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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14283/2022 del 13/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per errata applicazione dell'art. 648 c.p. (ricettazione) e vizio di motivazione: si contestava l'attribuzione del possesso del documento (carta di circolazione) al ricorrente, sostenendo che il ritrovamento a bordo dell'autovettura non prova il possesso personale né la conoscenza della provenienza illecita; si deduceva inoltre l'omessa valutazione dell'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p. (danno di speciale tenuità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto fondate le conclusioni dei giudici di merito circa l'attribuibilità del possesso al Di Lalla, posto che la carta di circolazione è stata rinvenuta nel veicolo di sua proprietà e l'interessato non ha fornito alcuna giustificazione. Ha affermato la correttezza dell'applicazione della presunzione secondo cui la mancata giustificazione del possesso di cosa di provenienza delittuosa prova la conoscenza della provenienza illecita. Ha inoltre escluso l'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p., richiamando la giurisprudenza che valuta il danno in funzione della potenziale utilizzabilità del documento e del suo valore strumentale. Di conseguenza è stata confermata la responsabilità per il reato di ricettazione così come rideterminata dalla Corte d'Appello (pena: anni 1 di reclusione ed euro 334,00 di multa), con dichiarazione di estinzione per prescrizione della contravvenzione ex art. 4 L. 110/75; il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Rilevata la configurabilità della ricettazione anche quando il bene proveniente da delitto sia rinvenuto nel veicolo di proprietà dell'imputato; la mancata giustificazione del possesso costituisce prova della conoscenza della provenienza illecita. Il dolo specifico (fine di profitto) comprende qualsiasi utilità, anche non patrimoniale e strumentale.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Esclusa l'applicabilità dell'attenuante del danno di speciale tenuità per la ricettazione di documenti, poiché il valore da valutare è quello della potenziale utilizzabilità e del danno complessivo alla persona offesa, non il mero valore cartaceo.

  • art. 4 L. 110/75

    La contravvenzione contestata è stata dichiarata estinta per prescrizione dalla Corte d'Appello e tale statuizione è stata confermata indirettamente con la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    espressamente presente nella sentenza

    Procedimento trattato con contraddittorio cartolare in base alla disposizione emergenziale richiamata.

Massime di principio

  • Il rinvenimento di un documento collegabile al veicolo o al bene nel luogo di disponibilità immediata ed esclusiva del soggetto può legittimare l'attribuzione del possesso e la presunzione di conoscenza della provenienza illecita se l'interessato non fornisce spiegazioni convincenti.
  • La presunzione probatoria secondo cui la mancata giustificazione del possesso equivale a prova della conoscenza è applicabile anche ai documenti, in presenza di un collegamento immediato con il titolare o con il veicolo di proprietà.
  • L'elemento soggettivo della ricettazione (fine di profitto) va interpretato in senso ampio: comprende utilità non necessariamente patrimoniali e l'uso strumentale futuro del documento o bene ricettato.
  • Per la valutazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità nei reati di ricettazione di documenti non si può considerare solo il valore materiale del supporto cartaceo; si deve tener conto della potenziale utilizzabilità e del danno complessivo alla persona offesa, rendendo spesso inapplicabile l'attenuante.
  • Un motivo di appello o gravame che appaia ab origine manifestamente infondato (cioè se la sua accoglienza non potrebbe mutare l'esito del processo) può determinare carenza di interesse e rendere l'impugnazione inammissibile.
  • La qualità del bene (documento, targa, patente) e le regole che ne disciplinano il rilascio possono rendere più agevole il collegamento con il legittimo possessore, rafforzando la presunzione di responsabilità quando il bene è rinvenuto in luoghi riferibili all'imputato.

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