Cassazione Penale, Sentenza n. 23744/2026 del 26/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rigettato la domanda di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione relativo a opere abusive già oggetto di sentenza irrevocabile. Sosteneva, con un unico motivo di vizio di motivazione, di essere ancora legittimata a chiedere la sanatoria perché non vi era stata acquisizione dell'opera abusiva al patrimonio comunale; affermava inoltre che la domanda di sanatoria sarebbe stata presentata prima del decorso di 90 giorni dall'ordinanza comunale di demolizione e che il giudice non avrebbe potuto escludere la sua legittimazione a chiedere il permesso in sanatoria. Deduceva infine che non ostava il fatto che l'istanza fosse stata presentata ai sensi dell'art. 37 del d.P.R. n. 380/2001 anziché dell'art. 36, e che comunque sussisteva la doppia conformità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il provvedimento ottenuto dalla ricorrente a fronte di una domanda ex art. 37 d.P.R. n. 380/2001 non equivalesse al permesso di costruire in sanatoria ex art. 36, necessario per sanare opere del tipo di quelle oggetto di demolizione. Ha inoltre rilevato che l'istanza ex art. 37 era stata presentata quando l'opera era già stata acquisita al patrimonio comunale, con conseguente perdita della titolarità in capo alla ricorrente, e che la domanda ex art. 37 non interrompe i termini per l'acquisizione ex art. 31. Ha escluso altresì che la sanatoria fosse praticabile, richiamando l'assenza di sanatoria in area vincolata e in zona sismica e precisando che la doppia conformità ex art. 36 richiede conformità sia urbanistica sia edilizia. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
permesso di costruire in sanatoria
La sanatoria è ammissibile solo se ricorrono le condizioni della doppia conformità e non può essere utilizzata per opere non compatibili con il titolo richiesto o con i vincoli ostativi, inclusi quelli edilizi e sismici.
La domanda presentata ex art. 37 riguarda opere diverse rispetto a quelle sanabili con permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 e non è idonea a sostituire quest'ultimo né a produrre effetti interruttivi del termine per l'acquisizione comunale.
acquisizione al patrimonio ex art. 31
L'acquisizione gratuita dell'opera al patrimonio comunale comporta il venir meno della titolarità in capo al privato; la domanda ex art. 37 non interrompe il decorso del termine per l'acquisizione.
Richiamato per il meccanismo di sospensione dell'azione penale e di silenzio-rigetto collegato alle sanatorie rilevanti ex art. 36.
art. 36-bis d.P.R. n. 380/2001
Richiamato come disciplina delle richieste di permesso in sanatoria in ipotesi specifiche di parziali difformità e variazioni essenziali, con provvedimento motivato entro 45 giorni e silenzio-assenso decorso il termine.
Il rilascio del permesso di costruire presuppone la conformità del progetto agli strumenti urbanistici e alle altre normative di settore aventi incidenza sull'attività edilizia.
art. 20, comma 1, d.P.R. n. 380/2001
la dichiarazione del progettista abilitato "che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati, ai regolamenti edilizi vigenti, e alle altre normativa di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia"
La disciplina edilizia comprende anche norme tecniche, antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie ed energetiche, sicché la doppia conformità non può essere ridotta al solo profilo urbanistico.
È richiamato come norma espressiva del controllo preventivo in materia sismica, per cui non è previsto un istituto generale di autorizzazione sismica in sanatoria.
ordina la demolizione delle opere o delle parti di esse costruite in difformità alle norme del presente capo o dei decreti interministeriali di cui agli articoli 52 e 83, ovvero impartisce le prescrizioni necessarie per rendere le opere conformi alle norme stesse
La previsione è circoscritta al profilo sismico e non neutralizza l'ordine di demolizione dovuto per gli abusi edilizi e urbanistici; non consente di sostituire automaticamente la demolizione con prescrizioni quando l'opera sia anche urbanisticamente abusiva.
art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380/2001
il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 44, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita
Quando l'opera è abusiva anche sotto il profilo edilizio-urbanistico, la demolizione è doverosa in presenza della condanna per il reato edilizio.
È il reato edilizio cui si collega, in caso di condanna, l'ordine di demolizione delle opere abusive.
La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
artt. 64, 65, 71 e 72 d.P.R. n. 380/2001
Richiamati per affermare che le violazioni in materia di opere in conglomerato cementizio e struttura metallica non sono sanabili con deposito postumo o effetti equivalenti.
Massime di principio
- Il permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001 presuppone la doppia conformità, da intendersi come conformità dell'opera sia alla disciplina urbanistica sia a quella edilizia vigente al momento della realizzazione e della domanda; la verifica non può essere limitata al solo profilo urbanistico.
- Un'istanza presentata ai sensi dell'art. 37 d.P.R. n. 380/2001 non può essere equiparata al permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 quando l'opera abusiva richiede quest'ultimo titolo; essa non produce gli effetti tipici della sanatoria e non interrompe i termini per l'acquisizione gratuita dell'opera al patrimonio comunale.
- La perdita della titolarità del bene per effetto dell'acquisizione al patrimonio comunale esclude la legittimazione del privato a domandare la regolarizzazione dell'opera nei termini incompatibili con tale acquisizione.
- La sanatoria urbanistica non è praticabile quando l'abuso insiste in un contesto per il quale manchi un presupposto necessario e non sanabile, come il previo rispetto della normativa sismica o la presenza di vincoli che impediscano una sanatoria postuma nei termini richiesti dalla legge.
- In materia edilizia, la disciplina della demolizione può essere differenziata per i profili sismici, ma la previsione speciale relativa alle opere difformi dalle norme antisismiche non elide l'obbligo di demolizione previsto per le opere urbanisticamente ed ediliziamente abusive.
- La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, se non risulta un difetto di colpa nella proposizione del ricorso, al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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