile proscioglimento.

  • art. 133 cod. pen.

    Principi per la determinazione della pena: la graduazione della pena e il confronto tra circostanze aggravanti e attenuanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito se motivati logi-camente.

  • art. 129 c.p.p.

    Consente alla Corte di rilevare d'ufficio cause di estinzione del reato (es. prescrizione) e dichiarare l'estinzione quando matura; la Cassazione ha annullato senza rinvio per i reati prescritti.

  • Sezioni Unite, Sentenza n. 41210/2017 (Savarese)

    S.U. n. 41210 del 18/05/2017

    Ha specificato il concetto di "operazioni ontologicamente estranee" compiute da pubblici ufficiali/incaricati e qualificato come rilevante lo sviamento di potere; la Cassazione qui applica tale approfondimento come chiarimento della disciplina sull'art. 615-ter.

  • Sezioni Unite, Sentenza n. 4694/2011 (Casani)

    S.U. n. 4694 del 27/10/2011

    Precedente parametro interpretativo sull'accesso abusivo; la giurisprudenza successiva (Savarese) è stata ritenuta un chiarimento/approfondimento e non un overruling totale.

  • Cass. Sez. 5, n. 47510/2018

    Conferma che la sentenza Savarese rappresenta un approfondimento della Casani e ribadisce che l'accesso per finalità estranee può integrare il reato di cui all'art. 615-ter quando realizzato da pubblico ufficiale/incaricato.

Massime di principio

  • Per un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio l'accesso a banche dati con proprie credenziali può integrare il reato di accesso abusivo (art. 615-ter) se l'accesso è finalizzato a scopi "ontologicamente diversi" rispetto alle mansioni, anche se non vi è violazione formale delle prescrizioni tecniche.
  • Quando emergono pagamenti o utilità collegati alla prestazione di atti contrari ai doveri d'ufficio, la fattispecie tipica da ritenere è la corruzione (art. 319), che prevale per specialità sull'abuso d'ufficio (art. 323).
  • L'archiviazione della posizione di presunti corruttori non impedisce di utilizzare le risultanze probatorie in un diverso procedimento: il decreto di archiviazione non ha effetto preclusivo definitivo sui fatti o sulle prove.
  • Le testimonianze rese da soggetti precedentemente indagati e poi archiviati nel procedimento connesso sono in linea di massima utilizzabili, salvo situazioni particolari di irrevocabile proscioglimento; quindi l'inutilizzabilità non è automatica.
  • Le censure per travisamento della prova in Cassazione richiedono specificità: indicazione precisa degli atti non considerati, prova della verità del fatto dedotto e dimostrazione del nesso decisivo con la motivazione impugnata; deduzioni generiche sono inammissibili.
  • Le mutate interpretazioni giurisprudenziali non determinano automaticamente l'insussistenza dell'elemento soggettivo: la Corte valuta la fisiologica evoluzione dell'ermeneutica e la prevedibilità dell'orientamento giurisprudenziale.
  • È essenziale controllare i termini di prescrizione per ogni singolo episodio: la Cassazione può rilevare d'ufficio l'estinzione per prescrizione e disporre l'annullamento senza rinvio dei relativi capi.

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