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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29666/2026 del 05/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 10/06/2025. Dai passaggi riportati emerge che i motivi riguardavano: 1) il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 2) il giudizio di bilanciamento delle attenuanti generiche; 3) la mancata applicazione delle pene sostitutive. La Corte di merito aveva escluso la particolare tenuità sia per le modalità della condotta sia per la reiterazione dei fatti di reato e per i precedenti della stessa indole; aveva inoltre negato le pene sostitutive sulla base di un giudizio negativo sulla personalità dell'imputato. Il ricorrente chiedeva quindi una diversa valutazione di tali profili in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i primi due motivi, perché la Corte territoriale aveva motivato in modo non illogico l'esclusione della tenuità del fatto e dell'occasionalità della condotta, valorizzando le modalità del fatto, il carattere reiterativo delle condotte di reato e i precedenti della stessa indole; tali apprezzamenti di merito non sono riconsiderabili in cassazione se non presentano vizi logici. Inammissibile anche il terzo motivo, poiché il diniego delle pene sostitutive risultava adeguatamente motivato dal giudizio negativo sulla personalità dell'imputato. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando le modalità della condotta, la reiterazione dei fatti e i precedenti della stessa indole rendano non configurabile l'occasionalità e la tenuità oggettiva del fatto.

  • art. 348 c.p.

    È richiamato come indice della reiterazione delle condotte di reato valorizzata dalla Corte di merito per escludere la particolare tenuità del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il giudizio sulla particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. è rimesso al merito e, se sorretto da motivazione non manifestamente illogica fondata su modalità della condotta, reiterazione e precedenti specifici, non può essere rivalutato in cassazione.
  • La valutazione negativa sull'occasionalità del fatto può desumersi legittimamente dal carattere reiterativo delle condotte e dai precedenti della stessa indole.
  • Il diniego delle pene sostitutive è insindacabile in cassazione quando sia adeguatamente motivato sulla base di un giudizio negativo sulla personalità dell'imputato.
  • La mera sollecitazione di una diversa lettura delle circostanze di fatto e del trattamento sanzionatorio non integra un vizio di legittimità se la motivazione del giudice di merito è coerente e non illogica.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta automaticamente, ex art. 616 c.p.p., la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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