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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41897/2025 del 31/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso investe il vizio di motivazione relativo all'affermazione di responsabilità per tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.). I fatti originari riguardano il tentativo, in concorso con il suocero Luigi La Cognata, di uccidere Antonio Fabio Argenti a Gela il 20/06/2022 mediante quattro colpi di pistola. Nel corso delle indagini emersero diverse ricostruzioni: dichiarazioni immediate della persona offesa che citavano una pistola a lui riconducibile, una lettera della vittima al fratello che indica invece che il genero Pirrone lo avrebbe trattenuto mentre La Cognata prendeva un'arma in casa, e l'informativa della polizia giudiziaria che corrisponde alla contestazione. Il GIP, nel rito abbreviato, aveva ritenuto la persona offesa solo in parte credibile e aveva ricostruito i fatti in modo non sovrapponibile all'imputazione (assoluzione dalle specifiche contestazioni in materia di armi, riconoscimento dell'attenuante della provocazione e condanna per tentato omicidio con pena ridotta per il rito). In appello la Corte territoriale ha invece dato prevalenza alla ricostruzione contenuta nell'informativa della polizia giudiziaria e alla lettera della vittima, confermando la condanna. La difesa ha censurato la Corte d'appello per non essersi confrontata adeguatamente con le motivazioni divergenti del primo giudice e per avere fondato la conferma della condanna su un ragionamento carente e contraddittorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato carenza di motivazione nella sentenza d'appello perché la Corte territoriale ha fatto riferimento quasi esclusivo all'informativa della polizia giudiziaria senza confrontarsi compiutamente con la motivazione alternativa del GIP e con le censure della difesa circa la credibilità della persona offesa e il valore delle intercettazioni. La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza impugnata e ha ordinato che la Corte di Appello di Caltanissetta riesamini la questione alla luce dei criteri indicati, assicurando coerenza e confronto motivazionale tra le due pronunce di merito.

Norme richiamate

  • codice penale

    Reato principale contestato: tentato omicidio (art. 56 in relazione a 575). La sentenza di merito ha applicato tali norme per la condanna, con valutazioni poi rimesse al vaglio della Cassazione in ordine alla motivazione della responsabilità.

  • legge n. 895/1967

    artt. 2, 4 e 7 l. n. 895 del 1967

    Norme in materia di armi richiamate nell'imputazione; il GIP ha assolto dagli specifici reati in materia di armi ritenendo non provata la detenzione/porto come contestato, mentre la Corte d'appello ha valorizzato l'informativa giudiziaria ritenendola confermata.

Massime di principio

  • Quando le pronunce di primo e secondo grado coincidono, la cosiddetta "doppia conforme" impone che la seconda decisione tenga conto e confronti esplicitamente le argomentazioni della prima: la mera richiamazione di un risultato investigativo (informativa della polizia giudiziaria) non è sufficiente se il primo giudice ha fornito una motivazione divergente e argomentata.
  • Se vi sono ricostruzioni processuali alternative (dichiarazioni immediate della vittima, successiva lettera, intercettazioni, informativa), la corte che conferma la condanna deve spiegare perché privilegia una fonte rispetto ad altre e affrontare le critiche della difesa sulla credibilità e sul valore probatorio di ciascun elemento.
  • L'omesso o insufficiente confronto con le specifiche censure difensive circa la credibilità dei testi o il significato delle intercettazioni costituisce vizio di motivazione suscettibile di annullamento con rinvio.
  • La scelta probatoria che rileva particolarmente in casi di contrasto tra diverse prove (es. dichiarazioni immediate vs lettera successiva vs informativa) deve essere espressa e logicamente coerente: la Corte d'appello non può limitarsi a ripetere la ricostruzione investigativa senza valutare le ragioni della diversa conclusione del primo giudice.
  • In processi celebrati con rito abbreviato la riduzione di pena prevista non esime il giudice dall'obbligo di motivare compiutamente l'affermazione di responsabilità; tale obbligo è tanto più stringente quando la prova è controversa o fondata su elementi indiretti.

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