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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41836/2025 del 31/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente deduceva inosservanza dell'art. 599-bis cod. proc. pen. e carenza/mancanza di motivazione, poiché l'accordo concordato e depositato prevedeva espressamente la restituzione della somma di denaro e degli oggetti sottoposti a sequestro; la Corte d'Appello, pur omologando parzialmente il concordato rideterminando la pena e concedendo i benefici richiesti, ha mantenuto il sequestro della somma a garanzia dei crediti ai sensi dell'art. 316 cod. proc. pen. e ha restituito solo gli altri oggetti, senza motivare la difformità rispetto alla richiesta delle parti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Dall'esame degli atti è emerso che l'accordo ex art. 599-bis prevedeva la restituzione della somma e degli oggetti sequestrati; la pronuncia della Corte d'Appello si è invece discostata da tale contenuto mantenendo la somma sequestrata senza adeguata motivazione. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'Appello di Torino per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regime dell'accordo delle parti: il giudice che omologa l'accordo non può pronunciarsi in modo difforme rispetto ai termini concordati tra le parti; la Corte non può modificare i contenuti dell'accordo senza valida motivazione e consenso.

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Disciplina del sequestro a garanzia dei crediti; la Corte d'appello ha invocato tale norma per mantenere la somma sequestrata, ma la Cassazione ha ritenuto che l'invocazione non giustificasse la deviazione dall'accordo concordato senza specifica motivazione.

  • Sez. 1, n. 944 del 23/10/2019 (giurisprudenza richiamata)

    Principio consolidato che vieta al giudice di pronunciarsi diversamente rispetto all'accordo ex art. 599-bis quando le parti si sono accordate sui termini; supporta l'inderogabilità dell'accordo salvo motivazione e consenso.

Massime di principio

  • L'accordo ex art. 599-bis vincola il giudice alla cornice negoziale concordata: ogni deviazione dai termini richiesti dalle parti richiede motivazione chiara e, se rilevante, il consenso delle parti.
  • Se nella proposta di concordato è prevista la restituzione di somme o beni posti in sequestro, il giudice non può mantenere il sequestro senza spiegare specificamente e logicamente perché la restituzione sarebbe incompatibile con esigenze di garanzia.
  • Per tutelare il risultato concordato è fondamentale inserire nel verbale e nella documentazione scritta la formulazione esplicita delle richieste (ad es. restituzione di somme e beni) e conservarne copia in atti, così da poter agevolmente dimostrare l'accordo in sede di impugnazione.
  • In caso di difformità fra il provvedimento giudiziale e l'accordo scritto, il rimedio in Cassazione è efficacemente proponibile per violazione dell'art. 599-bis e può condurre all'annullamento; l'annullamento può essere disposto senza rinvio quando la violazione è evidente e la rettifica richiede nuovo esame da parte del giudice di merito.
  • Quando il giudice ritiene necessario trattenere somme a titolo di garanzia (richiamando art. 316), deve argomentare il nesso concreto tra la garanzia richiesta e la situazione processuale, anche in presenza di un accordo tra le parti.

Testo integrale

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