Cassazione Penale, Sentenza n. 11081/2024 del 15/03/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorsi censurano la sentenza della Corte d'appello di Milano del 12/04/2023 che aveva assolto Rinaldi e Barbato dai reati di frode nelle pubbliche forniture e di falso in atto pubblico. I ricorrenti contestano, in sintesi: 1) la valutazione della prova da parte della Corte d'appello, ritenuta incongrua rispetto alla motivazione del Tribunale che aveva invece provato l'inadempimento contrattuale (in particolare la mancata realizzazione del corso teorico-pratico di 200 ore per 50 istruttori); 2) la mancata considerazione e il difetto di confronto con la documentazione e le argomentazioni del primo grado; 3) l'erronea qualificazione della prestazione formativa come accessoria e non necessaria all'appalto; 4) la mancata ricostruzione di un accordo fraudolento e del vantaggio conseguito; 5) la valutazione insufficiente delle attestazioni di conformità rilasciate da Barbato e della loro idoneità a ingannare l'amministrazione pubblica; 6) vizi nella valutazione dell'elemento soggettivo (dolo) e nella disamina delle risultanze probatorie, ivi comprese le testimonianze ritenute attendibili dal Tribunale ma valorizzate diversamente in appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha censurato la Corte d'appello per il mancato rispetto dell'obbligo di "motivazione rafforzata" dovuto ogniqualvolta il giudice di secondo grado riformi una sentenza di primo grado: la Corte d'appello non ha adeguatamente confrontato e demolito il ragionamento probatorio del Tribunale, non ha spiegato in termini compiuti perché riteneva attendibili determinate dichiarazioni ritenute in primo grado inattendibili, e non ha chiarito in che modo le presunte «soluzioni amichevoli» o la disponibilità delle parti potessero sostituire i termini formali contrattuali e l'applicazione delle penali. Per tali motivi la motivazione dell'assoluzione è stata considerata gravemente viziata. Conseguentemente la decisione impugnata è stata annullata (con rinvio per un nuovo esame alla Corte d'appello competente, secondo quanto previsto dalla prassi di cassazione), per omessa e insufficiente motivazione sugli aspetti decisivi dell'accertamento probatorio e sull'applicazione delle norme penali rilevanti.
Norme richiamate
La Corte e i ricorrenti discutono la configurabilità della frode nelle pubbliche forniture e la possibile applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 355 comma 2 quando la fornitura riguarda opere dirette a ovviare a un pericolo comune (es. tutela della sicurezza stradale). La Corte di Cassazione verifica che la qualificazione dell'inadempimento e l'applicazione dell'aggravante siano decise solo dopo adeguata istruttoria e motivazione.
richiamato dall'art. 356 cod. pen.
Articolo richiamato in relazione all'aggravante; la Corte richiede che venga correttamente applicata solo se provati i presupposti (natura della fornitura, rilevanza pubblica, pericolo comune).
Richiamato in relazione alla doglianza sulla prova del dolo nel reato di falso; la Corte osserva che la sussistenza del dolo deve essere adeguatamente motivata in rapporto agli atti attestanti la regolare esecuzione.
comma 3 bis dell'art. 603 citato nel testo
Richiamato nel contesto del dibattito sull'onere motivazionale del giudice d'appello; la Cassazione chiarisce che, oltre alle previsioni normative specifiche, sussiste un dovere giurisprudenziale consolidato di motivazione rafforzata quando si riformi una decisione di primo grado.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (Troise e altri precedenti)
Sez. U. n. 14800 del 21/12/2017 (Troise) e altri precedenti citati
Le Sezioni Unite hanno definito i criteri della "motivazione rafforzata" che il giudice d'appello deve adottare quando riforma una decisione: occorre analizzare e confrontarsi puntualmente con la motivazione del primo giudice e spiegare perché la valutazione delle prove deve mutare.
Massime di principio
- Quando il giudice d'appello riforma una sentenza di primo grado (sia in peius sia in bonis) è obbligato a fornire una "motivazione rafforzata": deve confrontarsi punto per punto con la motivazione del primo giudice e spiegare perché cambia la valutazione delle stesse prove.
- La semplice formulazione di una ricostruzione alternativa dei fatti non è sufficiente: l'appello che ribalta una condanna deve dimostrare in modo persuasivo l'esistenza di un ragionevole dubbio (se assolve) o demolire la ricostruzione precedente con argomentazioni logiche e probatorie solide.
- In casi di appalti pubblici, l'accertamento dell'obbligatorietà di singole prestazioni contrattuali (es. corsi formativi) richiede una rigorosa verifica documentale; l'assenza di registrazioni, elenchi partecipanti, o rendicontazioni di costi può costituire elemento decisivo per provare l'inadempimento.
- Le attestazioni di regolare esecuzione rese da un pubblico ufficiale possono integrare gli estremi del reato (frode/falso) se risultano false e idonee a ingannare l'amministrazione; il loro valore probatorio va valutato motivatamente e collegato all'effettiva esecuzione delle prestazioni.
- La riclassificazione dei fatti (ad es. da frode a truffa) comporta conseguenze sul contraddittorio: nuove qualificazioni devono essere tempestivamente rilevate e contestate alle parti per garantire il diritto alla difesa.
- La prova del dolo e dell'accordo fraudolento richiede elementi specifici: dichiarazioni attendibili e congruenti, documentazione che mostri la volontà congiunta di ingannare e l'eventuale vantaggio conseguito. L'assenza di questi elementi deve essere adeguatamente motivata per escludere la responsabilità penale.
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