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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41839/2025 del 31/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la decisione del Tribunale di Torre Annunziata che aveva dichiarato non doversi procedere per carenza di valida querela, ritenendo che il Tribunale avesse erroneamente fatto affidamento su informazioni desunte da profili social (rilevando che la persona che aveva conferito la procura speciale al querelante non rivestesse più la carica di amministratore delegato dalla data indicata) anziché valutare la validità formale della procura speciale allegata. Il Pubblico Ministero sosteneva che il mero cambio della compagine amministrativa non rende inefficace una procura già validamente conferita e che l'atto notarile e la pubblicazione nel Registro delle Imprese dovevano essere considerati probatoriamente efficaci ai fini della ritualità della querela.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Dall'esame degli atti è emerso che la procura speciale conferita al querelante Fausto Taragoni era stata sottoscritta da Olivier Christophe Paul Jonvel nella sua qualità di amministratore delegato e legale rappresentante della società "Leroy Merlin Italia s.r.l.", mediante scrittura privata autenticata in data 3 novembre 2020 e pubblicata in visura nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Pertanto la procura era valida ed efficace. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Torre Annunziata per il proseguimento del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 120 cod. pen.

    Richiamata dal ricorrente come norma la cui violazione era stata denunciata nel motivo; dalla sentenza si evince un rilievo sulla corretta motivazione e applicazione delle norme procedurali e sostanziali contestate alla decisione impugnata

  • art. 124 cod. pen.

    Citato nel ricorso a sostegno della tesi di illegittimità della decisione del Tribunale; la Corte ha ritenuto che la valutazione della ritualità della querela dovesse fondarsi sull'atto formale (procura) e non su dati tratti da profili social

  • art. 336 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale indicato nel ricorso; la Corte ha implicitamente indicato che la verifica della validità della querela richiede l'esame degli atti formali allegati (procura speciale) piuttosto che apprezzamenti su fonti non probatorie come i social

  • art. 337 cod. proc. pen.

    Altro riferimento procedurale; la decisione della Corte sottolinea che la presenza di una procura autenticata e pubblicata nel Registro delle Imprese costituisce elemento decisivo ai fini della legittimazione a proporre querela

Massime di principio

  • Una procura speciale formale e autenticata, pubblicata nel Registro delle Imprese, ha efficacia probatoria e non puo' essere disattesa sulla base di informazioni reperite su profili social.
  • Il mero avvicendamento degli organi amministrativi societari successivo al conferimento di una procura non determina di per sé l'inefficacia retroattiva della procura stessa; occorre prova di revoca o di altro atto formale che ne estingua i poteri.
  • In ordine alla validità della querela, i giudici devono dare prevalente rilievo ai documenti formali prodotti (procura, atti notarili, iscrizioni nei registri pubblici) rispetto a fonti secondarie e non certificate come i social network.
  • Se la parte resistente contesta la legittimazione del querelante, la corretta via è richiedere e valutare gli atti pubblici e autenticati che conferiscono i poteri di rappresentanza, non ricavare conclusioni vincolanti da profili online.
  • Per evitare la declaratoria di inesistenza della querela, il soggetto che agisce a nome di una società dovrebbe allegare e conservare la documentazione notarile e la visura camerale che attestino la titolarità dei poteri al momento del conferimento.

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