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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14226/2022 del 13/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva rigettato l'istanza avverso il decreto di sequestro preventivo relativo a presunta evasione IRPEF per l'anno 2015 pari a €57.662,00. Il ricorrente deduce: (1) vizio di legge nella quantificazione dell'imposta evasa perché l'accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate avrebbe riconosciuto costi deducibili solo per il 10%, risultando illogico e non provato il superamento della soglia di punibilità di €50.000, e che il Tribunale del riesame avrebbe invertito l'onere della prova; (2) vizio relativo alla disponibilità dei beni sequestrati, in particolare il conto corrente intestato alla coniuge Ines Carboni, sul quale il ricorrente aveva solo delega e che sarebbe estraneo alla sua attività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: il motivo riguardante la disponibilità del conto della moglie non era stato proposto in sede di riesame e dunque non poteva essere valorizzato in cassazione; i motivi presentati sono in massima parte censure di merito sulla motivazione del provvedimento (vizi di fatto e di valutazione) e non deduzioni di violazione di legge ammissibili in cassazione su provvedimenti di sequestro; l'ordinanza impugnata conteneva una motivazione adeguata e il giudice poteva avvalersi dell'accertamento induttivo del fisco per rilevare il fumus del reato tributario. Per questi motivi il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 5

    art. 5, d. Igs. 74 del 2000

    La Corte considera applicabile l'art. 5 per la determinazione della soglia di punibilità nei reati tributari e accetta che il giudice possa avvalersi dell'accertamento induttivo degli uffici finanziari per valutare il fumus del reato

  • d.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, lett. D-bis

    art. 39, comma 2, lettera D bis, d.P.R. 600/1973

    Norma richiamata dal ricorrente in tema di quantificazione dei costi deducibili; la Corte non ha accolto la censura di illegittimità sull'applicazione pratica dell'accertamento induttivo

  • Costituzione, art. 53

    Richiamato dal ricorrente in relazione al principio di capacità contributiva; la Corte non ha ritenuto che la censura costituzionale fosse fondata in questa sede di legittimità

  • codice di procedura penale, art. 321 e art. 322-ter

    art. 321, 322 ter cod. proc. pen.

    Richiamati rispetto alla disciplina del sequestro e degli atti relativi; la Corte osserva che le questioni di disponibilità dei beni sono questioni di merito e/o che devono essere valorizzate nei gradi procedurali appropriati

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    art. 12 bis d. Igs. 74 del 2000

    Richiamato in relazione alla natura del sequestro/provvedimenti ablatori nei reati tributari; il riferimento serve a contestualizzare le impugnazioni ma non ha portato all'accoglimento del ricorso

  • codice di procedura penale, art. 606

    art. 606, comma terzo; art. 606, comma 1, lett. E, cod. proc. pen.

    La Corte richiama la limitazione della cassazione nei procedimenti di sequestro: è ammessa solo per violazione di legge; vizi di motivazione generici o di merito non sono mezzi idonei a fondare il ricorso

  • disp. att. c.p.p., art. 173, comma 1

    art. 173, comma 1, disp. att., c.p.p.

    Norma richiamata in relazione ai limiti di motivazione e deduzione dei motivi in cassazione; la Corte ricorda i limiti di motivazione del ricorso

  • D.L. n. 306 del 1992, art. 12-sexies (conv. L. n. 356/1992)

    art. 12 sexies, D.L. n. 306 del 1992, conv. in L. n. 356 del 1992

    Riferimento alla tutela dei diritti dei terzi sugli immobili o somme sottoposte a confisca/sequestro; la Corte segnala che i terzi devono proporre le proprie opposizioni nei modi e nei tempi previsti

  • codice di procedura penale, art. 616

    Base per la condanna alle spese e per l'ammenda destinata alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo o probatorio il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge; contestazioni che siano sostanzialmente censure di merito o vizi di motivazione generici risultano inammissibili
  • L'accertamento induttivo svolto dall'Agenzia delle Entrate può costituire elemento idoneo a fondare il fumus del reato tributario e la quantificazione dell'imposta ai fini del superamento della soglia di punibilità
  • Questioni relative alla disponibilità di beni intestati a terzi (es. conto della coniuge) vanno sollevate e provate nei gradi e nelle forme processuali appropriati (ad es. nel riesame o con l'opposizione esecutiva del terzo); il ricorrente non può far valere come proprio il diritto di terzi non impugnato precedentemente
  • Per contestare la motivazione di un provvedimento cautelare è necessario dedurre violazioni di legge specifiche o mostrare una carenza motivazionale così radicale da integrare un vizio giuridico; semplici argomentazioni alternative o generiche non sono sufficienti
  • Il mancato sollevamento di questioni procedurali o di fatto nelle sedi antecedenti può determinare l'inammissibilità del ricorso e l'obbligo di rifondere spese e ammende a carico del ricorrente

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